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Temi metafisici e problemi del pensiero antico

La collana, fondata da Giovanni Reale, è l’espressione del pensiero del Centro di Ricerche di Metafisica dell’Università Cattolica. Il primo numero del 1987 è Platone e i fondamenti della metafisica di Hans Krämer, seguito dal best seller di G. Reale Per una nuova interpretazione di Platone. Rilettura della metafisica dei grandi dialoghi alla luce delle “dottrine non scritte”, che è arrivato alla ventiduesima edizione. Oggi è diretta da Roberto Radice ed è la più ampia collana di filosofia antica, di taglio accademico, a livello europeo.


Pensare l'Uno. Studi sulla filosofia neoplatonica e sulla storia dei suoi influssi
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1992 | pagine: 428
Anno: 1992
Werner Beierwaltes (1931) è, a livello internazionale, uno dei maggiori conoscitori ed interpreti del Platonismo e del Neoplatonismo, e in particolare della storia degli influssi che hanno avuto nel mondo antico, nel Medioevo, nel rinascimento e nell’età moderna e in quella contemporanea. Le sue opere maggiori sono state tradotte in Italiano soprattutto dal “Centro di ricerche si Metafisica” dell’Università Cattolica. Nel 1988 è stato tradotto e pubblicato Proclo, con introduzione di G.Reale (l’opera ha avuto subito un notevole successo e nel 1990 è stata pubblicata una seconda edizione). Nel 1989 è stato tradotto e pubblicato Identità e Differenza, con introduzione di A. Bausola nella collana parallela a questa. Pensare l’Uno, che ora presentiamo, è l’opera più ricca, più densa e più impegnata di Beierwaltes. Egli cerca di spiegare come il Neoplatonismo, su fondamenti platonici, abbia sviluppato tipi di concetto di unità, che, direttamente o indirettamente, sono stati determinati nella storia della teologia cristiana fino al Rinascimento, e altresi nella metafisica moderna. Beierwaltes è convinto dell’attualità del modo di pensare neoplatonico. Egli non si propone, però, di presentare e imporre quel modo di pensare, ma cerca piuttosto di dimostrare a fondo come, nonostante le differenze, esistano alcuni punti di contatto essenziali con il Neoplatonismo in tutti i momenti della storia della metafisica occidentale. Il Neoplatonismo, di conseguenza, si impone per chiunque pensi filosoficamente come punto di riferimento irrinunciabile. Quest’opera appare, oggi, come la più significativa e stimolante in tale settore.
€ 29,00
Teologia cosmica e metacosmica. Per una nuova interpretazione dei dialoghi perduti di Aristotele
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1991 | pagine: 404
Anno: 1991
€ 28,00
Teologia cosmica e metacosmica. Per una nuova interpretazione dei dialoghi perduti di Aristotele
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1991 | pagine: 404
Anno: 1991
Da alcuni lustri, ormai, la celebre interpretazione che Werner Jaeger aveva dato di Aristotele – la quale adottava come canone ermeneutico la sua evoluzione spirituale, che sarebbe partita dalla teologia, sarebbe passata attraverso la metafisica dell’essere per giungere alla fine al modello della scienza empirica di stampo quasi positivistico –, non solo è caduta in crisi, ma viene oggi giudicata (pur avendo avuto in passato un grande successo) decettiva e errata sotto molti aspetti, soprattutto perché è risultata essee priva di adeguati fondamenti storici. Tuttavia la convinzione che le opere pubblicate da Aristotele fossero giovanili, ha resistito e continua ad essere ripetuta. Nella grande edizione dei frammenti delle opere perdute di Aristotele pubblicata da O.Gigon nel 1987 si rompe, finalmente, questo schema. Gigon sostiene, infatti, che, in ogni caso, posto anche che queste opere pubblicate fossero giovanili (cosa che peraltro non è né dimostrabile, né verosimile), resterebbe pur sempre vero che fino alla sua morte Aristotele ha considerato i suoi dialoghi espressione adeguata del suo pensiero. Bos si era avviato su questa linea già prima di Gigon, in una serie di articoli, e in questo libro, basandosi soprattutto su un dialogo centrale, l’Eudemo o sull’anima, mostra come le opere pubblicate contenessero un aspetto del pensiero di Aristotele, senza il quale non si comprendono, se non parzialmente, le opere di scuola non pubblicate, che ci sono pervenute e sulle quali esclusivamente ci siamo sempre basati. Nelle opere di scuola Aristotele non ripudiava affatto le cose che aveva scritto in quelle pubblicate, ma seguiva un diverso metodo, complementare a quello seguito nelle altre. Egli distingueva due livelli di discorso: quello che ha le sue radici nell’antica tradizione dei teologi, che fa uso del mito ed esprime anche convinzioni di fede metarazionali, e quello fondato sull’esperienza e sulla pura ragione. Ma, come Platone, Aristotele ha proposto una corrispondenza fra ciò che può essere detto muovendosi su questi due piani: la filosofia dovrebbe intendersi come una dimostrazione razionale di quella prospettiva trascendente in cui il filosofo pone la sua fede. Come i dialoghi platonici non si intendono perfettamente senza le sue dottrine non scritte tramandateci dalla tradizione indiretta, così, analogamente, sia pure in differente misura e in differente rapporto, le opere di scuola di Aristotele pervenuteci non si intendono appieno senza ricuperare il senso di fondo di ciò che egli ha detto in quelle pubblicate, che noi oggi possiamo ricuperare solo per frammenti, ma che vengono ad avere una importanza essenziale. Questa di Bos è un’opera nuova, alla quale dovrà fare necessario riferimento ogni studioso di Aristotele, e apre molte prospettive che promettono di essere assai feconde.
€ 28,00

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