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Il tuffo nel pozzo

Il tuffo nel pozzo
titolo Il tuffo nel pozzo
sottotitolo È ancora possibile fare del buon giornalismo?
autore
argomenti Società, media, famiglia, lavoro Media spettacolo e processi culturali
collana Punti
formato Libro
pagine 88
pubblicazione 2017
ISBN 9788834333228
Copertina HD Copertina HD
media voto
5/5 su 2 recensioni
 
€ 10,00
Spedito in 3 giorni
Il giornalismo è morto? E, se è vivo, può essere ancora chiamato giornalismo? Uno dei nostri più bravi inviati in zone di guerra si interroga sul mestiere di dare notizie in questo tempo così veloce e spesso superficiale. Una professione che non solo cambia pelle, ma sta perdendo il suo senso e forse anche la sua etica. In una riflessione maturata a partire dall’esperienza personale Domenico Quirico svela senza sconti le cadute, le scorciatoie, il pressappochismo e a volte il cinismo che caratterizzano un settore sempre più alla rincorsa affannata dei lettori e sempre meno attento al racconto partecipe della realtà. Ecco allora il giornalismo del ‘sentito dire’, chiuso in redazione o anche nella finzione dorata degli ‘alberghi dei giornalisti’, vicini ma in realtà lontanissimi dalle zone d’azione. Un giornalismo fatto di collage di flash d’agenzia, notizie rintracciate su internet, articoli altrui scovati negli archivi. Un giornalismo travolto dall'immediatezza della rete e freddo, che si nasconde dietro le regole della neutralità.
Invece, un altro modo di raccontare il presente è possibile, soprattutto il presente delle guerre, delle vittime, l’orrore, l’abbandono, scoprendovi squarci di umanità e anche di amore. Si tratta, dice Quirico, di ‘tuffarsi nel pozzo’, di annullare le distanze, di raccogliere su di sé l’odore terribile e vero della vita che, portato in superficie, diventerà racconto e storia, testimonianza che rimane e fa riflettere, muovere e commuovere.

Indice testuale

Il giornale inutile 
Il giornalismo del sentito dire
Obbligatorietà di presenza e condivisione
L’incubo numero uno 
Quando il giornalismo cambiava la storia
Il pozzo 
Scrivere 
La commozione
L’albergo dei giornalisti 
Frontiere

Biografia dell'autore

Domenico Quirico (1951) è giornalista del quotidiano «La Stampa». Come inviato, ha raccontato le vicende africane degli ultimi vent'anni e le primavere arabe. In Siria è stato sequestrato da formazioni islamiste per cinque mesi. A questa drammatica vicenda ha dedicato il libro Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (2013); altri libri nascono dalla sua esperienza giornalistica ‘sul campo’: Primavera araba. Le rivoluzioni dall’altra parte del mare (2011), Il grande califfato (2015), Esodo. Storia del nuovo millennio (2016).

