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A vent'anni dalla morte di Giuseppe Dossetti

14.12.2016
Non abbiate paura dello Stato!
Non abbiate paura dello Stato!
autori: Giuseppe Dossetti
formato: Libro
prezzo:
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Il 15 dicembre 1996 si spegneva don Giuseppe Dossetti, un uomo che ha dedicato la sua vita alla fede cattolica e all'impegno per la costituzione dello Stato italiano nell'ottica bel comune cristiano. 
Giuseppe Dossetti è stato un cristiano fedele, dapprima laico consacrato poi sacerdote e fondatore di una famiglia monastica; giurista accademico e pensatore politico; resistente senz’armi e costituente, parlamentare ed esponente di primo piano della DC; autore di testi dottrinali e religiosi impregnati di alta spiritualità ma anche di documenti legislativi e di scritti di battaglia politica; uno dei protagonisti effettivi dell’aggiornamento della Chiesa nel Concilio Vaticano II.

A vent'anni dalla sua morte lo vogliamo ricordare con il libro «Non abbiate paura dello Stato!» curato da Enzo Balboniprofessore di Diritto Costituzionale dell'Università Cattolica, ed edito nel 2014.
Nel volume viene pubblicata l'edizione corretta e voluta dallo stesso Dossetti del lungo discorso, dal titolo Funzioni e ordinamento dello Stato moderno, che pronunciò durante il Convegno dell’Unione dei Giuristi Cattolici tenutosi a Camaldoli il 12 novembre 1951. Questa accurata relazione, volta a ribadire i capisaldi su cui si fonda lo Stato moderno, contiene il fulcro del pensiero politico di Dossetti: lo Stato non può essere agnostico e indifferente, lasciato in balìa di forze economiche dominanti, perché ha il fine di provvedere, nella libertà, a tutto quanto è necessario e favorevole al bene comune. La partecipazione al Convegno dei Giuristi Cattolici è una delle ultime tappe dell'impegno politica di Giuseppe Dossetti. Quattro anni più tardi fonda la comunità monastica Piccola famiglia dell’Annunziata e nel 1959 viene ordinato sacerdote. 
Il titolo del libro prende spunto dall'esortazione con cui Dossetti si rivolge alla comunità cattolica: "Ad ogni modo non bisogna avere paura dello Stato. Respingere ogni visione pessimistica: non limitare l’autorità dello Stato, invece che diffondere uno scetticismo sulla sua funzione o esasperare nel garantismo la sua efficienza; affermare, costruire e diffondere un’analisi sociologica che veda tutta la verità del presente, che determini la coscienza profonda dei compiti prossimi, non rinviandoli a decenni: che quindi consenta di fondare una ideologia politica e infine un programma di strumentazione giuridica. Questo è il presupposto di tutto. O si fa questo, o altrimenti non ci si salverà."


 



 

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