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Passeggiando per Milano con un libro

05.07.2016
Inizia l’estate e si cominciano a cercare mete per le proprie vacanze, per brevi gite fuori porta o lunghi viaggi. Ci sono però anche a Milano luoghi, più o meno nascosti, dove vale la pena fermarsi un attimo e pensare. Magari in compagnia di un buon libro.
Dal 20 al 30 giugno Vita e Pensiero ha lanciato su facebook il #VPMilanoTour andando in giro per la città a fotografare questi luoghi, legandoli a un libro e mettendo in palio dieci borse per i lettori. Per ogni post una suggestione, un pensiero, una curiosità storica o artistica.


1.
 Il connubio “turistico-librario” è iniziato in uno splendido spazio meditativo: il chiostro delle rane di Santa Maria delle Grazie, a due passi dall’Università Cattolica, un luogo adattissimo alla lettura tra la purezza architettonica del rinascimento e il suono basso della fontana che scandisce il tempo. Qui sono passati Leonardo da Vinci e Bramante. Qui sfogliamo il libro di Pablo d’Ors, Biografia del silenzio: «Tutto, senza eccezione, può costituire un’avventura. Scrivere un romanzo, coltivare un’amicizia, fare un viaggio è un’avventura. In realtà, qualunque giornata, anche la più grigia, è un’avventura incommensurabile per chi sappia viverla».


2. E allora decidiamo di viverla, ripensando al passato, fin dove arrivano i ricordi: «Il vero viaggiatore è colui che, in ogni nuovo posto, ricomincia l’avventura della propria nascita». Siamo ora sotto le nervature di San Maurizio, la Cappella Sistina di Milano. Dalla facciata della chiesa non è possibile immaginare la bellezza abbagliante di questo luogo; solo chi attraversa la soglia può provare un gioioso stupore. Sfogliamo La mistica dell’istante di José Tolentino Mendonça: «Chiunque cammini sulla terra, a un certo punto si renderà conto, forse con gioia, forse con dolore, che sta camminando soprattutto dentro di sé. La nostra coscienza cammina, scopre ogni dettaglio del mondo e guarda tutto di nuovo come fosse la prima volta. Il viaggio è una specie di propulsore di questo nuovo sguardo». Ammiriamo ancora una volta gli affreschi, l’organo, il coro. Il viaggio continua. 

3. Continua dove non è facile meditare, e chi è di Milano lo sa bene. Ma sappiamo anche che ogni cosa ha piani, sfaccettature e lati, e ciò che importa è il modo con cui li si affrontano. Siamo in Piazza degli Affari, uno dei cuori economici della città. Non diciamo di più, ma presi da una silenziosa ispirazione creiamo una curiosa prospettiva: La foresta e l'albero. Dieci parole per un'economia umana di Luigino Bruni, il palazzo della Borsa progettato dall'architetto Paolo Mezzanotte e in mezzo L.O.V.E. libertà, odio, vendetta, eternità o Il dito di Maurizio Cattelan.


4. Torniamo agli spazi magici di Milano: ora siamo a Sempione, attraversiamo con calma la lunghezza del parco. Quasi nel mezzo incontriamo il primo ponte metallico italiano, inaugurato il 23 giugno 1842 al cospetto dell’Arciduca d’Austria Ranieri, il ponte delle Sirenette. Prima faceva parte del paesaggio dei Navigli, poi fu trasferito e adesso è immerso tra gli alberi. Se alzate gli occhi verso il cielo pare come un ingresso verso il regno della fantasia, del mito. «Bisogna che un luogo diventi un paesaggio interiore, perché l'immaginazione prenda ad abitare quel luogo, a farne il suo teatro» scriveva Italo Calvino. «Il dentro è il futuro dove ancora non sono stato» suggerisce Carlo Ossola nel libro che gli ha dedicato, Italo Calvino. L'invisibile e il suo dove. È un invito a oltrepassare.

5. Usciamo dalla natura e entriamo nella storia. Attorno a noi il Castello SforzescoPer secoli i milanesi l'hanno considerato emblema del dominio straniero. Con l’Unità d’Italia, trasformandosi in un centro di cultura, è diventato invece un simbolo della città. Facciamo ancora un passo indietro, anzi due, guidati da Silanos e Sprenger che ci raccontano del 1162, annus horribilis. Di sangue e di terrore. Quando avvenne La distruzione di Milano per opera delle truppe di Federico Barbarossa. Eppure, leggiamo nel libro: «Che importano le distruzioni? Importa che lo spirito sopravviva». 

