Linguistica e letterature straniere - tutti i libri per gli amanti del genere Linguistica e letterature straniere - Vita e Pensiero (7)

Linguistica e letterature straniere

Apuntes sobre la traducción italiana de textos de literatura de lengua espa?ola
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2004 | pagine: 80
Anno: 2004
El interés cada vez mayor del mundo editorial italiano por textos literarios de lengua española, aunado a recientes estudios sobre la teoría de la traducción, acompañan los Apuntes en torno a la traducción italiana de tres textos representativos de la literatura iberoamericana contemporánea. En el análisis realizado la lengua es considerada vehículo de cultura, y en el caso específico resulta ser puente entre culturas distintas, incluso lejanas: la peruana de J.M. Arguedas, la mexicana de J. Rulfo y la española de A. Pérez-Reverte. Se subraya así el papel del traductor como vínculo que une lenguas y culturas.
€ 7,00
Lengua y literatura española e hispanoamericana. Los ultimos diez años
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2004 | pagine: 128
Anno: 2004
La letteratura spagnola contemporanea sta vivendo una stagione di grande fortuna e vivacità; i primi cambiamenti si avvertirono già con la generazione del 1950, rappresentata da autori quali Carmen Martín Gaite, Ignacio Aldecoa, Rafael Sánchez Ferlosio e Claudio Rodríguez che, nonostante la censura della dittatura, avviarono la modernizzazione della letteratura spagnola. Non è quindi casuale se il volume presenta, fra gli altri, l’opera della scrittrice Martín Gaite e del poeta Claudio Rodríguez. Per quanto riguarda la produzione letteraria ispanoamericana, invece, bisogna notare che, pur rimanendo debitrice nei confronti di quella spagnola, essa subisce l’influsso di altri universi letterari, in particolare inglese e francese. Il dialogo mai interrotto fra le due sponde dell’Atlantico porta alla ribalta autori d’insolita vivacità fra cui il cileno Jaime Collyer. Viene inoltre analizzata la lingua letteraria degli ultimi narratori nicaraguensi e la novità assoluta di David Ruiz Puga, autore del Belize. Conclude il volume un’interessante sezione dedicata alla linguistica spagnola e alla glottodidattica.
€ 10,00
The advertising paradigm. History, theory and ethics
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 128
Anno: 2003
Advertising as paradigm: paradigm of what? The value of the paradigm is evidently bound up with the broader field of “total business communication”, in which advertising is clearly the most highly developed field of analysis, whether one is concerned with a historical inquiry, theoretical elaboration or ethical reflection. More precisely, with regard to the historical inquiry, in Italy alone advertising has been the object of systematic study by experts in the sector for almost thirty years. As for the theoretical analysis, this dates back to the 1950s. Finally, in the case of the ethical issues, advertising in Italy had the merit of being the first to introduce a code in 1966. The above considerations are the starting point for the three chapters of this work, which will stimulate the reader to further explore some of the fields of analysis it presents.
