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Sociologia

Globalizzazione: nuove ricchezze e nuove povertà
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2001 | pagine: 178
Anno: 2001
La globalizzazione viene comunemente rappresentata come complesso di fenomeni dotato di un dinamismo inarrestabile, alla stregua di una forza della natura. La rapida strutturazione su scala mondiale dei flussi di merci, capitali e nuove tecnologie è all’origine di trasformazioni economiche, politico-sociali e culturali dagli esiti non facilmente immaginabili. Per molti questa realtà che contrassegna la nostra epoca va salutata con estremo favore. Essa costituisce la forma compiuta del grande ideale liberale: una sempre più ampia integrazione dell’economia planetaria andrebbe generando uno straordinario accrescimento della prosperità, i cui vantaggi ricadrebbero anche sui paesi poveri. E tuttavia, questa rappresentazione mostra la sua parzialità proprio a fronte dell’inconfutabile evidenza di un crescente divario non solo tra paesi ricchi e paesi poveri, ma anche all’interno delle stesse società e democrazie dell’Occidente. Sorgono allora domande ineludibili per chi ha a cuore un profilo di civiltà che non si contragga attorno al mero interesse economico, ma abbia consistenza etica: la globalizzazione è un processo a cui lasciare uno svolgimento del tutto indipendente, o non va piuttosto orientata? Come immaginare un ruolo nuovo della politica perché la competizione non trionfi sulle istanze della giustizia? In quali maniere e attraverso quali soggetti la comunità internazionale, nelle sue diverse articolazioni, deve operare per porre un argine agli elevati costi di questa nuova frontiera del capitalismo? Queste preoccupazioni accomunano le autorevoli riflessioni qui pubblicate. Nella loro diversità, esse si compongono attorno all’esigenza decisiva di un nuovo umanesimo, che richiede il rigore del pensiero, l’intransigenza dell’etica e il cuore della solidarietà. Le inedite questioni poste dalla globalizzazione domandano non meno di questo, se non si rinuncia all’idea di una società che dia forma al proprio destino anziché abbandonarsi inerme al corso degli eventi.
€ 14,00
Sociologia e metasociologia. Itinerari di ricerca
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 200
Anno: 2000
Gli itinerari di ricerca raccolti in questo volume invitano a prendere in considerazione il dibattito sui rapporti tra sociologia e metasociologia attraverso la documentazione di alcuni contenuti e momenti del confronto che si è sviluppato su questi temi negli Stati Uniti d’America. L’ipotesi interpretativa della ‘metasociologia’ – se la si ritiene valida – può essere utilizzata per ricostruire tutta la storia del pensiero sociologico, dai classici dell’Ottocento fino alle più complesse teorizzazioni dei nostri giorni. A tale scopo, una particolare attenzione è riservata alle indagini sociologiche di Simmel, che ha cercato di definire il ‘posto’ della nuova scienza della società nell’orizzonte culturale del suo tempo, distinguendosi dai fautori di una concezione totalizzante della sociologia e ultrasocializzata dell’uomo. Per meglio definire la realtà, il ruolo e le funzioni dell’attore sociale, sviluppando un confronto con nuove possibili interpretazioni, sono considerate alcune prospettive teoriche che propongono soluzioni per i tradizionali dualismi sociologici (olismo/individualismo, azione/struttura, attore/sistema) in cui possono trovare spazio nuovi significati e nuove valenze del termine persona. La questione più generale della precomprensione antropologica dell’attore sociale è richiamata attraverso la elaborazione di una mappa di contenuti filosofico-antropologici che rinviano a un livello di analisi forse inusuale tra i sociologi, ma che riguarda indubbiamente una delle radici del discorso sociologico contemporaneo. Tutto ciò risulta importante anche per definire la specificità dello statuto scientifico della sociologia. In questo senso, è opportuno evidenziare che le definizioni della metasociologia proposte negli interrogativi finali hanno a che fare con una scelta cruciale per la sociologia: la sua chiusura autoreferenziale o la sua apertura nei confronti delle altre scienze umane e sociali. Gli itinerari di ricerca qui sviluppati possono contribuire a chiarire i termini di tale scelta. L’intento è quello di servire alla causa del pensiero sociologico e del suo sviluppo nell’ambito delle dinamiche culturali – sempre più complesse – che interessano il mondo d’oggi.
