Società, media, famiglia, lavoro - tutti i libri per gli amanti del genere Società, media, famiglia, lavoro - Vita e Pensiero (34)

Società, media, famiglia, lavoro

Il terzo settore tra le generazioni. Un'analisi delle relazioni tra i soggetti del "welfare" plurale
Anno: 2003
Il terzo settore rappresenta oggi una componente strategica e consolidata del contesto italiano e internazionale: quali sono i tratti che qualificano i suoi servizi e quale il contributo che esso, nelle sue varie articolazioni, può offrire al benessere della società? Questo volume indica due piste di riflessione: la prima costituita dall’identificazione della soggettività sociale di cui le diverse entità (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni e fondazioni prosociali) sono portatrici; la seconda riguardante il tema dei rapporti intergenerazionali all’interno e all’esterno delle organizzazioni. La soggettività sociale del terzo settore è posta in uno scenario che, seppure in fieri, pare orientarsi verso un welfare plurale: secondo questa prospettiva di analisi i soggetti sociali sono considerati risorse per la società, poiché la loro presenza e la loro capacità di instaurare relazioni producono un ‘valore aggiunto’ di cui beneficia l’intera collettività. Vengono inoltre messi a tema i rapporti intergenerazionali, come si manifestano nell’ambito delle organizzazioni di terzo settore e all’interno delle reti primarie e informali. Si chiarisce così quali siano le linee di continuità e di discontinuità esistenti tra organizzazioni di terzo settore, famiglia e reti amicali e come esse contribuiscano a risignificare il vissuto personale e sociale, in termini di orientamenti valoriali e di scambi concreti. Da questo quadro conoscitivo e interpretativo emergono alcuni importanti rilievi di ordine metodologico, programmatorio e operativo. Ne risulta una puntuale analisi sociologica della situazione italiana che, avvalendosi di riflessioni teoriche e di risultanze empiriche, delinea l’identità sociale del terzo settore e il suo contributo peculiare alle esigenze societarie, in particolare nell’area dei servizi alla persona, al fine di identificare i passi futuri volti a rendere più incisiva la presenza nella società del terzo settore e più significativa, sotto il profilo simbolico, la partecipazione delle diverse componenti generazionali.
€ 15,00
Università e imprese. Nuovi scenari per l'istruzione superiore e i sistemi professionali
Anno: 2003
In un momento in cui l’università italiana si sta preparando a offrire un nuovo quadro di proposte formative, l’Università Cattolica avverte la necessità di collegare sempre più il sistema dei saperi a quello del lavoro e dell’impresa. Si tratta di un terreno decisivo, su cui in Italia si è determinato un ritardo che è in via di superamento, ma di cui non sono state però colte tutte le implicazioni, compresa quella - fondamentale - tra ricerca e nuove conoscenze. Questa scelta di partnership con le imprese e il mondo delle professioni non significa peraltro, per l’università, smarrire il senso della propria specificità. L’Università Cattolica ritiene, in particolare, che ogni formazione specialistica non possa fare a meno di ampie e solide basi culturali, e che la dimensione etica sia costitutiva di ogni professione. Al tempo stesso è evidente come l’acquisizione di un metodo di lavoro fondato scientificamente rappresenti oggi una condizione indispensabile per operare nell’ambito di sistemi professionali soggetti a rapide e continue trasformazioni.
€ 15,00
Le età della Tv. Indagine su quattro generazioni di spettatori italiani
Anno: 2003
Questo volume offre una chiave interpretativa della varietà di gusti, motivazioni e 'letture' di quel vasto pubblico italiano
€ 20,00
Il legame incrinato. Lavoro e società in trasformazione nell'epoca della globalità
Anno: 2003
La globalizzazione dell’economia e i processi di deregolamentazione hanno concorso a forgiare una profonda riorganizzazione del lavoro, del suo significato, della stratificazione sociale ad esso collegata. Nuove ambivalenze e contraddizioni accompagnano tali trasformazioni, in cui il lavoro appare, da un lato, risorsa strategica da valorizzare e, dall’altro, elemento altamente precario. In questo contesto, il presente volume si propone di analizzare la relazione tra lavoro, società e azione dei soggetti nel recente dibattito sociologico. Il richiamo al ruolo dell’agire sociale consente di problematizzare alcuni dei concetti utilizzati per descrivere il mutamento in atto, lasciando aperte le possibilità di percorsi sociali differenti, sui quali le transizioni possono procedere, al di fuori di presunte vie obbligate già tracciate.
