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Francesco Tedeschi

Libri dell'autore

Musei in movimento nel XXI secolo digital
formato: Articolo | VITA E PENSIERO - 2014 - 2 | anno: 2014 | numero: 2
Anno: 2014
La riuscita, nell’immediato e nel tempo, di un museo dipende certamente da un delicato equilibrio fra spazi e cultura...
€ 4,00
Studi in onore di Maria Grazia Albertini Ottolenghi
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2013 | pagine: 240
Anno: 2013
Il secondo numero dei "Quaderni di Storia dell'arte" rende omaggio a Maria Grazia Albertini Ottolenghi, docente di Storia dell'arte moderna e Storia dell'arte lombarda presso l'Università Cattolica.
€ 22,00
Il mondo ridisegnato. Arte e geografia nella contemporaneità
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2011 | pagine: 444
Anno: 2011
I rapporti tra arte e geografia hanno una lunga tradizione, che va dal concorso nella creazione delle mappe alla storia della pittura di paesaggio. Francesco Tedeschi propone una lettura intrecciata di temi che riguardano l’uno e l’altro ambito, così da interpretare in chiave interdisciplinare l’operato dei molti artisti presi in considerazione. Autori quali Piero Manzoni, Jasper Johns, Joseph Beuys, i protagonisti dell’Arte Povera, del Situazionismo, della Land Art e molte delle principali figure dell’arte odierna, sono accostati a opere di Vermeer, Friedrich, Bellotto, o alle rappresentazioni delle ‘Città ideali’ quattrocentesche.
€ 30,00
La Scuola di New York. Origini, vicende, protagonisti
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2010 | pagine: 336
Anno: 2010
Nel secondo dopoguerra New York assume un ruolo di primo piano nel campo dell'arte fino a diventarne la capitale mondiale
€ 28,50
La teatralità come elemento critico e progettuale nell'arte tra gli anni Sessanta e Settanta digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2010 - 2. Teatro e arti visive. Intersezioni dell'ultimo Novecento | anno: 2010 | numero: 2
Anno: 2010
RÉSUMÉ La notion de ‘théâtralité’ est considérée un élément critique pour interpréter certains aspects de l’art des années Soixante. D’une part, le critique Michael Fried accuse les nouvelles formes d’art de plier vers des formes minimalistes de «théâtralité» qui faussent le caractère de l’expression formelle; de l’autre, non seulement l’expérience des happenings, créés à New York entre la fin des années cinquante et les premières années soixante, portent à mettre en évidence des réalisations essentiellement performatives dans les sites d’art «visuel», mais les installations d’auteurs pop, tels que Oldenburg, et minimalistes, comme Judd et Morris, élèvent l’objet au rang de caractère, créant une nouvelle forme de «théâtralité». En tous cas, la ‘théâtralité’ devient un principe qui sous-tend la transformation de nombreux modes d’action de l’art du fin des années soixante, comme le montrent les expériences italiennes qui sont réunies dans des situations comme celles documentées par le Théâtre des expositions, une série de travaux d’une seule journée, qui prennent place dans la Galleria La Tartaruga à Rome en mai 1968, et d’autres événements de ces années. Trois auteurs sont pris comme exemple pour leurs développements de façon ‘théâtrale’: Michelangelo Pistoletto qui, avec son groupe le «Zoo», modifie ses actions vers des éléments performants, parallèlement à sa participation aux initiatives de l’Arte Povera; Fabio Mauri, qui conçoit des formes d’installation temporellement définies à l’intérieur d’une scène, et reconstruit des situations du passé sous forme documentaire, comme dans Qu’est-ce que le fascisme, apporté à Rome en 1971; Alik Cavaliere, qui imagine une sorte de sculpture développée dans un récit dramatique et propose, en 1972, un remake des thèmes de Shakespeare à la Biennale de Venise en collaboration avec l’écrivain Roberto Sanesi et le compositeur Bruno Canino. Les exemples et les sujets théoriques avancés mettent en évidence comment le thème de ‘théâtralité’ est au coeur de la transformation du caractère de conception et présentation de l’art contemporain, dans une relation toujours plus étroite entre les disciplines qui, à partir du visuel, se déplacent pour accueillir le récit et la performance. SUMMARY The concept of ‘theatricality’ is considered a critical element for interpreting some aspects of the art of the sixties. On the one hand, the critic Michael Fried accuses the new minimalist forms of art to bend towards forms of ‘theatricality’ that distort the character of formal expression; on the other hand, not only the experiences of the New Yorker happenings between the late fifties and early sixties led to highlight essentially performing forms in “visual” art sites; but the installations of pop authors, such as Oldenburg, or minimalist, such as Judd and Morris, transform the object into a character, creating a new form of ‘theatricality’. In any case, ‘theatricality’ becomes a principle which underpins the transformation of many modes of action in late Sixties’ art, as shown by some experiences in the Italian environment. They come together in situations like those documented by the Theatre of the exhibitions, a series of works lasting a single day, which takes place in May 1968, at the Galleria La Tartaruga in Rome, and other events of those years. Three authors are taken as an example for their ‘theatrical’ inspiration: Michelangelo Pistoletto, who with his group «Zoo» changes his actions toward performing components in parallel to his participation in the initiatives of the Arte Povera; Fabio Mauri, who designs installation forms within a defined time-frame within a stage, rebuilding situations of the past in documentary form, as in What is fascism, brought to Rome in 1971; and Alik Cavaliere, who envisions a kind of sculpture developed in a narrative and dramatic way, and proposes in 1972 a remake of Shakespeare’s themes at Venice Biennale, in collaboration with the writer Roberto Sanesi and the composer Bruno Canino. The advanced examples and theoretical topics highlight how the theme of ‘theatricality’ is central to the transformation of the characteristics of design and presentation of contemporary art in an ever closer relationship between the disciplines, from visual to narration and performance.