€ 15,00
La formazione continua a sostegno dello sviluppo locale. Un'analisi di alcune realtà rurali trentine
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2000 | pagine: 216
Anno: 2000
E' noto il ruolo strategico della formazione iniziale e continua: migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, specialmente in determinati segmenti professionali. Il volume presenta, a tal proposito, i risultati di un ampio lavoro di ricerca che ha interessato alcune zone rurali in ritardo di sviluppo.
€ 14,46
Percorsi di integrazione tra sociale e sanitario. Una esperienza di assistenza domiciliare agli anziani
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 200
Anno: 1999
Alcune tendenze presenti nei servizi sembrano contrastare i processi di integrazione tra sociale e sanitario di cui pur si avverte la necessità in molte situazioni. Le dinamiche di differenziazione funzionale caratteristiche delle società complesse inducono – e talvolta determinano – la separazione degli ambiti di attività e di gestione dei servizi: le sfere del socio-assistenziale e del sanitario non sono esenti da queste pressioni sistemiche, che sono all’origine di vari fenomeni di autoreferenzialità burocratica e organizzativa. In rapporto a tali tendenze è importante sottolineare che il problema dell’integrazione dei servizi rappresenta una costante nel dibattito sulle politiche sociali, soprattutto nel caso delle cure a lungo termine. L’esperienza della ricerca-intervento, documentata in questo volume, consente di dimostrare come – in un territorio relativamente omogeneo, qual è quello del Meratese – sia possibile promuovere elevati livelli d’integrazione all’interno di un settore sempre più strategico, come quello dell’assistenza domiciliare agli anziani. Realizzata prima dell’entrata in vigore del Piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000, questa ricerca-intervento ha anticipato alcune delle acquisizioni più significative proposte dal Piano stesso. L’integrazione socio-sanitaria è stata collocata tra gli obiettivi primari per la gestione e l’organizzazione della risposta ai bisogni di salute dei cittadini: proprio l’assistenza domiciliare integrata viene descritta nel Piano nazionale come l’ambito che richiede e realizza in modo esemplare questo tipo d’integrazione. Curare a casa consente, infatti, di realizzare un cambiamento sostanziale nella prospettiva terapeutica, promuovendo il passaggio «dal malato che ruota attorno alle strutture erogatrici, alle strutture e alle professioni che assumono come centro di gravità la persona con i suoi bisogni».
€ 16,53
La formazione e lo sviluppo. Un confronto tra Italia e Francia
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 232
Anno: 1999
Il presente volume affronta due temi – la formazione e lo sviluppo – da tempo al centro della riflessione e della ricerca sociologica. Esso ripercorre le tappe più significative del dibattito che si è sviluppato sui processi di interdipendenza tra questi due termini, portando alla luce il ‘doppio rovesciamento’ di prospettiva verificatosi nell’arco di cinquant’anni riguardo ai paradigmi interpretativi sottesi e delineando le chiavi di lettura che connotano la fase attuale. A muovere la riflessione è la nuova centralità riconosciuta oggi, nel dibattito italiano e internazionale, alla formazione come risorsa per lo sviluppo. Nell’investimento in formazione, in particolare, viene individuato ottimisticamente un fondamentale strumento di lotta alla disoccupazione, di sostegno alla competitività dei sistemi produttivi, di integrazione lavorativa e sociale, in risposta alle sfide avanzate dalla crescente globalizzazione dei mercati e dalle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro. Tuttavia, a fronte della complessità delle connessioni che legano i sistemi formativo, produttivo e occupazionale, si incrina l’illusione di realizzare tra loro un adeguamento funzionale, ed emerge la necessità di adottare un approccio di studio ‘multidimensionale’ che tenga conto dell’intreccio tra dimensioni economiche, fattori sociali e vincoli istituzionali, da cui non può prescindere l’approfondimento del rapporto tra formazione e sviluppo. La riflessione condotta offre la cornice teorica per affrontare alcune questioni fondamentali in ordine all’assetto degli odierni sistemi formativi, al rapporto tra i sotto-sistemi scolastico e della formazione professionale, e i sistemi produttivo, occupazionale e sociale, in ordine alla programmazione delle politiche formative e delle responsabilità (non solo) istituzionali in materia; questioni che divengono terreno di approfondimento nell’analisi delle esperienze italiana e francese, e più specificamente di due realtà regionali assunte come esempi esplicativi delle trasformazioni in atto in entrambi in paesi: il Rhone Alpes e l’Emilia Romagna.
