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La responsabilità del pensare

La responsabilità del pensare
titolo La responsabilità del pensare
sottotitolo Saggi ermeneutici
autore
argomenti Filosofia Filosofia antica
collana Temi metafisici e problemi del pensiero antico
formato Libro
pagine 340
pubblicazione 2002
ISBN 9788834306222
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€ 23,00
La responsabilità del pensare riunisce i saggi ermeneutici editi da Gadamer in seguito alla pubblicazione delle sue grandi opere. Tali saggi sono stati sapientemente suddivisi dall’Autore in quattro parti, che corrispondono ai temi fondamentali del suo pensiero: "Ermeneutica come filosofia", "Sulla storia universale del pensare", "Sulla trascendenza dell’arte", "Alétheia"; la quinta parte, che porta il titolo di "Glosse", non sviluppa un tema, ma una passione del filosofo: commentare poesie. Questi titoli rappresentano le tracce fondamentali del pensiero di Gadamer, a cominciare da "Ermeneutica come filosofia", che pone il tema essenziale del rapporto tra teoria e prassi mostrando la mutua appartenenza di questi due momenti. Che cosa è infatti la filosofia ermeneutica secondo Gadamer? Sapere pratico, saggezza o, detto nel linguaggio aristotelico, phronesis, quale base della nostra responsabilità. È la presa di coscienza che la verità non equivale a una impossibile oggettività del giudizio, e nemmeno alla conoscenza, ma alla manifestazione e alla crescita di senso in base a quella che il filosofo chiama la ‘fusione degli orizzonti’. In questa crescita di senso la storia, come l’opera d’arte, non è più vista come qualcosa di cui la coscienza dovrebbe appropriarsi mediante un giudizio oggettivo, ma come l’intero processo del manifestarsi che si compie in se stesso attraverso il nostro comprendere. Tale forma di verità può solo essere chiamata con un nome greco, posto come titolo della quarta parte della raccolta: "Alétheia", ovvero il ‘tirar fuori’ per un baleno il senso originario dell’essere che illumina la nostra esistenza. Allo stesso concetto di verità è legata anche l’opera d’arte, nonostante l’arte contemporanea sembri mettere in crisi l’identità dell’opera, come Gadamer mostra nel saggio "Il concetto di arte nel suo mutamento". L’esperienza artistica è esperienza della trascendenza, ed è per questo legata inscindibilmente all’esperienza religiosa. La sua verità sta nel potere, o forse nel dovere sempre ricominciare di nuovo. Proprio in questo dover ricominciare sempre di nuovo, nella teoria e nella prassi, nella storia e nell’arte, consiste da ultimo la responsabilità del pensare.

Biografia dell'autore

Hans-Georg Gadamer (Marburgo 1900 - Heidelberg 2002) ha studiato filologia classica e filosofia a Marburgo e Friburgo; si è addottorato con Paul Natorp nel 1922 e ha conseguito la libera docenza con Heidegger nel 1929, con il lavoro che divenne poi il libro "L’etica dialettica di Platone" (1932). Chiamato come ordinario a Lipsia (1938), dove fu anche rettore (1945-1947), insegnò poi a Francoforte e infine, dal 1949, a Heidelberg. Nel 1960 pubblicò la sua opera principale, "Verità e metodo", dopo un lungo periodo di elaborazione. Dal 1985 al 1995 è uscita l’edizione intera delle sue opere, in dieci volumi. Tra i suoi scritti tradotti in italiano ricordiamo, oltre a "Verità e metodo", voll. I e II (1973-1995), "Il problema della coscienza storica" (1969), "La dialettica di Hegel" (1973), "La ragione nell’età della scienza" (1982), "Studi platonici", voll. I e II (1983-1984), "L’attualità del bello" (1986), "L’inizio della filosofia occidentale" (1993), "Là dove si nasconde la salute" (1994).

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