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Scienze politiche

Il ragionevole disaccordo. Hayek, Oakeshott e le regole 'immotivate' della società
Sconto
15%
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 196
Anno: 1999
Nelle scienze storico-sociali ogni ‘spiegazione’ dei fenomeni collettivi sembra dover dipendere – da Max Weber in poi – dalla ‘comprensione’ dei motivi dominanti per i quali gli individui sono disposti a interagire in società. La benevolenza disinteressata come il cieco opportunismo, il freddo calcolo degli interessi come l’invidia più o meno irrazionale possono costituire altrettante motivazioni che rispondono all’eteronomia causale delle intenzioni umane, al fatto cioè che i comportamenti individuali sono determinati da una pluralità di motivi storicamente e culturalmente differenti. Diversi pensatori vanno oggi evidenziando la necessità di riconoscere una gamma di motivazioni ben più ampia e comprensiva rispetto a quella contemplata dalla teoria liberale. Scaturisce da qui una critica radicale al liberalismo, che trova la più autorevole replica nella posizione teorica di Friedrich von Hayek. Immaginare una società estesa, che sappia governarsi per mezzo di principi d’azione e di coesione altrettanto ampi, vuol dire rinunciare una volta per tutte a comprendere l’agire umano dal punto di vista dell’intenzionalità individuale o collettiva. Per altri versi, un’idea simile viene ribadita anche da un altro straordinario – sebbene assai meno noto – esponente del liberalismo contemporaneo, Michael Oakeshott. Come per Hayek, anche per Oakeshott non è possibile risalire alle motivazioni o alle intenzioni per le quali gli individui – pur restando reciprocamente indipendenti – entrano in società. Con la cruciale differenza, però, che non si tratta per Oakeshott di una barriera cognitiva, bensì di un limite storico: ciascuna forma di vita associata – comprese le società liberali e di mercato – è il risultato di un prodotto umano contingente che, per il fatto di essersi formato attraverso innumerevoli conflitti motivazionali, cela nell’ambivalenza del suo stesso carattere le ragioni della propria precarietà.
€ 16,00 € 13,60
I metodi della nuova dottrina generale dello Stato
Sconto
15%
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1998 | pagine: 332
Anno: 1998
Il volume – nel quale viene tracciato un vasto panorama della scienza statualistica di mezzo secolo – è inteso a cogliere i vari concetti di Stato (elaborati dalla dottrina) sulla base dei metodi che li hanno prodotti. Questa analisi anzi offre assai più di quanto il titolo non prometta, dato che i metodi dell’Allgemeine Staatslehre non sono qui esaminati meramente in funzione della loro portata euristica, ma investono in modo diretto le principali tematiche della speculazione filosofica. La ricerca esordisce infatti considerando i principi filosofici dai quali prende avvio il nuovo pensiero statualistico. Nell’ordine, i problemi: gnoseologico, ontologico ed etico. Dopo un esame dei caratteri generali della dottrina dello Stato, nonché della prospettiva storica, a partire dall’illuminismo e dal romanticismo, l’analisi coglie la genesi del concetto di Stato, alla luce di una summa divisio, il cui criterio individuatore deve ricercarsi nell’unità o nella pluralità degli indirizzi metodologici che concorrono alla formazione del concetto di Stato. Espressioni di un criterio monistico sono le nozioni di Stato prodotte in virtù del solo metodo giuridico – come nel caso della Scuola kelseniana – o del solo metodo sociologico, al quale possono ricondursi le teorie di Smend, di Heller e di Schmitt. Espressioni di un criterio pluralistico – culminanti in un concetto composito di Stato – sono invece, tra le altre, le teorie di Jellinek, di Laun e di Nawiasky. Il lavoro si conclude con una penetrante analisi dell’approccio non dogmatico della political science di ispirazione anglo-sassone. L’opera che qui si offre al lettore italiano costituisce un’esposizione sintetica, ma esaustiva, della problematica statualistica che – viva e vitale nel mondo mitteleuropeo – è venuta, in Italia, negli ultimi decenni, a dissolversi entro specifici campi disciplinari, senza poi ricomporsi in quella prospettiva storico-sistematica che è indispensabile al conseguimento di una necessaria visione d’insieme.
€ 26,00 € 22,10
Istruzione professionale e società nella Lombardia austriaca
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15%
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 132
Anno: 2000
L'intervento dello Stato sull'istruzione nella Lombardia austriaca del Settecento smaschera la realtà del pensiero illuminista in campo scientifico e pedagogico: la costruzione del nuovo Stato tra finzione e realtà, tra ricerca del progresso scientifico ed esigenze pratiche della Corte di Vienna, tra sentimenti egalitaristici ed interventi per l`emancipazione sociale come pretesto per perseguire il vero obiettivo dell'amministrazione pubblica: l'utilità del Principe.
€ 11,00 € 9,35
Il sigillo delle riforme. La "Costituzione" di Pietro Leopoldo di Toscana
Sconto
15%
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 188
Anno: 1997
Dal XVIII secolo in avanti, il termine «Costituzione» evoca immediatamente la nascita di un’epoca nuova nella storia di una comunità politica. L’Editto di Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, comunemente denominato Costituzione, fu redatto nel periodo compreso tra la Guerra d’Indipendenza americana e la Rivoluzione francese e non entrò mai in vigore. Esso però, piuttosto che aprire, avrebbe intenzionalmente chiuso una fase storica, ossia quella delle riforme più incisive attuate dallo stesso Pietro Leopoldo nel Granducato di Toscana. Insieme al fine di «sigillare» un regime politico per renderlo immutabile, con questa ‘Costituzione’ il figlio di Maria Teresa perseguiva un altro scopo, non meno importante agli occhi del Granduca asburgico e ben coerente con il suo progetto globale di costruzione dello Stato: quello di rafforzare i sistemi di raccolta delle informazioni destinate all’«orecchio» del Sovrano.
€ 19,00 € 16,15

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