Tutti i libri di di Vita e Pensiero (186)

Libri

La metafisica della storia in Platone La metafisica della storia in Platone
Anno: 1992
L’opera che presentiamo è stata composta da Gaiser, su richiesta del “Centro di ricerche di metafisica”, utilizzando la seconda parte del suo scritto più famoso Platons ungeschriebene Lehre, per intero ristrutturata, con modificazioni, aggiunte e complementi di vario genere, e con una raccolta in appendice dei testi essenziali di Platone su queste tematiche, in edizione bilingue. Già Werner Jaeger aveva scritto che, per quanto possa sembrare paradossale, il problema della storia in Platone è veramente essenziale. Jaeger ha ben capito il problema, ma non ha saputo affrontarlo e risolverlo. Questo libro di Gaiser è appunto la soluzione di quel problema, la prima proposta a livello internazionale, presentata in modo sistematico e globale. Gaiser, nell’interpretare tutti i passi di Platone su questa tematica, si fonda sulla dottrina platonica dei Principi Uno -Diade, Unità-Molteplicità, nonché sulla struttura bipolare e sul nesso particolare che lega i medesimi, e fa vedere come, proprio in base al rapporto dinamico e dialettico di tali Principi (che sono, poi, i Principi del Bene e del Male), Platone spieghi tutta la storia del cosmo, della Polis e del singolo uomo, nella sua genesi e nel suo sviluppo, con una coerenza e con una compattezza veramente notevoli. Platone emerge, in tal modo, come colui che, per primo nell’ambito del pensiero occidentale, ha interpretato la storia nei suoi aspetti di fondo in modo ancora oggi assai interessante e stimolante.
€ 20,66
Del Sublime Del Sublime
Anno: 1992
È la prima edizione (a cura di C. M. Mazzucchi) della più celebre opera di critica letteraria dell'Antichità che si basi su una collazione integrale di tutti i manoscritti conosciuti, esame che ha fra l'altro permesso di stabilire i due filoni testuali della ricca tradizione cinquecentesca. I capitoli dell'lntroduzione e l'ampio commentario, che si fonda su un approfondito esame parallelo della trattatistica retorica grecoromana e si affianca a quello oxoniense di D.A. Russell (1964), mirano a collocare l'opera nel suo specifico contesto culturale, databile con grande verosimiglianza alla piena età augustea. La traduzione si sforza di riprodurre lo stile dell'originale nelle sue varie gradazioni. Gli ampi e dettagliati indici facilitano una fruttuosa consultazione del volume.
€ 20,66
Sulle orme dell'antico. La tragedia greca e la scena contemporanea Sulle orme dell'antico - La tragedia greca e la scena contemporanea
Anno: 1991
La scena teatrale ha sempre svolto un ruolo fondamentale nell'elaborazione collettiva della coscienza tragica. Se è vero che oggi gli artisti di teatro più profondi e originali che danno voce al sentimento tragico non sembrano per lo più muoversi sulla falsariga della tragedia, è vero peraltro che questo genere ereditato dalla tradizione è vischioso e che il modello antico non cessa di affascinare la creazione moderna. Possono quell'antropologia e quella drammaturgia antica mettere in gioco ancora le nostre domande sul tragico? Che cosa di fatto avviene quando il mito o il testo della tragedia antica entra in collisione con filosofie, ideologie, convenzioni, istanze comunicative attuali? Come dialoga il modello con la contemporaneità? Sono questi gli interrogativi sottesi ai saggi che qui presentiamo, articolati in due parti. La prima, affidata a studiosi del mondo greco, riflette sul funzionamento di un congegno capace di portare a galla un vissuto angoscioso, ma anche di controllarlo, ed evidenzia i segni della crisi già tuttavia presenti in una macchina rassicurante. Non è facile, infatti, raggiungere e mantenere stabilmente un equilibrio nell'elaborazione del tragico; I'intuizione della “fralezza del destino umano” si riaffaccia continuamente sul disincantato e sulla paura. Nella spinta a trasformarsi, interna alla tragedia fin dalla sua origine, sta forse la base di una duttilità a modellarsi su contenuti sempre nuovi che provoca e alimenta l'inchiesta della modernità. I saggi della seconda parte analizzano alcuni momenti della scena degli ultimi decenni in cui la tragedia antica si plasma sui temi ideologici del nostro tempo e si offre come paradigma ideale per progetti di rinnovamento del teatro volti a ritrovare, in un confronto con le radici, i connotati della comunicazione teatrale che il tempo ha depotenziato o smarrito. Quel che interessa indagare, dunque, sullo stimolo della tragedia antica che attraversa il moderno, è, insieme, una filosofia dell'esistenza e una filosofia della scena.
