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Rosangela Lodigiani

Rosangela Lodigiani
autore
Vita e Pensiero

Rosangela Lodigiani è professore associato di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Lavoro e capitale umano, Politiche sociali europee e Sociologia generale nella Facoltà di Scienze politiche e sociali. Presso lo stesso Ateneo è membro del board direttivo del centro di ricerca «Welfare, Work, Enterprise, Lifelong Learning» (WWELL). 

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Libri dell'autore

Lavoratori e cittadini Epub
formato: Ebook | editore: Vita e Pensiero | anno: 2018
Anno: 2018
Essere lavoratori ed essere cittadini: due esperienze profondamente intrecciate l’una all’altra, anche se il loro legame resta quasi sempre sotto traccia. Ce ne accorgiamo, però, nei momenti in cui ci capita di cambiare condizione di vita, magari per un’improvvisa perdita del posto di lavoro. Allora diventiamo acutamente consapevoli di quanto l’occupazione influisca sul nostro status giuridico e lavorativo, ci apra o ci chiuda l’accesso a certi diritti di protezione, costruisca o cambi il nostro ruolo sociale e famigliare. Essere occupati o disoccupati, impiegati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o lavoratori atipici o, peggio, incastrati tra le maglie del lavoro irregolare, impegnati a curare i figli e a seguire la casa: in ciascuna di queste occasioni si è, o ci si sente, più o meno ‘cittadini’. Il legame tra lavoro e cittadinanza è a tal punto importante che in Italia lo troviamo inscritto nel testo della Costituzione. Nel tempo, tuttavia, i pilastri su cui è fondato sono stati messi in crisi dalle trasformazioni intervenute negli assetti economici, politici e sociali dei Paesi occidentali più avanzati, compreso il nostro. Globalizzazione, terziarizzazione e digitalizzazione dell’economia, femminilizzazione dell’occupazione, invecchiamento della popolazione, intensificazione delle migrazioni internazionali sono solo alcune di queste trasformazioni che hanno eroso il patto tra lavoro e cittadinanza, rendendone urgente un ripensamento creativo di forme e modi. Di questo parla il libro di Rosangela Lodigiani, guardando alle concrete storie di vita delle persone e affrontando le tensioni più forti e coinvolgenti della situazione attuale, come la povertà dei lavoratori, la sfida della conciliazione tra vita e lavoro, la cittadinanza ‘a metà’ dei lavoratori immigrati, la scarsa tutela del lavoro flessibile e atipico. Tutti snodi che hanno bisogno di qualcosa di più di semplici interventi di sussidio, che rischiano di garantire la pura sopravvivenza e di far dimenticare che il lavoro è anche dignità della persona. E che essere cittadino e lavoratore vuol dire vivere concretamente il legame sociale, concorrendo alla costruzione del benessere collettivo, ma anche di un significato e di un senso condivisi.
€ 9,99
Lavoratori e cittadini Pdf
formato: Ebook | editore: Vita e Pensiero | anno: 2018
Anno: 2018
Essere lavoratori ed essere cittadini: due esperienze profondamente intrecciate l’una all’altra, anche se il loro legame resta quasi sempre sotto traccia. Ce ne accorgiamo, però, nei momenti in cui ci capita di cambiare condizione di vita, magari per un’improvvisa perdita del posto di lavoro. Allora diventiamo acutamente consapevoli di quanto l’occupazione influisca sul nostro status giuridico e lavorativo, ci apra o ci chiuda l’accesso a certi diritti di protezione, costruisca o cambi il nostro ruolo sociale e famigliare. Essere occupati o disoccupati, impiegati con contratti di lavoro a tempo indeterminato o lavoratori atipici o, peggio, incastrati tra le maglie del lavoro irregolare, impegnati a curare i figli e a seguire la casa: in ciascuna di queste occasioni si è, o ci si sente, più o meno ‘cittadini’. Il legame tra lavoro e cittadinanza è a tal punto importante che in Italia lo troviamo inscritto nel testo della Costituzione. Nel tempo, tuttavia, i pilastri su cui è fondato sono stati messi in crisi dalle trasformazioni intervenute negli assetti economici, politici e sociali dei Paesi occidentali più avanzati, compreso il nostro. Globalizzazione, terziarizzazione e digitalizzazione dell’economia, femminilizzazione dell’occupazione, invecchiamento della popolazione, intensificazione delle migrazioni internazionali sono solo alcune di queste trasformazioni che hanno eroso il patto tra lavoro e cittadinanza, rendendone urgente un ripensamento creativo di forme e modi. Di questo parla il libro di Rosangela Lodigiani, guardando alle concrete storie di vita delle persone e affrontando le tensioni più forti e coinvolgenti della situazione attuale, come la povertà dei lavoratori, la sfida della conciliazione tra vita e lavoro, la cittadinanza ‘a metà’ dei lavoratori immigrati, la scarsa tutela del lavoro flessibile e atipico. Tutti snodi che hanno bisogno di qualcosa di più di semplici interventi di sussidio, che rischiano di garantire la pura sopravvivenza e di far dimenticare che il lavoro è anche dignità della persona. E che essere cittadino e lavoratore vuol dire vivere concretamente il legame sociale, concorrendo alla costruzione del benessere collettivo, ma anche di un significato e di un senso condivisi.
