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Filosofia teoretica

Libertà e amore. Filosofia ed esperienza cristologica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2009 | pagine: 260
Anno: 2009
Una filosofia della libertà può avere un impianto cristologico? È intorno a questo interrogativo che si articolano le riflessioni di Giuseppe Gioia. Nella prospettiva della cristologia filosofica di Xavier Tilliette viene rivisitata l’analisi riflessiva di Nabert e, soprattutto, viene esaminata la possibilità dell’esperienza cristologica della filosofia. Nel condurre tale esame, l’autore tiene conto della testimonianza di uno dei mistici più rappresentativi del Novecento, Divo Barsotti, e richiama il sopraumanesimo cristocentrico di Francesco di Sales. Né mancano riferimenti a Blondel e Max Scheler. Si delineano, così, gli elementi filosofici interni a una «Cristologia» capace di far emergere la dialetticità che caratterizza il rapporto libertà-amore come orizzonte etico, allorché l’etica si ritrova chiamata a pensare le radici più profonde dell’agire in quanto esperienza spirituale, cioè quale luogo trascendentale dell’affermarsi della «soggettività» come autentico «esercizio di libertà». In questo senso, il guadagno speculativo di queste pagine si riassume nel poter ripensare la libertà come categoria suprema in quanto amore. È all’interno di un tale piano categoriale che si può giungere a pensare «libertà» e «amore», rispettivamente, come nomi essenziali dell’uomo e di Dio: un uomo, capace di essere liberamente «desiderio di Dio» e, allo stesso modo, un Dio capace di essere Dio nell’amore e, perché tale, «desiderio dell’uomo». Così, il desiderio stesso emerge quale cifra dell’apertura all’alterità, quell’apertura che contrassegna la soggettività.
€ 20,00
La natura dell'uomo. Neuroscienze e filosofia a confronto
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2008 | pagine: 250
Anno: 2008
Il tema della natura dell'uomo è oggi al centro di un acceso dibattito tanto in ambito filosofico quanto in ambito scientifico
€ 22,00
La via analogica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2008 | pagine: 336
Anno: 2008
L’antico percorso della metafisica e quello moderno, che muove dal cogito, possono giungere ad un esito comune quando l’analisi della vita coscienziale sia portata con rigore alle radici delle proprie condizioni trascendentali: si dà allora l’imprescindibile asserto di un ultimo senso, di un ultimamente incondizionato. E tuttavia la dizione di questo asserto risuona, pur nel suo rigore, nel modo dell’indeterminazione più profonda: le ultime possibilità della coscienza coincidono allora con il silenzio e con la sterile impotenza del linguaggio? L’esperienza che viene offerta da ogni tradizione religiosa sembra rispondere a questa difficoltà con il linguaggio dell’invocazione simbolica. Ma qual è infine il valore del simbolismo religioso? E, dalla parte della filosofia, quale consistenza può avere lo stesso esercizio interpretativo che si dedichi alla lettura dei simboli, intesi appunto come traccia del divino? Nel corso della filosofia contemporanea è emerso via via il sospetto che le analogie, di cui comunque si serve il linguaggio del sacro, siano nient’altro che proiezioni antropomorfiche o, nel caso migliore, mere pulsioni ad un senso che sempre daccapo sfugge agli spazi della verità. Le vie dell’ermeneutica sarebbero in questo caso destinate al disincanto della “cattiva infinità”. Si può per contro avanzare l’ipotesi che il necessario riferimento ad un ultimo senso costituisca una regola immanente e in definitiva un principio costituente per lo stesso linguaggio del sacro. In questa prospettiva la via analogica può forse rivelarsi come il percorso metodologicamente più adeguato per dischiudere le strutture e i nessi dell’essere: infine ciò che nella sfera del simbolico si dà a pensare si potrebbe ben giustificare come una manifestazione partecipativa di quell’Incondizionato che la ragione pur sempre esige con necessità. La proposta di questo libro segue appunto il percorso della via analogica e lo fa coniugando il rigore di una metafisica trascendentale con la ricchezza di un possibile itinerario ermeneutico.
€ 30,00
Metafisica e violenza
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2008 | pagine: 288
Anno: 2008
Che la metafisica sia violenta è diventata oramai una 'vecchia storia'
€ 23,00
Metafisica del desiderio
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 344
Anno: 2003
Una raccolta di saggi interdisciplinari, che vanno da quello più strettamente teoretico a quello biblico, da quello psicoanalitico a quello storiografico, che rende ragione del significato e dell’importanza della dimensione affettiva e del desiderio per la filosofia.
