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Enrico Mazza

Libri dell'autore

Le preghiere eucaristiche del Messale romano. Alcuni problemi di traduzione digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2010 - 6
Anno: 2010
La liturgia domenicale (e in essa la preghiera eucaristica) è il momento più importante della vita delle nostre Chiese. Per questo la traduzione dei testi eucologici richiede grande cura, come sottolinea l’istruzione della Congregazione del Culto Divino Liturgiam authenticam (2001), che impone una traduzione più letterale dei testi della liturgia. In questa prospettiva don Enrico Mazza, docente di Storia della liturgia alla Facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano, esamina la traduzione di quattro importanti punti della preghiera eucaristica del Messale Romano, mostrando come alcune scelte meglio corrispondano al testo latino e insieme siano più pertinenti sotto il profilo teologico.
€ 4,00
La partecipazione attiva alla liturgia e l’efficacia dei sacramenti digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2009 - 1
Anno: 2009
La questione della ‘partecipazione attiva’ è legata a una problematica teologico-liturgica centrale, quella dell’efficacia del sacramento. Infatti l’impostazione teologica del Vaticano II, in sintonia con quella agostiniana, lega la fruttuosità della celebrazione sacramentale alla partecipazione attiva e quindi: «dato che il sacramento è partecipazione dell’evento di salvezza, chi partecipa al sacramento partecipa alla salvezza. L’evento salvifico – non in se stesso, ma in tanto in quanto i fedeli vi partecipano nel rito – è la grazia del sacramento». Don Enrico Mazza, membro della redazione e docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano, ripercorre pazientemente lo sviluppo di questa categoria dalla Inter sollicitudines (1903) al Vaticano II, quando, nella Sacrosanctum Concilium, acquisisce un rilievo centrale ponendo le basi per una più profonda trattazione della causalità sacramentale.
€ 4,00
I messali di Paolo VI e di Giovanni XXIII: un confronto digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2007 - 10
Anno: 2007
La logica inesorabile che governa la comunicazione pubblica oggi (soprattutto quella dei giornali e della televisione) ha contrapposto radicalmente il messale di Pio V (ma sarebbe più corretto dire: di Giovanni XXIII) a quello di Paolo VI. È esattamente la raffigurazione respinta da Benedetto XVI quando afferma che nella liturgia cattolica si dà crescita nella continuità, non rottura. In realtà – come mostra il documentato studio storico di don Enrico Mazza (membro della redazione e docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano) – non esiste cesura tra i due messali, ma una logica comune. Entrambi infatti recepiscono i criteri della partecipazione attiva dei fedeli, introdotti dall’ "Instructio de Musica sacra et sacra Liturgia" di Pio XII (1958). Il messale di Paolo VI – avendo alle spalle la Sacrosanctum Concilium, che nella partecipazione attiva aveva un principio ispiratore – ne ha dato uno sviluppo più ampio sotto il profilo dell’impianto rituale. Certo, in questa linea il cammino della riforma liturgica non è ancora compiuto. Ma quest’ultimo argomento, di cruciale importanza anche pastorale, merita un'autonoma e approfondita trattazione, qui necessariamente solo abbozzata.
€ 4,00
Due concezioni dell’eucaristia: il Medioevo e l’epoca patristica digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2006 - 11
Anno: 2006
Il contributo di don Enrico Mazza (docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano e membro della Redazione) illustra con chiarezza i due diversi paradigmi di comprensione dell’eucaristia che si sono avvicendati nella storia della Chiesa, quello patristico e quello medievale. La ricostruzione ha un significato rilevante, se si considera che fino al Vaticano II il concreto modo di celebrare l’eucaristia era improntato alla dottrina medievale e che la riforma liturgica ha avuto invece come modello di riferimento la concezione tipologica dei sacramenti, risalente originariamente alla Scrittura e ai primi secoli della tradizione cristiana. Il testo riproduce, lievemente ridotta, la relazione che l’Autore ha tenuto ad Assisi nel giugno scorso per il Convegno dei Sacramentini in occasione dei 150 anni di fondazione della congregazione.
€ 4,00
A messa con i fanciulli. Un problema nella trasmissione della fede digital
formato: Articolo | LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2005 - 6
Anno: 2005
Don Enrico Mazza (docente di Storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano e membro della redazione) mette in evidenza un aspetto problematico della pastorale liturgica oggi: la partecipazione dei bambini e dei ragazzi all’eucaristia. La qualità di tale partecipazione – va riconosciuto con franchezza – è generalmente piuttosto bassa. Sull’inconveniente sarebbe opportuna una verifica coraggiosa, anche perché di fatto è in gioco una chance importante nella trasmissione della fede alle future generazioni: come si può pensare infatti che una lunga consuetudine di estraneità al rito centrale della vita cristiana non lasci un segno profondo? Eppure, anche nella nostra epoca secolarizzata, bambini e fanciulli sono naturalmente religiosi. Cosa c’è che non va? L’Autore dà una risposta articolata e alcuni suggerimenti attraverso la ripresa puntuale di un autorevole testo di oltre trent’anni fa, il Direttorio per la Messa con i fanciulli, attualissimo e largamente disatteso nella pratica. Gli spunti per un rinnovamento sono molti, ma il discorso ultimamente converge in un punto decisivo (che è anche snodo essenziale della riforma liturgica), la capacità di presiedere bene: «Nella celebrazione eucaristica con i fanciulli, molto dipende dal sacerdote, che deve essere un grande orante per comunicare ai bambini il fascino della preghiera e coinvolgerli con sé nell’eucaristia».
€ 4,00
 

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