€ 15,00
Temi emergenti di sociologia della famiglia. La rilevanza teorico-empirica della prospettiva relazionale
Anno: 2003
L'idea di famiglia, le aspettative delle persone nei confronti della vita familiare, i percorsi e le modalità di 'fare famigli
€ 17,00
Il gioco delle regole. TV e tutela dei minori in sei Paesi europei
Anno: 2003
Quali regole governano il rapporto tra televisione e minori in Europa? Come funzionano i sistemi di tutela del pubblico più giovane realizzati in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Svezia? Quali prospettive suggeriscono le esperienze straniere alla situazione italiana? Una ricerca internazionale, promossa dal Comitato Tv e Minori in collaborazione con l’Osservatorio sulla Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, prova a rispondere a queste domande, per dare un contributo a un dibattito sempre più attuale.
€ 23,00
Disagio e ambiente
Anno: 2002
I saggi contenuti in questo volume affrontano, secondo diverse modalità, il problema dei rapporti che intercorrono tra alcune forme di disagio e gli ambienti con cui esse interagiscono. Vengono presi in considerazione i contesti di vita urbana, rispetto ai quali ci si interroga sulla qualità della vita nell’esperienza quotidiana, oltre che sul carattere patogeno degli squilibri che spesso li caratterizzano; vengono inoltre messi in luce i legami tra disagio e metamorfosi dei tessuti urbani. In seguito, l’attenzione si sposta sul disagio giovanile e sui suoi rapporti con la comunità locale – con particolare attenzione alle possibilità di fruizione dell’ambiente naturale – anche mediante i risultati di una ricerca empirica che documenta il disagio giovanile in un quartiere della periferia di Milano, caratterizzato da diversi fattori di rischio. Per individuare percorsi che consentano di passare dallo squilibrio al riequilibrio, viene proposta un’analisi della crisi ambientale che permette di riscoprire l’ambiente naturale come bene pubblico essenziale e come possibile risorsa per il recupero del disagio. In tale ottica, la salvaguardia della natura – in particolare attraverso i parchi e le aree protette – diventa un obiettivo fondamentale sia per le politiche ambientali, sia per quelle sociali. Gli usi compatibili e pro-sociali della natura vengono documentati mediante la descrizione di alcune iniziative realizzate nelle aree protette, di nuove forme di partecipazione locale, di impegno civile e ambientale, attuate da organizzazioni di terzo settore. Inoltre, vengono illustrate significative esperienze di prevenzione e di recupero di soggetti deboli in contesti naturali. Tutto ciò rimanda a nuovi compiti per il lavoro socio-educativo, considerati attraverso una rivisitazione della professionalità dell’educatore ambientale, in rapporto alla rete dei servizi educativi, culturali e sociali presenti nella comunità locale. Infine, di fronte ai numerosi rischi incombenti sull’ambiente naturale, viene richiamata la necessità ormai ineludibile di una ‘conversione ecologica’, sia sul piano dei comportamenti personali, sia su quello sistemico e dell’organizzazione sociale. Per garantire la virtuosità di tale ‘conversione’ si propone una concezione ‘intermedia’ dell’ecologia, che esalta il valore intrinseco della persona nella sua interdipendenza con la natura. Ne consegue il dovere di valorizzare la politica come strumento per la realizzazione del bene comune, a partire dalla salvaguardia dell’ambiente naturale, che rappresenta indubbiamente ‘il più comune di tutti i beni’.
€ 20,00
Il turismo bresciano tra passato e futuro
Anno: 2002
Nonostante gli sforzi compiuti dagli studiosi, non si è giunti ancora a una definizione condivisa di ‘turismo’: esso rimane un fenomeno multiforme, sfaccettato, dai confini incerti. Il modo più appropriato per studiarlo, quindi, sembra essere quello pluridisciplinare. Con questa prospettiva, i contributi qui raccolti offrono un ampio ventaglio di approcci scientifici applicati all’analisi di una significativa meta turistica del nostro Paese, importante sia per il flusso di visitatori che riesce a richiamare, sia per le risorse possedute. Risorse ambientali e artistiche assai varie, distribuite su un territorio che gravita intorno a un capoluogo che ha mutato negli ultimi anni la propria immagine di ‘città calvinista’ dedita alla religione del lavoro per accreditarsi come città d’arte. Tale realtà viene osservata dal punto di vista storico, ricostruendo l’evoluzione del fenomeno turistico, che ha inizio alla fine dell’Ottocento per prendere decisamente impulso e trasformarsi in evento di massa nel secondo Novecento. Vi è poi un’analisi di carattere economico sulle connessioni fra turismo, ambiente e sviluppo, sulle caratteristiche della domanda e dell’offerta e sulle sfide che quest’ultima è chiamata ad affrontare a causa della sempre più accentuata concorrenza nazionale e internazionale. Non manca, inoltre, una disamina delle trasformazioni in corso nell’organizzazione pubblica del turismo, con riferimenti anche a esperienze straniere. Riconosciuta l’accentuata dimensione internazionale del turismo bresciano, ampio spazio è dedicato alle numerose problematiche suscitate dall’incontro fra lingue e culture diverse, in particolare al tema della comunicazione, compresa quella a scopo promozionale, realizzata da soggetti pubblici e privati, che sempre più richiede figure professionali specializzate, dotate di solide competenze linguistiche e culturali.
