Il tuo browser non supporta JavaScript!

L’esatta ed estrosa dedizione del tradurre

03.12.2014
Biografia del silenzio
Biografia del silenzio
autori: Pablo d'Ors
formato: Libro
prezzo:
€ 10,20
invece di € 12,00
vai alla scheda »

Intervista a Danilo Manera, docente di Letteratura spagnola contemporanea e Teoria e tecnica della traduzione spagnola e ispanoamericana all'Università degli Studi di Milano. Noto anche come narratore, critico letterario, traduttore, consulente editoriale, giornalista culturale e di viaggio per Vita e Pensiero ha tradotto Biografia del silenzio, libro best seller del madrileno Pablo d’Ors. 

Eco ha scritto che tradurre è dire quasi la stessa cosa, e in quel quasi c’è lo spazio avventuroso del ricreare: com’è stata la sua avventura con il testo di Pablo d’Ors?
Ho vissuto la traduzione come un koan quotidiano
(la scheggia di saggezza o di poesia che d’Ors paragona a ripetere un passo evangelico o una giaculatoria). Il koan spinge a rompere la razionalità logora, accettare che la parola e la contemplazione ti penetrino dentro e aprano prospettive nuove. Per questo nulla doveva risultare intraducibile, ma ogni passo richiedeva un’attenzione speciale, cristallizzata lentamente, fino a ricreare la pagina con esatta ed estrosa dedizione. Ho cercato di salvare in ogni frammento la pacata eleganza colloquiale, inseguendo la corrispondenza precisa da un punto di vista sapienziale, ed eloquente dal punto di vista lessicale e sintattico.

Si è confrontato con l’autore in questo delicato lavoro?
L’aiuto della redattrice della casa editrice Letizia Rovini e soprattutto dell’autore, che conosce perfettamente l’italiano, sono stati essenziali. Alla fine, almeno nei punti migliori, spero brilli sommessamente la diafana grazia dell’originale, tutta ellissi e compassione, che non a caso ricorre volentieri a metafore dove scorre un’acqua limpida e fresca.

Qual è il percorso che d’Ors traccia per arrivare alla meditazione?
L’autore invita alla meditazione in quattro fasi: all’inizio ce n’è una marcatamente fisica che consiste nel coraggio di appartarsi e sgusciare via dal diluvio delle cose, creando uno spazio per e con se stessi; vengono poi il lavoro sul corpo (rilassamento, astrazione), sulla mente (concentrazione) e sull’anima (contemplazione).

Come definirebbe questo libro?
Biografía del silenzio è una testimonianza scritta partendo dall’umiltà e dall’entusiasmo. Non è il manualetto pretenzioso di un illuminato. È un esempio che muove dalla difficoltà, dai fallimenti, dalle attese per arrivare agli affinamenti, le conquiste, le percezioni, le aperture. È un percorso intessuto di resa, abbandono, fiducia. Sullo sfondo di deserti e montagne annuvolate, ma senza rinuncia e isolamento da anacoreta, anzi, vitalisticamente aperta al mondo che si fonde con l’essere. E pur non essendo un libello polemico, sa anche essere duro.

Ad esempio?
Contro i fantasmi senza fondamento che ci impacciano, ci illudono, ci riempiono di problemi e ci separano dalla realtà. La cura è lasciarsi attraversare dal dolore come maestro, dalla disillusione come amica, osando entrare nel proprio giardino interiore e vedere finalmente la realtà, immersi nella corrente della vita.

La scrittura di Pablo d’Ors in questo saggio risente degli influssi della letteratura e del suo essere un intellettuale poliedrico?
Biografía del silenzio è un viaggio pervaso dall’idea di una fede che sa farsi ponte e non muro, e da qui il nesso tra Gesù e Budda, l’affettuoso confronto con la cultura zen. Il profilo di Pablo d’Ors è quello di un intellettuale di frontiera, tra religiosità e laicismo, tra Mitteleuropa e Mediterraneo, tra la vita e la morte nella sua pratica di cappellano d’ospedale. Non per provocazione si definisce uno scrittore insieme “comico, mistico ed erotico”. In lui è evidente l’influsso della grande mistica spagnola, ma anche il deposito di letture diversissime.

A chi consiglierebbe il libro?
Non solo a chi è incuriosito dalla meditazione o già la pratica, ma anche a chiunque voglia leggere la storia di un percorso spirituale, dalle brume di una sovraccarica e distratta confusione al nitore dei territori della coscienza. A chiunque sappia, o desideri, dialogare con il proprio maestro interiore.


(a cura di Velania La Mendola)

 

Array
(
    [codice_fiscale_obbligatorio] => 1
    [coming_soon] => 0
    [fattura_obbligatoria] => 1
    [fuori_servizio] => 0
    [homepage_genere] => 0
    [insert_partecipanti_corso] => 0
    [moderazione_commenti] => 1
    [mostra_commenti_articoli] => 1
    [mostra_commenti_libri] => 1
    [multispedizione] => 0
    [pagamento_disattivo] => 0
    [reminder_carrello] => 0
    [sconto_tipologia_utente] => prodotto
)

Articolo letto 930 volte.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*
Captcha errato

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Tutte le Collane