ha scritto:
Voto:
inserito: 06.06.2018 11:25
Quirico delinea una figura rivoluzionaria di giornalista. Egli trova la vera essenza di questa professione nella partecipazione attiva e nel contatto diretto con i protagonisti delle vicende. Queste sono per Quirico le linee guida per salvare il giornalismo: il giornalismo non può sopravvivere sul sentito dire. È l’indifferenza infatti la causa che rende impossibile fare del buon giornalismo: un giornalista può essere definito tale solo se si fa commuovere e non rimane indifferente al dolore altrui. Dunque è unicamente tramite la compassione e la condivisione della sofferenza che il giornalista potrà portare alla luce il vero e trasformare la sua testimonianza in coscienza collettiva. Il saggio di Quirico è una speranza per il mondo giornalistico: il buon giornalista esiste, è un uomo ridotto all’essenziale che ha come strumenti le orecchie e gli occhi per percepire la realtà, la memoria per custodire i ricordi e per setacciare quelli più importanti e il linguaggio per comunicare e raccontare la verità. È colui che è anche pronto a recarsi in frontiera dove, secondo Quirico, “vanno e vengono, indisturbate e segrete, le verità del mondo”. Questo libro è un invito a guardare la realtà con “l’eterna ingenuità della prima volta” senza mai smettere di lasciarci stupire da quello che ci circonda.
ha scritto:
Voto:
inserito: 06.02.2018 12:19
È ancora possibile fare del buon giornalismo?
Il tuffo nel pozzo è un libro sulla professione del giornalista, mestiere che Quirico ha svolto e continua a svolgere da oltre 35 anni come corrispondente da Parigi ed inviato delle guerre più note dei nostri tempi.
Al giorno d’oggi i giornalisti, soprattutto gli inviati in zone di guerra, sono tristemente viziati dalla tecnologia e in qualche modo hanno perso la sensazione fantastica di poter raccontare la realtà su qualsiasi foglio a disposizione, talvolta anche dei pezzi di carta sporchi dal grasso dei fucili.
È proprio questo che piace a Quirico, la sua voglia di immergersi nella realtà di guerra, giusta o ingiusta che essa sia, e di raccontare quello che accade, è irrefrenabile. Da questo concetto di immersione deriva la scelta del titolo, “Il tuffo nel pozzo”, un libro che riesce incredibilmente a trasportarti nel racconto giornalistico della realtà, e che ti fa veramente incuriosire dalle domande che l’autore si pone: che ruolo hanno le storie vere? Qual è l’importanza ed il valore di andare a parlare direttamente con la gente coinvolta, di assistere agli eventi di persona, di conquistarsi le informazioni necessarie, anche a costo di rischiare la propria vita per farlo?
Ridare onore al giornalismo, ma soprattutto alle storie che si raccontano, invece, spiega Domenico Quirico, significa essere presenti in prima persona lì dove le cose accadono, dove c’è bisogno che qualcuno testimoni, impedendo all’evento di passare inosservato o venire distorto. Con l’obiettivo, sempre meno realistico, di cogliere quella vibrazione di umanità che smuova, se sia ancora possibile, la presuntuosa indifferenza dei privilegiati. L’unico segreto per riuscire a fare ciò, dice Quirico, è «innamorarsi della verità e rispettarla, scegliendo di tacere quando non si è presenti».
Quella di Quirico è una grande critica al giornalismo attuale, insieme alle tv e i “nuovi giornalisti”, ormai viaggiatori dalla valigia leggera, merito di una tecnologia che avanza inesorabilmente e che permette di fare ricerche davanti ad un piccolo computer in una camera d’albergo, al contrario di quello che avevano a disposizione i giornalisti di una volta, cioè solo pochi, piccoli e scomodi fogli.
Il giornalismo deve essere innanzitutto passione, voglia di mettersi in gioco, raccontando quindi la realtà, quella vera, non quella per “sentito dire, questo è l’appello di Quirico.
La Lettura: Classifica di qualità
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sfoglialibri.wordpress.com: Come curare il nostro giornalismo morente minacciato dal mondo digitale (P. Castellano)
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LSDI: È ancora possibile fare del buon giornalismo? (intervista di M. dal Pozzo)
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Magzine.it: Domenico Quirico, non c'è giornalismo senza un tuffo nel pozzo (E. Conselvan)
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Vulcanostatale.it: Domenico Quirico e il giornalismo nel pozzo (G. Lamperti)
pubblicato il: 02-05-2017
Avvenire: L'inviato Quirico contro il giornalismo «per sentito dire» (D. Motta)
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L'Unità: Non solo fake news ecco come resiste il vero giornalismo (C. Castoro)
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Linkiesta.it: Quirico: un tuffo battesimale nel pozzo degli eventi (G.Trapani)
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Articoli che parlano di Il tuffo nel pozzo:
«Senza chiudere gli occhi»: l'anima del giornalismo   (Consigli di lettura)
È ancora possibile fare del buon giornalismo? Risponde Domenico Quirico, che nel libro "Il tuffo nel pozzo" racconta il valore della sua professione.
Tempo di Libri e di Domenico Quirico   (Eventi)
Sabato 22 aprile alle 17.30 a Tempo di Libri, la nuova fiera del libro di Milano, presentiamo "Il tuffo nel pozzo" del reporter Domenico Quirico.

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