€ 10,00
Lingua, cultura e testo (cofanetto 3 volumi). Miscellanea di studi francesi in onore di Sergio Cigada
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 2132
Anno: 2003
Da qualche parte negli scritti di critica artistica o letteraria Baudelaire ricorda che non è indifferente, quando si voglia provare a misurare la statura intellettuale di una persona, la capacità che questa ha di abbracciare ambiti diversi e questioni anche sensibilmente differenziate. Vi sono artisti – e studiosi –, magari prolifici, originali e sottili, i quali tendono tuttavia a essere specialisti di un solo genere o di un solo problema; ve ne sono altri invece che senza perdere quelle qualità riescono per rara grazia ad aprirsi alla totalità degli aspetti e dei problemi intuibili dal punto di osservazione in cui le circostanze li hanno collocati. A questa seconda famiglia di spiriti appartiene Sergio Cigada, ed è paradossalmente per questo dono che il suo complessivo profilo intellettuale e scientifico non risulta di così agevole ricostruzione. Certo, all’inizio – e poi in modo ininterrotto fino ai settant’anni di oggi, come una specie di filo robusto che lega tutto il suo percorso culturale e accademico – vi è l’interesse per la letteratura francese, nel quadro dei cui studi egli rappresenta da lungo tempo e senza dubbio alcuno una delle figure di maggior prestigio. Notoriamente – e aldilà della capacità di muoversi in modo non occasionale in direzioni diverse – due sono gli ambiti storici sistematicamente frequentati, di ambedue giungendo ad aggiornare e modificare sensibilmente l’immagine corrente: il primo è quello della cultura letteraria medio-francese, con perno sulle figure di Charles d’Orléans, François Villon e i Grands Rhétoriqueurs di fine Quattrocento e primo Cinquecento; il secondo è il passaggio dal Romanticismo alla modernità novecentesca, con centro sulle personalità fondanti di Flaubert, Baudelaire e i simbolisti maggiori. Aperte quasi simultaneamente alla metà degli ormai lontanissimi anni Cinquanta, e successivamente consolidate attraverso vere e proprie, fortunate istituzioni (in particolare, il «Centro Studi sulla letteratura medio-francese», fondato nel 1977 e giunto alla pubblicazione del suo dodicesimo volume), queste linee di studio continuano ancora oggi a portare i loro frutti, sia in modo diretto, come testimonia la bibliografia del festeggiato, sia in modo indiretto e collegato, attraverso le iniziative di aggiornamento e di riflessione che egli continua a promuovere (per sua iniziativa si è appena celebrato nello scorso mese di maggio il «IIIème Colloque International sur la Littérature en Moyen Français»; e tra maggio e settembre, in due distinte sessioni, il terzo «Convegno Internazionale sul Simbolismo», dedicato ai rapporti istituzionali tra Simbolismo e Naturalismo). Ma ben presto e parallelamente, in modo sempre più aperto e consistente, gli interessi di Sergio Cigada si sono appuntati anche su questioni di ordine linguistico, spaziando progressivamente dagli aspetti fonetico-fonologici (per lunghi anni è stato titolare, dopo averlo istituito, dell’insegnamento di Fonetica e fonologia in Università Cattolica), a quelli traduttologici, ai problemi di semantica testuale, alle questioni di linguistica applicata e di politica linguistica generale. Attualmente, egli è certamente il principale punto di riferimento non solo della francesistica letteraria italiana, ma anche e soprattutto della linguistica francese operante nella nostra realtà accademica. Luogo di innesto – e insieme collegamento di questa seconda competenza con la prima – è stata l’attenzione fin dagli inizi portata agli aspetti metrici e retorici del testo letterario: la coscienza cioè, in un periodo in cui dominanti erano ancora l’accostamento di stampo crociano o il filologismo storicistico di derivazione positivista, che un testo letterario è anzitutto un oggetto linguistico, e che come tale – e dal proprio interno – va prioritariamente considerato. Esplorare la letteratura significava quindi certo in questa prospettiva immergersi nella storia, e nel mondo interiore di un individuo, ma anche, inevitabilmente, confrontarsi con i meccanismi e la sostanza della lingua che ne costituisce lo strumento di attuazione. Chi sedeva allora sui banchi ricorda ancora con commozione lo stupore dei seminari organizzati in margine alle lezioni ufficiali e dedicati a sondare l’impatto degli artifici retorici, a indagare l’effetto degli schemi ritmici, a cogliere e valutare le coloriture degli intrecci sonori, ossia a confrontarsi con l’arte insieme concretissima e sottilissima della parola capace di poetica suggestione. Tutti gli sviluppi teorici successivi sono nati da lì. Senonché, nella doppia, parallela vocazione letteraria e linguistica di Sergio Cigada, rispecchiata inevitabilmente dall’organizzazione di questi studi, gioca anche il senso acutissimo della realtà, letteraria e non, che egli sempre ha avuto, come gioca la concezione dell’Università intesa non come accademia, luogo di conservazione e di elaborazione di un sapere dato, bensì come istituto culturale socialmente orientato che approfondisce istanze di sapere circoscritte tramite un rapporto dialettico con la società in cui si trova immerso. Ciò che di fatto corrisponde alle attese culturali e professionali del proprio tempo è l’oggetto essenziale del sapere universitario. Questa convinzione ha portato lentamente Sergio Cigada a privilegiare