6. Lo spirito e la mente. Due termini della persona, che come una grande mappa si dispiega in ogni momento della vita. Ora non siamo in un luogo ma su una mappa. È quella de La Triennale di Milano, un grande evento diffuso della città. Guardandola ci appare chiaro come il centro e la periferia siano solo punti di vista e ciò che conta è la connessione che li lega. Come nel cervello, dove ogni parte non può fare a meno dell'altra e ognuna ha uguale importanza. Il nostro cervello è dunque un'architettura aperta, come dimostra Maryanne Wolf nel suo libro Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, che per imparare a leggere ha dovuto creare sofisticati collegamenti tra strutture e circuiti neuronali in origine preposti a più basilari processi, come la vista e la lingua parlata.

7. Torniamo a camminare sulle strade della realtà. Siamo in una piazza, nella Piazza di Milano. Da dove vediamo il suo simbolo almeno dal 1774, quando fu posta in cima alla guglia più alta. È la Madonnina, anche simbolo della famiglia, della maternità. In questo grande spazio le persone vanno di corsa, alcune si fermano a guardare gli archi rampanti e i pinnacoli del Duomo. Qualcuno guarda anche noi, che teniamo in mano Generare è narrare di Jean-Pierre Sonnet alto verso il cielo, e passa via in fretta. Solo una donna si ferma. Non ci guarda ma con lo sguardo segue il braccio verso quel bambino in copertina. «Nell'esperienza di gran parte di noi la madre è stata la prima a raccontare» leggiamo «nel libro dei Proverbi il saggio raccomanda al suo discepolo di non dimenticare mai l’insegnamento di sua madre». 

8. «Quest'opera è dedicata a chi passando di qui penserà alle voci e ai suoni della città». Così recita la dida alle 23 trombe dorate dell'artista Alberto Garutti che collegano i piani interrati alla superficie di Piazza Gae Aulenti e consentono di sentire i suoni del sottosuolo. È una bella prospettiva che sorprende quanti superano i 105 m di curve e linee delle panchine che corrono attorno alle fontane all'ombra dei grattacieli. 
Una rivista, che raccoglie le opinioni delle maggiori firme italiane e internazionali e dibattiti di interesse pubblico ci sembra il miglior abbinamento possibile. Insomma, non possiamo non metterci a leggerla. Non a caso questa è stata intitolata più di un secolo fa "Vita" e "Pensiero".

9. Ora siamo dalla parte opposta di Milano, verso sud. Camminiamo con calma per i vicoli dei Navigli milanesi e troviamo luoghi incantevoli, radure di silenzio e pace, cortili inondati di sole e fiori. Artigiani lavorano, antichi mestieri prendono vita: incisori, pittori, cesellatori. È una Milano nascosta, che va cercata. «Scava dentro di te. Dentro è la fonte del bene, che può sempre sgorgare, se tu scavi sempre» ci dice Marco Aurelio ne La cittadella interiore, splendido libro di Pierre Hadot presentato da Giovanni Reale. Rimettiamo in borsa questi Pensieri composti più di 2000 anni fa e andiamo avanti.

10. Pochi passi e osserviamo come la bellezza di Milano fluisca anche per le acque del Naviglio Grande, che dal Ticino scorrono fino in Darsena, l'antico porto di Milano rinnovato e inaugurato il 26 aprile 2015. «La formula chimica H2O, come la parola simbolica "acqua viva" sono due espressioni linguistiche molto distanti eppure rimandano entrambe al medesimo, in fondo impenetrabile, mistero: che cos'è l’acqua? Che cos'è per noi?» Ci interroga Davide Navarria in Introduzione all'antropologia simbolica – ispirato da Mircea Eliade, Gilbert Durand e Julien Ries – sulle sempre viva onda della filosofia. È ora di tornare verso casa.

11. E a casa torniamo. A Sant’Ambrogio. Pane e spirito della nostra città, come recita il titolo del libro di Silvano Petrosino: la facciata a capanna della basilica ci accoglie in un silenzio corso solo dal rapido stridio delle rondini. Il cielo è grigio e l’aria calda. Siamo stanchi del frastuono e ci sediamo a meditare queste parole. «Non c’è nulla di semplice nell’uomo, neppure nel suo mangiare il pane». 
L'uomo abita, non esiste solo per esistere. La saldezza millenaria di queste colonne ce lo conferma. «Siate "migliori", non "i migliori"» ci dice l'autore. 

Il nostro #VPmilanoTour finisce qui con dieci vincitori delle borse VP sorteggiati tra quanti si sono taggati e hanno condiviso i nosti post su facebook: Angelo Simone, 
Simona Gaetano, Sandra Corona, Giusy Capizzi, Bora Catanese, Clelia Grisafi, Davide Di Dio Perna, 
Baldomiro il baldus, Maria Sprovieri e Sara VimercatiGrazie a loro e grazie a tutti quelli che hanno partecipato.
Buona estate con i libri Vita e Pensiero nei vostri luoghi preferiti.
 

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