€ 20,00
Gli artigiani del futuro. Da un progetto di ricerca a un percorso formativo
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1999 | pagine: 280
Anno: 1999
L'imprenditoria artigiana rimane un fattore molto vitale del sistema economico italiano, trovando nei modelli produttivi emergenti (il cosiddetto 'post?fordismo') nuove opportunità di sviluppo. Poco però si sa delle ragioni che inducono ogni anno decine di migliaia di lavoratori a scegliere la strada della micro?imprenditorialità artigiana, delle risorse che li sorreggono, delle difficoltà che incontrano, delle domande che esprimono. La ricerca qui presentata, svolta da una équipe del Dipartimento di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano su incarico del Ministero dell'Industria, Direzione generale dell'artigianato, tenta per la prima volta di esplorare questi temi, attraverso un'indagine su un campione rappresentativo di mille giovani artigiani di tutta Italia. I risultati non solo confermano le differenze territoriali e settoriali che caratterizzano il mondo dell'imprenditoria artigiana, ma mostrano anche tratti inattesi: l'importanza dell'istruzione, la vitalità dell'imprenditoria familiare, l'emergere di un volto femminile dell'artigianato. La seconda parte del volume presenta poi un itinerario formativo mirante a sviluppare le capacità imprenditoriali dei giovani artigiani, sperimentato nel corso del progetto a Milano, Roma e Napoli.
€ 15,49
Terzo settore: i molti volti del caso italiano
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 174
Anno: 1997
Il terzo settore rappresenta ormai una componente fondamentale della società italiana: è infatti sotto gli occhi di tutti la rilevanza societaria dell’azione svolta dalla pluralità di organizzazioni non-profit che lo costituisce e che comprende tra gli altri – come è noto – il volontariato organizzato, la cooperazione sociale, l’associazionismo sociale, le fondazioni sociali. Proprio la differenziazione interna dell’area e il ruolo che, nel complesso, essa può svolgere nel Paese alla luce dei nuovi orientamenti di politica sociale, sono al centro del presente volume il quale, a partire dalla più recente riflessione sociologica e attraverso il sostegno della ricerca empirica, offre interessanti categorie interpretative circa la natura del terzo settore, le sue articolazioni, la sua morfogenesi. In particolare nel testo sono richiamati i tratti distintivi del fenomeno in esame, sono rese visibili alcune soggettività finora poco esplorate, sono indagati e messi a fuoco alcuni indicatori di forza o di debolezza delle organizzazioni di terzo settore. Sono, inoltre, considerati i trade-offs tra le diverse organizzazioni di terzo settore e gli altri soggetti sociali, in particolare afferenti allo Stato e al mercato. Da essi emerge chiaramente che il terzo settore italiano sembra essere giunto ad un bivio: o si emancipa dalle diverse dipendenze – di natura economica, strutturale e anche culturale – che lo legano in modo tuttora prevalente allo Stato e in modo emergente al mercato e riafferma la propria identità societaria oppure il rischio di estinguersi nell’uno o nell’altro polo sembra assumere attualmente molta più consistenza che in passato. In tale querelle, l’autonomia sociale rappresenta il banco di prova delle organizzazioni di terzo settore, costituendo, al tempo stesso, una sfida e una risorsa cruciale.
€ 12,00
La corsa di Pinocchio
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 172
Anno: 1997
Pinocchio, il libro più diffuso e tradotto nel mondo dopo la Bibbia e il Corano, è stato sottoposto nel corso di un secolo a interpretazioni numerosissime e molto diverse, da quelle pedagogiche e letterarie a quelle storico-politiche, semiologiche, psicoanalitiche ed esoteriche. Questo saggio cerca di dimostrare che è possibile rileggere oggi in modo innovativo il capolavoro di Collodi, facendone risaltare il carattere archetipico e insieme di grande attualità. L’esplorazione avviene con un approccio inconsueto e un metodo originale, ai bordi tra scienze sociali e critica letteraria, e sviluppa una continua attenzione al testo e alla sua sotterranea valenza simbolica e poetica. Singolare è la prospettiva interpretativa, che sottolinea l’ipotesi di Pinocchio come campione della velocità, con i significati e le implicazioni del suo continuo correre e saltare. Quattro gli argomenti fondamentali affrontati: il tempo, visto tra l’altro nei rimandi tra passato, presente e futuro; lo spazio e il territorio; il denaro, esaminato nella sua relazione con la fame e con il lavoro; la morte e la salvezza, con il richiamo ai temi della violenza, dei valori e delle virtù. Dopo un raffronto tra Pinocchio e Il piccolo principe di Saint-Exupéry, il saggio si conclude ponendo in evidenza gli elementi lirici del racconto collodiano e ne indica in Pinocchio stesso, sorprendentemente, il polo poetico fondamentale.