almeno per qualche tempo gli interessi linguistici, sia settoriali che generali, anche in questo caso consolidandoli in una specifica istituzione, il «Centro di Linguistica dell’Università Cattolica» (CLUC, fondato nel 1979), il cui catalogo registra a oggi, tra saggi, trattati e ricerche di carattere puntuale, più di trenta pubblicazioni. Questa convinzione lo ha portato ugualmente in modo costante a cogliere – se non addirittura ad anticipare – i segnali emergenti dai nuovi contesti socio-economici: tra questi, – l’insegnamento precoce delle lingue oggetto di Convegni del Centro sin dal 1979 e poi ancora nel 1989 («L’insegnamento delle lingue nella scuola elementare»); – la rivoluzione informatica e le nuove tecnologie, con l’apertura del corso di Laurea in Tecnologie Informatiche presso la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere; – la sfida lanciata al mondo sociale ed educativo dall’integrazione e dalla multiculturalità con la creazione del corso di Laurea in Esperto per la mediazione interculturale e il sostegno alle esperienze pilota per l’insegnamento dell’italiano L2; – l’appello rivolto ai colleghi del raggruppamento di Lingua e linguistica riuniti a Milano in occasione del recente Convegno nell’aprile 2002, per la costruzione di programmi di base on-line che vedessero la cooperazione di tutti gli specialisti del settore; – infine, l’idea, propugnata da oltre un ventennio, che se da un lato riuscirebbe vano e antistorico contrastare il predominio dilagante della lingua inglese, dall’altro la riduzione dell’insegnamento linguistico in ambito europeo alla sola lingua inglese risulterebbe nefasto e alla lunga insostenibile. Il plurilinguismo è un valore irrinunciabile e tale valore si difende con l’insegnamento di almeno due lingue straniere. Tali orientamenti, com’è noto, sono diventati gli orientamenti del Consiglio d’Europa. Profondamente convinto dei progressi realizzati nell’area delle scienze linguistiche, Sergio Cigada ha operato con acume, lungimiranza e abilità strategica impegnando cospicue energie nella costruzione dell’identità spirituale del raggruppamento di Linguistica francese nel quale, per primo, ha fermamente creduto. Su almeno due versanti simultanei non facilmente controllabili dalla stessa persona si colloca dunque, eccezionalmente e ad altissimo livello di qualità, la produzione scientifica di Sergio Cigada. La francesistica italiana nella sua globalità si identifica largamente nella sua figura. Non possiamo, tuttavia, non accennare qui anche ad altri due aspetti essenziali della sua personalità. Il primo è la grande capacità di lavoro, la quotidiana pazienza nel dovere che, unita al senso della responsabilità e alla capacità progettuale, lo ha portato a esercitare quasi ininterrottamente negli ultimi trent’anni funzioni di direzione (dal 1973 al 1983 è stato preside della Facoltà di Magistero dell’Università Cattolica; dal 1983 al 1989, direttore, dopo averlo fondato, del Dipartimento di Lingue e letterature straniere della stessa Università; dal 1990, dopo esserne stato il creatore, preside della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere). Senza di lui, la realtà delle lingue e letterature straniere in Italia, dentro l’Università Cattolica e fuori di essa, non sarebbe quella che è. Ma questi talenti ‘politici’, se possiamo dire così, che discendono anzitutto da eccezionale vivezza e prontezza dell’intelligenza, da capacità di autocontrollo e da acuto senso della complessità dei rapporti umani, trovano appoggio in qualità dell’animo che non sfuggono a chi, non prevenuto, lo accosta: mitezza, equilibrio, garbo del tratto, disponibilità all’ascolto e all’incoraggiamento generoso… Così, non temiamo di dire, lavorare accanto a Sergio Cigada è stata certamente un’esperienza di rigore intellettuale e di crescita professionale, ma anche, più largamente e profondamente, di personale, umana maturazione. Della lezione del Maestro ci illudiamo di aver colto l’essenziale e di aver conservato qualche cosa; qualche cosa certamente hanno colto e conservato i moltissimi – colleghi, amici, operatori culturali, responsabili di istituzioni – che hanno voluto collaborare con noi a questo ponderoso omaggio o hanno creduto, a significare la loro stima, di iscrivere il loro nome nella Tabula gratulatoria. La comunanza del loro sentire col nostro ci lusinga e la loro partecipazione ci onora. A essi, come a tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito alla realizzazione di questi studi, che resteranno per la mole – ma, pensiamo, anche per la qualità di non pochi interventi – un caso forse unico nella storia della francesistica italiana, il nostro più vivo ringraziamento. Gli allievi
€ 100,00
Dizionario biografico degli Italiani in Centroamerica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 200
Anno: 2003
Gli anni tra il 1870 e l’inizio del 1900 furono caratterizzati da un intensificarsi del processo migratorio italiano verso i paesi dell’America Latina. La presente ricerca, condotta da un’equipe coordinata da Dante Liano e basata su materiale d’archivio e interviste effettuate sul posto, ne ha pazientemente ricostruito il percorso, portando alla luce una storia finora sconosciuta di lavoro, di speranza, e anche di successo, come dimostrano gli Italiani che seppero distinguersi nel commercio, nell’industria e nell’architettura. Una memoria che si è svolta fuori dai confini nazionali, ma non per questo meno italiana.