€ 9,99
Lavoratori e cittadini
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2018 | pagine: 136
Anno: 2018
Il libro di Rosangela Lodigiani parla di due esperienze profondamente intrecciate l’una all’altra: essere lavoratori ed essere cittadini, guardando alle concrete storie di vita delle persone e affrontando le tensioni più forti e coinvolgenti della situazione attuale, come la povertà dei lavoratori, la sfida della conciliazione tra vita e lavoro, la cittadinanza ‘a metà’ dei lavoratori immigrati, la scarsa tutela del lavoro flessibile, precario e atipico.
€ 12,00
Un welfare plurale “radicale” come via di innovazione socio-istituzionale oltre la crisi digital
formato: Articolo | POLITICHE SOCIALI E SERVIZI - 2013 - 1
Anno: 2014
The article reflects on the acceleration of the process of pluralization of the Italian welfare system impressed by the crisis...
€ 6,00
Welfare possibili. Tra workfare e learnfare
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2008 | pagine: 372
Anno: 2008
Le forme di vulnerabilità e i rischi sociali che emergono nella società contemporanea assieme alle istanze individuali di autonomia e auto-realizzazione mutano le esigenze di protezione dei cittadini, evidenziando l’incapacità dello stato sociale moderno (passivo e assistenziale) di farvi fronte. In questo scenario i welfare states europei si sono orientati verso il paradigma dell’attivazione (come nel welfare to work), che pone l’occupazione al centro del patto di cittadinanza e trova nell’apprendimento continuo uno dei suoi pilastri. Non mancano gli aspetti critici. Su di essi riflette il presente volume, che studia alcuni regimi nazionali di “welfare attivo” e analizza le condizioni alle quali il lifelong learning possa rappresentare una risorsa per lo sviluppo, un sistema di protezione, una leva della cittadinanza attiva, salvaguardando eque opportunità e libertà sostanziali dei cittadini.
€ 25,00
Lavoro, welfare e formazione digital
formato: Articolo | STUDI DI SOCIOLOGIA - 2007 - 3
Anno: 2007
In recent years, in many of the European countries, welfare state has undergone a deep reform process. If during the modernity it was devoted to allocate monetary funds for passive protection (passive welfare state), now it promotes the development of both personalized services and individual resources to enable individual to face risks of exclusion, unemployment, poverty, illness, etc. by himself (active welfare state). The aim of this paper is to investigate the pillars of this new approach, starting from the analysis of activation policies and the consequences that these policies produce upon life chances of the subject in need. Particularly this paper tries to investigate the role that, among activation policies, education and training play in lifelong learning perspective. Education, training and generally each form of learning are considered as grant for employability, empowerment and activation of subjects, and thus as a form of social protection. The aim of this paper is to point out both the ambivalence of this approach and the importance of consider as purpose to widen its aim from employability bat capability.
€ 6,00
Orientare alla scelta nella società dell’incertezza tra riflessività e responsabilità digital
formato: Articolo | STUDI DI SOCIOLOGIA - 2005 - 3
Anno: 2005
The article offers an interpretation of guidance process in a sociological perspective. From this point of view, it’s clear that any approach to guidance assumed a specific conception of the linkage between individual and society. Starting form this consideration the article delineates what characterizes guidance process in the post-modern society; a society more and more fragmentated and uncertain, in which the subject seems to have increasing freedom of movement and choice. In so doing, the article proposes a new guidance approach («character-forming guidance»), considered as an appropriate aid to help the subject in making his choices: choices who are both coherent with self realization aim and responsible; that is to say, choices who keep in count both the social context to which the subject himself belongs to and the relational dynamics implied in the construction of self identity (personal and social identity).
€ 6,00
La formazione e lo sviluppo. Un confronto tra Italia e Francia
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 232
