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Laura Peja

Laura Peja
autore
Vita e Pensiero

Laura Peja (Milano, 1972) è assegnista di ricerca in discipline dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, dove ha conseguito il Dottorato e da tempo svolge attività didattica, oltre che di ricerca. Ha insegnato anche presso l’Università di Pavia e la Facoltà di musicologia di Cremona. Per Vita e Pensiero è coordinatore di "Comunicazioni Sociali. Journal of Media, Performing Arts and Cultural Studies". Fa parte del comitato direttivo di "Drammaturgia".

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Libri dell'autore

Lo scandalo del corpo. Studi di un altro teatro per Claudio Bernardi
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2019 | pagine: 336
Anno: 2019
Il libro racchiude in tre atti l'eccentrica ma coerente ricerca di Claudio Bernardi sul significato del teatro per l’uomo e sul ruolo del teatro entro la vita comunitaria degli uomini.
€ 30,00
Oggi… Le comiche! digital
formato: Capitolo | Scena madre
Anno: 2014
Esistono alcuni luoghi comuni e alcuni paradossi a proposito delle donne comico. Lungi dal poter risolvere la questione, si intende qui metterne in luce alcuni punti fermi (dati e fatti, spesso troppo trascurati) e tracciare qualche ipotesi di ricerca...
€ 4,00
Scena madre. Donne personaggi e interpreti della realtà. Studi per Annamaria Cascetta
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2014 | pagine: 554
Anno: 2014
Il più pertinente (o impertinente) omaggio all'opera, alla vita e al magistero di Annamaria Cascetta. Un volume interdisciplinare sul tema della donna e della sua emancipazione a partire dalla rappresentazione al e del femminile nel teatro e nella cultura dell’Occidente.
€ 60,00
Towards the origins of performance: Samuel Beckett digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2014 - 1. Il teatro verso la performance
Anno: 2014
Among the fundamental models that have most influenced contemporary theatrical practice, Samuel Beckett clearly occupies a prominent place....
€ 6,00
La drammaturgia di Dacia Maraini. Paradossi di un teatro di militanza e poesia digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
Anno: 2012
RIASSUNTO Il saggio viene a colmare una lacuna critica ricostruendo l’esperienza drammaturgica di Dacia Maraini attraversi un’ottica che tiene conto della doppia liminarità del ‘teatro al femminile’. Spunti di analisi tratti da una molteplicità di testi del suo vasto corpus (da La famiglia normale a Veronica Franco meretrice e scrittora, passando, tra gli altri, per Il manifesto, Dialogo di una prostituta con il suo cliente, I sogni di Clitennestra e il brano scritto per il primo spettacolo del Teatro della Maddalena, Mara, Maria, Marianna) consentono di cogliere la rilevanza di un’esperienza teatrale che, dagli anni Sessanta ad oggi, coniuga impegno artistico e solidarietà in maniera del tutto originale attraverso una scrittura a ridosso della scena che mai dimentica il valore conoscitivo della parola. Ideologie, istanze sociali e politiche, militanza femminista sono state spesso motori per una scrittura che va poi sempre oltre posizioni rigidamente programmatiche per indagare la complessità del reale e interrogarsi sull’animo femminile e umano tout court con uno sguardo consapevole e la convinzione – come dice lei stessa – che il teatro sia «il luogo delle grandi questioni che mettono in rapporto l’uomo con la trascendenza». Il saggio propone quindi anche un parallelo tra la drammaturgia della Maraini e il teatro Nō, anche biograficamente significativo per l’autrice, che chiarisce la forte presenza di fantasmi su una scena che fa del paradosso e della contraddizione uno dei suoi maggiori punti di forza. SUMMARY This essay fills a critic gap by piecing together Dacia Maraini’s dramatic experience through a perspective which reckons with the double liminality of ‘female’ theatre. Analysis from passages from a good number of texts from her vast repertoire (from La famiglia normale to Veronica Franco meretrice e scrittora, to, among others, Il manifesto, Dialogo di una prostituta con il suo cliente, I sogni di Clitennestra and the play written for the first performance of the Teatro della Maddalena, Mara, Maria, Marianna) allows us to grasp the significance of a theatrical experience which from the Sixties up to today combines artistic involvement and solidarity in a unique way. She writes very close to the scene but never forgets the value of words. Ideologies, social and political issues, feminist activism have often been the driving force behind her writing. But her work always transcends strict program views in order to investigate the complexity of reality and question the female and human heart with a conscious approach and the belief – as she says – that theatre is the «place of great matters connecting mankind with transcendence». This essay also presents a parallel between Maraini’s dramaturgy and Nō theatre, significant also in the author’s biography, explaining the large presence of ghosts on a stage, hers, which has paradox and contradiction among its main points of strength.
€ 6,00
La prova del Nove. Scritture per la scena e temi epocali nel secondo Novecento
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2005 | pagine: 654
Anno: 2005
Il Novecento ha segnato la rifondazione del teatro, il ripensamento del suo ruolo e l’innovazione dei suoi segni e dei suoi procedimenti nel nuovo scenario della comunicazione e delle arti. La ‘prova’, la ricerca e la sperimentazione ne sono state la cifra dominante. Le indicazioni più feconde per il rinnovamento delle strutture e delle tecniche del testo teatrale si sono spesso trovate, negli ultimi decenni, in quelle pratiche drammaturgiche che liberano l’evento scenico dall’ipoteca della scrittura verbale. Il testo performativo, servito da una scrittura che si muove liberamente nella trama degli altri codici di scena, è stato spesso anche luogo di una felice saldatura con la storia delle idee e dell’emergenza di temi epocali intorno ai quali convocare gli artisti e il pubblico nel ‘come se’ della rappresentazione dal vivo. L’ampia zona delle scritture di origine non propriamente drammatica, ma narrativa, saggistica, trattatistica, giornalistica, poetica, documentaria, giudiziaria o sacra costituisce dunque il campo delle analisi qui presentate, condotte secondo un punto di vista tematico oltre che, in primo luogo, drammaturgico. Non si tratta di una carrellata esaustiva, né si ha la pretesa di stilare un bilancio nell’area delle scritture per la scena di origine non drammatica del secondo Novecento. È piuttosto un primo orientamento, nella convinzione che l’irriducibile complessità del Novecento non possa rispecchiarsi che in un percorso aperto, frammentato, eterogeneo. Una traccia all’interno di uno scenario complesso rispetto a cui tutte le drammaturgie qui esaminate si pongono come voci sempre libere e sempre critiche. Un’apertura sul mondo, una domanda di senso e di responsabilità, mai autoreferenziale, come deve essere il teatro.
€ 50,00
La parola disincarnata. Stato della questione della drammaturgia radiofonica di Samuel Beckett digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 1999 - 1
Anno: 1999
€ 6,00
La pedagogia del teatro. Appunti da un'esperienza: sulle orme di Copeau digital
formato: Articolo | COMUNICAZIONI SOCIALI - 1998 - 2. I LABORATORI DELLA COMUNICAZIONE
Anno: 1998
€ 6,00
 

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