€ 15,00
Il Viaggiatore. Traduzione italiana con testo inglese a fronte
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2003 | pagine: 80
Anno: 2003
Viaggiatore, studioso di legge, medico e insegnante mancato, poi narratore, commediografo, giornalista e poeta, Oliver Goldsmith incarna per diversi aspetti l’immagine di un Settecento inglese dall’animo inquieto. Sono qui proposte in versione italiana con testo inglese a fronte, corredate da un apparato di note, due delle sue opere poetiche più note, "The Traveller, or A Prospect of Society" e "The Deserted Village", viva testimonianza delle capacità di uno scrittore che seppe cimentarsi in ogni forma letteraria, sempre, ultimamente, regalando al lettore bellezza.
€ 9,00
Equivalenze letterarie. Tradurre il testo narrativo dall'inglese all'italiano
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2002 | pagine: 154
Anno: 2002
Questo volume rappresenta un utile sussidio per l’insegnamento e l’apprendimento della traduzione del testo narrativo dall’inglese all’italiano, con una ricca esemplificazione di supporto e materiale per le esercitazioni. A partire da una base teorica, si sviluppa un discorso pragmatico, che tiene conto della variabilità della lingua nella comunicazione, suggerendo un possibile percorso per affrontare i vari problemi contrastivi, senza tuttavia perdere di vista l’idea di traduzione come processo traduttivo e come oggetto tradotto, entrambi da considerarsi quali realtà in progress.
€ 10,00
Unamuno, Machado, Montale. Tra simbolismo ed esistenzialismo
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2001 | pagine: 197
Anno: 2001
Lo sviluppo della lirica moderna nelle direttrici del simbolismo e dell'esistenzialismo sostanzia buona parte dell'orizzonte estetico del XX secolo. Unamuno, Machado e Montale restano, in questo ambito, i testimoni più alti e raffinati di una lirica contemporaneamente materiale e spirituale, anticipando quella rassegnata consapevolezza dell'opaco esistere per il dolore che caratterizzerà la produzione in versi della seconda metà del XX secolo, più pacata nella manifestazione della sofferenza, ma altrettanto pessimista nella possibilità di riorientarsi verso una prospettiva trascendentale certa.
€ 12,00
Il cerchio incantato del linguaggio. Moderno e antimoderno nel simbolismo di Vjaceslav Ivanov
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 292
Anno: 1997
Vjaceslav Ivanov, poeta simbolista, è senza dubbio figura di rilievo nel primo Novecento russo, di cui esprime le problematiche e alcuni orientamenti critici. La sua opera si presenta come un fenomeno complesso, in cui non soltanto è formulata una precisa visione del mondo, ma emerge la domanda sul senso della scelta di scrivere. In tale prospettiva, la creazione letteraria ivanoviana rivela una dimestichezza inconsueta con la filosofia. Questo saggio, partendo dall’indagine sulla concezione di parola e linguaggio del poeta, intende mettere in luce le radici filosofiche del suo pensiero in rapporto sia con la tradizione sia con la riflessione contemporanea. Si evidenzia così la tormentata relazione tra tradizione e modernità, entro cui matura la concezione ivanoviana. Più che sulla linea di un immanentismo formalistico-strutturale, proprio di un certo simbolismo, essa si muove verso un romanticismo platonizzante, in cui la parola conserva la nostalgia per «la pienezza celeste perduta», per la propria densità ontologica. Ma il radicamento nell’alveo della tradizione, proprio di Ivanov e di altri autori del pensiero religioso d’inizio secolo quali Pavel Florenskij e Vladimir Ern, pur sconfinando in un appassionato rifiuto delle istanze culturali della modernità, paradossalmente appare anch’esso figlio della modernità, che tra Ottocento e Novecento, in tutta Europa, a Occidente come a Oriente, appare impegnata nella critica di se stessa. Lo studio della cosiddetta specificità russa diventa così una ricerca sulle innegabili radici comuni che improntano la cultura europea.