€ 13,00
Giovani di periferia. Un'indagine in tre quartieri della metropoli milanese
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1997 | pagine: 268
Anno: 1997
Il problema della marginalità giovanile nelle periferie delle metropoli si va profilando come una delle grandi questioni sociali di fine secolo. Le dinamiche dei sistemi economico-produttivi stanno sgretolando i rapporti sociali costituiti intorno alle grandi fabbriche, con le loro occupazioni operaie tutelate e garantite, in grado di distribuire sicurezza, benessere, crescente accesso ai consumi. Le nuove imprese, piccole e flessibili, per i giovani delle periferie significano soprattutto precarietà, insicurezza, «cattivi lavori». Marginalità, disorientamento, assenza di prospettive e, per alcuni, aggregazioni e comportamenti devianti, sono l’esito visibile di questi processi. Ma della condizione, dei percorsi, delle esperienze di socializzazione, della faticosa ricerca di occupazione dei giovani di periferia in realtà si sa poco. La Fondazione Moneta ha voluto contribuire a colmare qualche lacuna, promuovendo la ricerca qui presentata in collaborazione con il Centro Sociale Ambrosiano. Sono stati così studiati tre quartieri periferici a rischio della metropoli milanese: uno ai margini del territorio urbano; uno nell’immediato hinterland; uno ubicato nel territorio della provincia. In queste aree sono state raccolte le storie di 83 giovani, analizzate e commentate nel presente volume. Tra i principali spunti di riflessione offerti dalla ricerca, vale la pena di sottolineare il prolungamento dei percorsi di inserimento lavorativo, la diffusione di lavori precari e irregolari frammisti alla disoccupazione vera e propria, le ambivalenze della protezione offerta ai giovani dalle famiglie d’origine, il rapporto con le forme di socializzazione riscontrabili negli ambienti giovanili di periferia. Dall’analisi derivano poi tre piste di intervento sociale: il rafforzamento delle iniziative di informazione, orientamento, aggregazione; il rilancio di attività di formazione professionale mirate rispetto alle caratteristiche di queste fasce giovanili; il ricorso alla cooperazione sociale.
€ 13,43
Qualificare per la formazione. Il ruolo della sociologia
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1996 | pagine: 280
Anno: 1996
All’interno del vasto processo di trasformazione che sta investendo tutto il polo universitario umanistico, con la finalità non secondaria di ridisegnare in modo più razionale (più specialistico e più omogeneo allo stesso tempo) il futuro assetto culturale e professionale dei quadri della formazione scolastica ed extrascolastica (insegnanti, educatori, formatori), la sociologia dell’educazione, che in questo nuovo quadro assume ormai il ruolo di insegnamento fondamentale, può trovare un’inedita e cogente occasione di riflettere su se stessa, sul proprio ruolo politico-culturale (ambito teorico, legami interdisciplinari), e, insieme, sui propri paradigmi scientifici e sulla propria pratica didattica. In un momento di grave crisi – economica, sociale, politica, di idee e di convivenza –, in un momento anche di grande incertezza e confusione culturale, in cui il frastuono della comunicazione, della contrapposizione, della rivalsa, del ‘nuovismo’ coatto, rischia di spezzare i fragili fili della riflessione, di prevaricare o ignorare il paziente e sommesso lavoro della conoscenza e della ricerca, di sovrapporsi con la sua rozzezza e le sue mistificazioni all’instancabile ricostruzione e conservazione della memoria, alla non frettolosa elaborazione di ragionevoli o utopici progetti, anche la sociologia, nel proporsi come supporto alla qualificazione di un sistema educativo che incide pesantemente sulla vita e sul destino sociale degli individui e dei gruppi, non può sottrarsi all’impegno etico di farsi carico della complessità e della pluralità dei progetti di vita, attraverso il rifiuto critico della loro riduzione e ‘normalizzazione’ e il contributo a interpretarli e a realizzarli dentro un progetto complessivo di maggiore incidenza della formazione sui processi di mutamento e di interazione sociale. Questo libro, a cui hanno collaborato molti docenti aderenti alla Sezione di Sociologia dell’Educazione dell’AIS, mentre ricostruisce l’attuale quadro complesso e differenziato dei processi educativi, vuol essere anche un contributo al coraggioso e non facile progetto di ristrutturare le diversificate e complementari professionalità dell’area della formazione: area vasta e centrale, sia sul piano concreto che simbolico, dove forte permane il bisogno di minore improvvisazione, di analisi più profonde e di strumenti di interpretazione e di intervento flessibili e multidimensionali.