€ 32,00
La relazione d'incanto. Studi su cinema e ipnosi
Anno: 2002
Come mai, a partire dal 1910 circa, il cinema appare una macchina ipnotica? Perché la situazione dello spettatore cinematografico viene letta alla luce della relazione magnetica, benché nella sala cinematografica non sia presente alcun ipnotizzatore? Il presente volume intende rispondere nella sua parte centrale a queste domande. Esso considera i luoghi e le situazioni di pratica del magnetismo e dell’ipnosi dal 1777 al 1922 e li analizza in quanto dispositivi di costruzione e orientamento di sguardi. Il passaggio dalla scena magnetica classica a quella moderna, che si svolge tra Otto e Novecento, fornisce una chiave di soluzione. La prima parte del testo inquadra i problemi di teoria e di metodo legati a una ricerca su cinema e ipnosi. La parte finale analizza un romanzo e due film e mette in luce alcune definizioni testuali della visione del film quale stato di ipnosi.
€ 14,50
Il culto dell'emozione
Anno: 2002
Dalle profondità della società tecnologica e iperorganizzata riemerge oggi, prepotentemente, l'irrazionale come emozione forte
€ 12,00
La scena rubata. Il cinema italiano e lo spettacolo popolare (1924-1954)
Anno: 2002
Se il cinema è uno degli spettacoli più popolari del secolo appena trascorso è anche per la sua capacità di dialogare con il panorama culturale e lo scenario spettacolare circostante. Ciò accade in modo appariscente tra il 1924 e il 1954, in quel periodo di trionfo del cinematografo compreso tra la crisi del cinema muto e l’avvento della televisione. Attraverso la ricostruzione degli equilibri e delle rotture nella ‘popolarità’ dello spettacolo italiano di quegli anni, e l’analisi di alcuni film nazionali emblematici, viene indagata la fitta rete di prestiti, calchi e interazioni con le forme spettacolari circostanti più amate dal pubblico (dal teatro alla canzone, dal varietà alla radio, dallo sport ai concorsi a premio), che confluiscono nel cinema facendone, per lo meno fino all’ingresso della televisione, lo spettacolo popolare.
€ 8,00
La scena dei mutamenti
Anno: 2001
La società dello spettacolo amplifica gli orizzonti dell’immaginario collettivo e trasforma le relazioni umane entro le grandi reti del consumo culturale di massa, con la seduttività dei suoi feticci e delle sue illusioni. Il destino del teatro non può affermarsi che in una aperta difformità da queste tendenze. Ma, come diceva Jouvet, «un nuovo ordine teatrale è possibile solamente grazie a un lungo disordine». Ciò esige la ripresa di una coscienza utopica, che si confronti con la genesi del gioco, del rito e del teatro, con le ragioni profonde della poesia, riprendendo anche il contatto con i processi collettivi e con l’orizzonte della città in particolare. A una drammaturgia comunitaria sono necessari dei radicamenti stabili in un territorio per ricreare una cultura di gruppo, in grado di costruire nuove relazioni e una ricchezza di scambi simbolici che si sviluppi in un riordinato orizzonte antropologico. Questo comporta un’inversione di tendenze, che smobiliti apparati ed egemonie dello spettacolo, per dare spazio a piccoli gruppi e a una rete istituzionale capace di garantire le forme di una teatralità diffusa. La rifondazione del teatro esige che si torni a pensare la scena come luogo di forti intenzionalità etiche, civili, artistiche, muovendo dalla decostruzione di sistemi storicamente dati, come orditura di forme e di convenzioni chiuse. Occorre perciò mettere in questione lo statuto della rappresentazione ed esplorare nuovi modelli performativi, aperti a trasformazioni reali di poetiche e di linguaggi, a più articolate strategie educative, in un fervido dialogo tra culture artistiche e comunità di appartenenza.
€ 20,00

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