Anno: 1999
Il presente volume affronta due temi – la formazione e lo sviluppo – da tempo al centro della riflessione e della ricerca sociologica. Esso ripercorre le tappe più significative del dibattito che si è sviluppato sui processi di interdipendenza tra questi due termini, portando alla luce il ‘doppio rovesciamento’ di prospettiva verificatosi nell’arco di cinquant’anni riguardo ai paradigmi interpretativi sottesi e delineando le chiavi di lettura che connotano la fase attuale. A muovere la riflessione è la nuova centralità riconosciuta oggi, nel dibattito italiano e internazionale, alla formazione come risorsa per lo sviluppo. Nell’investimento in formazione, in particolare, viene individuato ottimisticamente un fondamentale strumento di lotta alla disoccupazione, di sostegno alla competitività dei sistemi produttivi, di integrazione lavorativa e sociale, in risposta alle sfide avanzate dalla crescente globalizzazione dei mercati e dalle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Tuttavia, a fronte della complessità delle connessioni che legano i sistemi formativo, produttivo e occupazionale, si incrina l’illusione di realizzare tra loro un adeguamento funzionale, ed emerge la necessità di adottare un approccio di studio ‘multidimensionale’ che tenga conto dell’intreccio tra dimensioni economiche, fattori sociali e vincoli istituzionali, da cui non può prescindere l’approfondimento del rapporto tra formazione e sviluppo. La riflessione condotta offre la cornice teorica per affrontare alcune questioni fondamentali in ordine all’assetto degli odierni sistemi formativi, al rapporto tra i sotto-sistemi scolastico e della formazione professionale, e i sistemi produttivo, occupazionale e sociale, in ordine alla programmazione delle politiche formative e delle responsabilità (non solo) istituzionali in materia; questioni che divengono terreno di approfondimento nell’analisi delle esperienze italiana e francese, e più specificamente di due realtà regionali assunte come esempi esplicativi delle trasformazioni in atto in entrambi in paesi: il Rhone Alpes e l’Emilia Romagna.
€ 20,00
Corriere editoriale digital
formato: Articolo | VITA E PENSIERO - 1993 - 11
Anno: 1993
€ 4,00
Dentro e oltre i post-fordismi. Impresa e lavoro in mutamento tra analisi teorica e ricerca empirica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2002 | pagine: 384
Anno: 2002
Il post-fordismo è ormai da tempo al centro del dibattito sulle trasformazioni socio-economiche dei paesi avanzati. A esso vengono ricondotti fenomeni eterogenei, che oltrepassano il mondo della produzione e del lavoro chiamando in causa i più ampi assetti societari. Ciò che risalta è però l’incapacità di definire in modo preciso la direzione e i confini del mutamento in atto, e l’emergere di interpretazioni differenti. La crisi della mass production non sfocia infatti in una nuova one best way, come vorrebbero i sostenitori della teoria post-fordista, ma in più ‘vie di uscita’ le quali, come dimostrano i saggi contenuti in questa raccolta, si configurano in base alle caratteristiche dei contesti socio-istituzionali in cui i sistemi di produzione sono radicati, e alle strategie degli attori coinvolti (a cominciare dalle stesse imprese). Avvalendosi del contributo di autorevoli esponenti del dibattito scientifico internazionale, il presente volume evidenzia le incertezze che il mutamento porta con sé, e che la teoria post-fordista – sfidata sul piano empirico nei suoi presupposti – non sembra in grado di illuminare adeguatamente. Vengono infatti sottolineati limiti e contraddizioni della stessa teoria, a partire dalle ambivalenze insite in alcuni dei suoi capisaldi – lo snellimento della produzione e delle strutture organizzative, l’appiattimento delle gerarchie, la flessibilizzazione del lavoro –, con importanti conseguenze sul piano sociale e individuale. È soprattutto la flessibilità – parola chiave del post-fordismo, acriticamente assunta come ‘via obbligata’ per la competitività delle imprese – a mostrare la sua ambiguità, laddove essa rischia di erodere una risorsa cruciale per il funzionamento del sistema economico: la fiducia, necessaria per muoversi in un’ottica di lungo periodo. Senza riconoscere nel post-fordismo un paradigma unitario, si invita dunque il lettore a calarsi dentro i diversi post-fordismi, a soffermarsi sulle caratteristiche dei modelli produttivi realizzati, sulle forme di regolazione e distribuzione delle risorse (‘umane’ soprattutto) che li fondano, a indagare gli approcci emergenti fino a considerare l’ipotesi di un superamento della teoria post-fordista, riconoscendo la responsabilità di tutti i protagonisti di questa transizione dagli esiti ancora aperti.
€ 25,00
 

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