€ 17,56
Una promessa disattesa. Lo sviluppo locale nell'esperienza francese
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1996 | pagine: 428
Anno: 1996
Il disegno del volume prende avvio da una ricognizione critica della letteratura francese in tema di sviluppo locale. La scelta di questo caso nazionale, cioè di un paese caratterizzato da una tradizione fortemente centralizzatrice e da un pervasivo intervento dello Stato nell’economia, può a tutta prima apparire paradossale. Tuttavia, proprio la sostanziale residualità dei sistemi produttivi locali nell’esperienza francese consente di cogliere in maniera più immediata la valenza euristica posseduta dagli studi sullo sviluppo locale, e al tempo stesso di rivalutare l’importanza di una dimensione che questi ultimi hanno sostanzialmente trascurato: quella della regolazione politica dell’economia. A diversi anni dall’avvio del processo di decentralizzazione lo sviluppo locale in Francia appare una «promessa disattesa»: i percorsi di crescita delle diverse società locali assumono configurazioni analoghe e in gran parte predefinite, nel tentativo di attrarre le medesime risorse umane, materiali e simboliche; l’inclusività tradizionalmente associata alla rilocalizzazione dell’economia è a sua volta posta a repentaglio dalla selettività, dal punto di vista territoriale e da quello sociale, degli attuali processi di crescita. La riflessione proposta presenta caratteri di notevole originalità grazie alla scelta di ricondurre a un medesimo modello interpretativo una serie di esperienze idealtipiche che la letteratura è solita trattare disgiuntamente. Lo spessore teorico della riflessione svolta consente di proporre un approccio alla questione dello sviluppo che dà conto dell’imprescindibile contributo della sociologia alla comprensione del comportamento economico.
€ 33,57
L' apprendimento nel tirocinio: una guida per supervisori e studenti
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 1995 | pagine: 216
Anno: 1995
Questo libro, scritto da due assistenti sociali e insegnanti della Scuola di Servizio Sociale della Loyola University di Chicago, costituisce un’originale guida al tirocinio per supervisori, studenti e per tutti coloro che si occupano di formazione degli studenti assistenti sociali. Si tratta di un manuale che, attraverso suggerimenti, analisi, presentazione di strumenti e griglie dettagliate, si propone di accompagnare lo studente ed il supervisore nell’esperienza di tirocinio, affinché l’apprendimento dalla pratica possa assumere un profilo più preciso ed efficace. La sottolineatura del rapporto fra apprendimento ed insegnamento è la costante di tutto il testo ed il rapporto tra studente e supervisore viene analizzato nei diversi aspetti tecnici, psicologici ed educativi. Esempi pratici di alcune modalità di registrazione, esperienze di gioco di ruolo, l’analisi dei modelli di apprendimento degli studenti sono strumenti che possono dare maggior significato all’esperienza di tirocinio ed aiutare il supervisore nel suo ruolo di formatore. Le autrici connotano l’esperienza di tirocinio soprattutto in termini di crescita personale e professionale e pongono l’accento sulle tappe del percorso formativo e su alcuni aspetti nodali, conoscenza di sé, uso del sé, integrazione di teoria e pratica, valutazione e autovalutazione. Viene inoltre valorizzata la figura ed il ruolo del tutor, che ha un compito di coordinamento tra i soggetti in gioco nel tirocinio, studente, scuola ed enti.
€ 12,39

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