€ 6,00
Visioni musicali. Rapporti tra musica e arti visive nel Novecento
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2009 | pagine: 200
Anno: 2009
Il volume raccoglie gli atti del convegno: «Visioni musicali». Rapporti tra musica e arti visive nel Novecento (Università Cattolica di Milano, 12 maggio 2006) e alcuni contributi connessi al tema di quell’incontro. Nei diversi interventi sono trattate molte delle infinite declinazioni del tema, vasto e sfaccettato, del confronto tra l’espressione visiva e quella sonora. Si spazia da saggi di carattere storico, a firma di studiosi della materia, a testimonianze provenienti dal fronte creativo: di artisti che guardano alle possibili implicazioni della propria ricerca con il mondo della musica, anche sotto l’aspetto procedurale, e di compositori che si ispirano o cercano di ipotizzare contaminazioni tra il linguaggio dei suoni e quello dei colori e delle forme. Corrispondenze, scambi, ibridazioni: queste le direttrici principali di un dialogo che ha conosciuto, dalla fine del XIX secolo a oggi, molteplici linee di sviluppo. Dall’età simbolista alla stagione delle avanguardie storiche, dai fermenti novatori degli anni Sessanta e Settanta fino alle manifestazioni più recenti delle due discipline, musica e arti visive non hanno mai cessato di scrutarsi, confrontarsi, influenzarsi. Una relazione tormentata ed entusiasmante, di cui questo libro tenta di dar conto con la vivacità di un’esperienza vissuta.
€ 18,00
Il presente si fa storia. Scritti in onore di Luciano Caramel
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2008 | pagine: 870
Anno: 2008
I testi presentati in questo volume sviluppano argomenti storico-artistici prevalentemente legati all’area contemporanea, settore di studi nel quale Luciano Caramel ha dato un contributo fondamentale per la definizione e l’approfondimento di una disciplina da pochi decenni professata nell’università italiana. In suo onore, studiosi in buona parte formatisi sull’impulso delle sue ricerche scientifiche e colleghi di vari atenei hanno elaborato saggi originali che coprono un arco cronologico compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la più stretta attualità. Li unisce una metodologia di lavoro fondata sulla consapevolezza della validità dell’approccio storico, da cui scaturisce l’assunto scelto per il titolo: il presente va affrontato sapendo che il ‘contemporaneo’ è destinato a divenire storia, e che nel presente vive il passato. Gli scritti sono organizzati in quattro sezioni, nelle quali è possibile riconoscere i diversi interessi di ricerca di Luciano Caramel: l’individuazione delle radici della modernità nell’arte di fine Ottocento; la dialettica fra avanguardia e rapporto con la tradizione nell’arte del primo Novecento; l’apertura alle diverse forme di ricerca artistica nel secondo dopoguerra e nell’attualità; la riflessione sul ruolo del critico nei confronti del presente. Ad esse si aggiunge una quinta sezione, miscellanea, con interventi di storici dell’arte e di discipline affini, volti a tracciare percorsi paralleli, pur con singolari momenti di tangenza con la storia dell’arte contemporanea. Conclude il volume una bibliografia completa e ragionata, che consente al lettore di orientarsi all’interno della lunga e appassionata attività che da circa cinquant’anni Luciano Caramel svolge in qualità di storico e critico.
€ 60,00
Artisti americani tra le due guerre. Una raccolta di documenti
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2004 | pagine: 160
Anno: 2004
L’arte americana vive una stagione particolare tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. I contatti diretti con l’avanguardia europea, favoriti dalle migrazioni negli Stati Uniti di affermati artisti europei, e la ricerca di una propria identità da parte degli autori cresciuti sul suolo americano portano all’elaborazione di una nuova definizione dell’immagine, anche in rapporto con la fotografia. L’attività espositiva e le pubblicazioni sono privilegiato luogo di confronto, prima che gli investimenti istituzionali nel campo dell’arte e della cultura producano ulteriori opportunità di crescita personale e collettiva. Attraverso le voci dei protagonisti di quella stagione propedeutica al grande successo dell’arte americana nel secondo dopoguerra, l’antologia di scritti presentata in questo volume ricostruisce il dibattito e le posizioni poetiche che hanno contraddistinto una fase vitale della cultura visiva statunitense.
€ 12,00
Una collezione d'arte moderna alla luce dell'insegnamento di Paolo VI digital
formato: Articolo | VITA E PENSIERO - 1989 - 3 | anno: 1989 | numero: 3
Anno: 1989
€ 4,00
 

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