€ 23,24
Lettori e letture. Un esperimento di critica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 180
Anno: 1997
Autore di romanzi fantastici di grande originalità, legato da profonda amicizia e sodalizio letterario a J.R.R. Tolkien e Ch. Williams, C.S. Lewis mostra qui un volto forse meno noto ai non specialisti, e tuttavia altrettanto affascinante: quello di critico letterario capace di coniugare l’erudizione e la passione antiquaria con un’analisi formale di grande modernità. Tali gli ingredienti di un insolito quanto coraggioso esperimento, volto a dimostrare che i libri dovrebbero essere giudicati a partire dal tipo di lettura che evocano: non si tratta di stabilire se un libro sia buono o non buono, ma se noi siamo o no buoni lettori. Con un percorso scevro da elitarismi come da astratte teorie, Lewis, attraverso l’analisi e il confronto di generi diversi, chiarisce la natura, le modalità e il valore dell’esperienza letteraria, intesa come evento dinamico, sempre in divenire. Così, in un momento in cui la pratica della lettura appare in declino e molto ci si interroga sul senso e sul potere della parola scritta, l’opera di Lewis rivela tratti di indubbia attualità, rivendicando una concezione non utilitaristica della letteratura, quale fonte gratuita di piacere per chi vi si accosta. In tale prospettiva, la lettura si configura come esperienza imprescindibile, fondante e generatrice, un «viaggio oltre i limiti della propria psicologia», il cui nucleo più autentico risiede nell’incontro con il testo e con il suo autore, portatori di un’alterità che chiede di essere compresa e apprezzata. Espressione dell’uomo che non «si accontenta di essere solo se stesso – scrive Lewis – l’esperienza letteraria guarisce la ferita dell’individualità senza indebolire la prerogativa dell’individualità stessa. Qui, come nella religione, nell’amore, nell’azione morale e nella conoscenza, supero me stesso; eppure, quando lo faccio, sono più me stesso che mai».
€ 13,00
La lingua polacca. Grammatica pratica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1995 | pagine: 400
Anno: 1995
«La lingua polacca» è un corso di lingua pratica completo destinato ad autodidatti e studenti universitari. Costruito secondo un metodo che simula il processo naturale di apprendimento della lingua materna, rende facile – automatico - lo studio della lingua polacca, dando la possibilità di memorizzare fenomeni grammaticali e lessico mediante la semplice lettura. È completo anche sotto l’aspetto teorico. Il sistema fonetico e grammaticale è descritto a fondo ed in modo esauriente. Le tavole sinottiche forniscono allo studente uno strumento veloce di riferimento e consultazione. Il lessico (oltre 6000 voci) assicura la possibilità di potersi esprimere, dopo circa tre semestri, su tutte le situazioni della vita quotidiana, nonché di poter sostenere conversazioni su argomenti specializzati e di leggere testi in lingua senza difficoltà. «La lingua polacca» – risultato di una specifica preparazione slavistica (in particolare di linguistica teorica pratica), di una profonda conoscenza della realtà slava e di provata esperienza con il metodico e rigoroso lavoro scientifico – è il primo corso di lingua polacca basato su moderni principi di insegnamento offerto al lettore italiano, oggi sempre più coinvolto nella storia dell’est europeo, in quella polacca da sempre, curioso o desideroso di acquistare uno strumento vivo per capire la «polonità» , nel senso più vero dell’espressione.
€ 21,69

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