€ 30,00
Metafisica e antimetafisica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 190
Anno: 2003
Questo volume è dedicato allo studio del rapporto fra metafisica e antimetafisica, con particolare riguardo al dibattito moderno e contemporaneo. Tale dibattito concerne la stessa possibilità e la legittimità di una disciplina che vede sempre più messa in questione la propria funzione architettonica e normativa rispetto alle altre discipline filosofiche e alle forme di sapere ‘speciali’, come pure la propria funzione fondativa rispetto alla ricerca teologica e all’esperienza religiosa consapevole di sé. Così, i contributi qui riuniti hanno certamente valore in se stessi, sia quando affrontano la questione della possibilità di una metafisica ‘minimale’, cioè di una metafisica vera, ma ‘giusta’ per il nostro tempo, sia quando dibattono il tema della razionalità e della criticabilità delle teorie metafisiche, sia quando espongono e discutono i diversi approcci alla metafisica proposti da Nietzsche, da Heidegger e dalla filosofia analitica. Al tempo stesso, essi trascendono i limiti del confronto fra metafisica e antimetafisica e pongono, esplicitamente o implicitamente, interrogativi che interessano i rapporti fra la metafisica e i saperi ‘speciali’, e in particolare le connessioni della metafisica con la scienza, l’etica, l’estetica e l’esperienza religiosa.
€ 20,00
Problemi fondamentali dell'ontologia analitica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2002 | pagine: 272
Anno: 2002
La scienza del nostro tempo pone una serie di problemi ontologici: le questioni concernenti la natura delle sostanze, degli organismi, degli eventi, delle persone, il modo con cui tali sostanze sono situate nel tempo, in esso cambiano e permangono, il modo secondo il quale gli agenti producono un’azione o un evento è causa di un altro. Tali problemi sono attualmente indagati soprattutto mediante il metodo analitico. Il presente volume costituisce un’introduzione rigorosa e completa ai temi principali trattati dall’ontologia analitica e li analizza in modo approfondito, discutendone criticamente le tesi ontologiche relative. Sia l’analisi sia la discussione sono condotte con metodo improntato alla esplicitazione rigorosa e argomentata delle varie posizioni alternative, senza che qualcuna di queste sia pregiudizialmente esclusa. Al contempo, sono forniti gli elementi e le considerazioni essenziali, per consentire di giungere, dopo l’esame delle varie prospettive e una loro calibrata comparazione, a un ponderato giudizio finale.
€ 23,00
Finitezza e libertà. Heidegger interprete di Kant
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2001 | pagine: 231
Anno: 2001
Il rapporto di Heidegger con la tradizione filosofica è uno degli aspetti più affascinanti e problematici del suo cammino di pensiero. Di questo lungo e intenso dialogo, la ricerca di Vittorio Perego prende in considerazione il confronto che Heidegger sviluppa con Kant, interlocutore privilegiato nella fase decisiva in cui Heidegger elabora il progetto di un’ontologia fondamentale e ne sancisce il fallimento per approdare a un pensiero storico-ontologico. Il libro ruota intorno a tre nodi problematici: il rapporto tra teoria e prassi, la finitezza e la libertà. Tali snodi teorici risultano così strettamente correlati da poter essere visti come tre diversi modi con cui a Heidegger si presenta il medesimo problema, vale a dire la delimitazione di quella forma di sapere fondativo dell’Occi-dente che è la filosofia.
€ 14,00
Il frammento e l'Intero. Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 600
Anno: 2000
Secondo questo libro, il compito dell'ontologia, oggi, dovrebbe essere quello di occuparsi, a partire dal frammento, del senso dell'Intero, come alternativa alla pretesa moderna, soprattutto hegeliana, di determinare 1' Intero del senso e alla, pretesa contemporanea di proclamare il Nonsenso dell'Intero, cioè poi il semplice restare al frammento. Ma per poter far questo, una ontologia metafisica deve potersi strettamente coniugare alla forma stabile della verità. Perciò, le indagini qui presentate intendono proporre e la verità stabile e l'ontologia metafisica, secondo una strategia che differisce da quella moderna, e prende anche distanza da alcune curvature storiche di quella antica e medievale. Da quella moderna differisce, perché dimostra l'impossibilità di una deduzione dialettico-trascendentale del contenuto veritativo; da quella antica e medievale differisce, perché ne mette implicitamente in questione le tentazioni naturalistiche. In realtà, solo una strategia teorica in pari col tempo può onorare convenientemente la verità. La verità di suo è stabile, certo, ma per noi sta nel tempo e sarebbe astratto e anche dogmatico contentarsi, per il proprio tempo, di ciò che è stato detto secondo codici d'altri tempi.
€ 36,00
Terre. Terra del Nulla, Terra degli uomini, Terra dell'Oltre
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 580
Anno: 1999
Luigi Lombardi Vallauri consegna in questo volume una selezione molto rappresentativa delle sue ricerche più personali degli u
€ 32,00
Differenza e contraddizione. Il problema dell'essere in Tommaso d'Aquino: esse, diversum, contradictio
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 444
Anno: 1997
Ancora ai nostri giorni, anche il comune modo di pensare associa: all'idea di "tomismo" e di "scolastica" quella dei "distinguo". In effetti, la storia degli influssi del tomismo nella cultura mostra che il metodo delle distinzioni di "secundum quid" rimase nella coscienza comune, al di là della divergenza dei giudizi di merito, come il segno distintivo di un pensiero tipicamente "scolastico". In una forma ironica e incisiva Erasmo da Rotterdam scriveva che i tomismi "trovano sempre tante scappatoie, che sfuggirebbero persino alla rete di Vulcano con le loro distinzioni, con le quali tagliano qualsiasi nodo". Tuttavia gli studi sull'ontologia di Tommaso d'Aquino, moltiplicatisi a partire dagli inizi del nostro secolo, non sembrano aver preso in considerazione questo aspetto del suo pensiero. Il presente lavoro cerca di colmare questa lacuna, mostrando il rapporto che intercorre nella filosofia tomista tra la dottrina dell'essere e il metodo delle "distinctiones". Anzi nel testo si fa vedere come alcune precise distinzioni di "secundum quid" rappresentino il fondamento di possibilità delle idee principali della concezione ontologica di Tommaso. Infatti, secondo Tommaso, solo se è possibile considerare l'essere da punti di vista diversi (i "secundum quid"), è poi possibile considerarlo contemporaneamente uno e molteplice, identico e diverso. Viceversa si cadrebbe in contraddizione e si sarebbe costretti a sacrificare nell'essere o l'unità o la diversità. Ma proprio quest'ultima ipotesi contraddirebbe la caratteristica principale dell'ontologia di Tommaso, considerata nei suoi contenuti: quella di non escludere dall'essere né l'unità, né la diversità. Anche su questo versante bisogna registrare una lacuna della critica. Perché, se fino agli anni Quaranta l'attributo principale dell'essere di Tommaso era individuato esclusivamente nella diversità, dagli anni Quaranta ai nostri giorni è individuato esclusivamente nell'unità. Condizionata da una lettura solo aristotelica la prima e solo neoplatonica la seconda, l'interpretazione proposta in questo studio mostra come l'essere venga considerato da Tommaso sia nel suo aspetto di unità - come voleva la dottrina "tradizionale" platonica - sia nel suo aspetto di strutturale diversità - come andava sostenendo la dottrina "nuova" del Filosofo. Il vero problema della ontologia tomista, dunque, non è quello di sapere se all'essere spetti l'attributo dell'unità anziché della diversità - gli spettano entrambi, per Tommaso - ma è di sapere come sia possibile una tale convivenza di attributi opposti, cioè in forza di quali distinzioni. Ora, sono davvero efficaci tali distinzioni? Raggiungono lo scopo per cui sono state ideate, salvando l'essere dalla contraddizione? Tagliano il nodo, sfuggendo alla rete di Vulcano? Sono queste le domande di fondo cui cerca di rispondere il presente studio.
€ 32,00
Metafisica e deellenizzazione
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1996 | pagine: 114
Anno: 1996
In questo libro, che apparve nel 1975 a coronamento di tutta l’ultima fase della riflessione bontadiniana, viene pienamente raggiunto l’obbiettivo che il filosofo si era in essa proposto, vale a dire la rigorosa fondazione della metafisica classica perseguitata attraverso l’affinamento critico del suo nucleo essenziale. Tale nucleo è individuato nel principio di Parmenide che, cimentandosi dialetticamente con l’esperienza del divenire, si determina in ultima istanza come principio di creazione; illuminante al riguardo è soprattutto il primo saggio, Per una teoria del fondamento, del quale non sembra per nulla esagerato affermare che contiene alcune fra le pagine speculative più limpide e insieme più potenti di tutta la filosofia italiana del Novecento. I saggi successivi si incaricano di sviluppare alcune implicazioni storiche e culturali del discorso metafisico, prendendo altresì in esame il fenomeno della “deellenizazione”. Con questa espressione si usava allora designare, specialmente nel dibattito teologico, il processo di demetafisicizzazione che aveva investito e tutt’ora investe il pensiero cristiano. Come Bontadini mostra con dovizia di argomentazioni, si tratta di un processo alimentato dal rifiuto indiscriminato dell’ontologia greca: cioè, in ultima analisi, dall’attribuzione di un significato meramente cosmologico a quel principio di Parmenide il cui autentico valore è invece schiettamente metafisico.
€ 11,00

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