€ 18,59
Dal Monastero di S.Ambrogio all'Università Cattolica Dal Monastero di S.Ambrogio all'Università Cattolica
Anno: 1991
€ 66,00
Il senso delle aporie nei dialoghi di Platone. Esercizi di avviamento al pensiero filosofico Il senso delle aporie nei dialoghi di Platone - Esercizi di avviamento al pensiero filosofico
Anno: 1991
Michael Erler 1953 con questo libro si impone in primo piano fra i giovani studiosi tedeschi nell'ambito del nuovo paradigma ermeneutico nell'interpretazione di Platone. Egli esamina a fondo i dialoghi aporetici (in particolare Lachete, Ippia minore, Eutifrone, Carmide, Eutidemo), e li reinterpreta in funzione dei peculiari nessi fra scrittura e oralità, che per la comprensione dei dialoghi di Platone risultano essere determinanti: non solo per la comprensione di quelli scritti nella maturità e nella vecchiaia, ma anche per quelli scritti nella giovinezza, che sono tipicamente aporetici. Erler, come tutti coloro che si muovono nell'ambito del nuovo paradigma ermeneutico, parte della critica della scrittura che Platone presenta nelle pagine finali del Fedro. ma vi apporta cospicue novità, facendo vedere, in maniera dettagliata, quale fosse lo sfondo storico-culturale che rende particolarmente comprensiva e significativa quella critica. All'epoca di Platone il libro si stava staccando dal suo autore; si imponeva come strumento anche indipendentemente dall'oralità e dal maestro; stava nascendo il lettore solitario. La critica della scrittura e il modo con cui sono impostati e concepiti gli stessi scritti di Platone, intendono essere appunto una precisa presa di posizione per frenare e correggere queste tendenze. Lo scritto, secondo Platone, non sostituisce l'oralità, ma ha sempre bisogno di essa. gli stessi dialoghi teoretici, riletti in questa ottica, si rivelano essere più ricchi e più costruttivi.
€ 32,00
Johann Georg Hamann. Vol. II. In domo patris. 1760-1763 Johann Georg Hamann - Vol. II. In domo patris. 1760-1763
Anno: 1991
€ 49,06
Teologia cosmica e metacosmica. Per una nuova interpretazione dei dialoghi perduti di Aristotele Teologia cosmica e metacosmica - Per una nuova interpretazione dei dialoghi perduti di Aristotele
Anno: 1991
Da alcuni lustri, ormai, la celebre interpretazione che Werner Jaeger aveva dato di Aristotele – la quale adottava come canone ermeneutico la sua evoluzione spirituale, che sarebbe partita dalla teologia, sarebbe passata attraverso la metafisica dell’essere per giungere alla fine al modello della scienza empirica di stampo quasi positivistico –, non solo è caduta in crisi, ma viene oggi giudicata (pur avendo avuto in passato un grande successo) decettiva e errata sotto molti aspetti, soprattutto perché è risultata essee priva di adeguati fondamenti storici. Tuttavia la convinzione che le opere pubblicate da Aristotele fossero giovanili, ha resistito e continua ad essere ripetuta. Nella grande edizione dei frammenti delle opere perdute di Aristotele pubblicata da O.Gigon nel 1987 si rompe, finalmente, questo schema. Gigon sostiene, infatti, che, in ogni caso, posto anche che queste opere pubblicate fossero giovanili (cosa che peraltro non è né dimostrabile, né verosimile), resterebbe pur sempre vero che fino alla sua morte Aristotele ha considerato i suoi dialoghi espressione adeguata del suo pensiero. Bos si era avviato su questa linea già prima di Gigon, in una serie di articoli, e in questo libro, basandosi soprattutto su un dialogo centrale, l’Eudemo o sull’anima, mostra come le opere pubblicate contenessero un aspetto del pensiero di Aristotele, senza il quale non si comprendono, se non parzialmente, le opere di scuola non pubblicate, che ci sono pervenute e sulle quali esclusivamente ci siamo sempre basati. Nelle opere di scuola Aristotele non ripudiava affatto le cose che aveva scritto in quelle pubblicate, ma seguiva un diverso metodo, complementare a quello seguito nelle altre. Egli distingueva due livelli di discorso: quello che ha le sue radici nell’antica tradizione dei teologi, che fa uso del mito ed esprime anche convinzioni di fede metarazionali, e quello fondato sull’esperienza e sulla pura ragione. Ma, come Platone, Aristotele ha proposto una corrispondenza fra ciò che può essere detto muovendosi su questi due piani: la filosofia dovrebbe intendersi come una dimostrazione razionale di quella prospettiva trascendente in cui il filosofo pone la sua fede. Come i dialoghi platonici non si intendono perfettamente senza le sue dottrine non scritte tramandateci dalla tradizione indiretta, così, analogamente, sia pure in differente misura e in differente rapporto, le opere di scuola di Aristotele pervenuteci non si intendono appieno senza ricuperare il senso di fondo di ciò che egli ha detto in quelle pubblicate, che noi oggi possiamo ricuperare solo per frammenti, ma che vengono ad avere una importanza essenziale. Questa di Bos è un’opera nuova, alla quale dovrà fare necessario riferimento ogni studioso di Aristotele, e apre molte prospettive che promettono di essere assai feconde.
€ 28,00
La cultura postmoderna. Conseguenze socio-culturali dello sviluppo tecnico La cultura postmoderna - Conseguenze socio-culturali dello sviluppo tecnico
Anno: 1991
Koslowski progetta una cultura postmoderna in grado di riprendere gli elementi della tradizione del diritto naturale, del liberalismo, del romanticismo europeo e dell'idealismo tedesco che più hanno influito sul pensiero contemporaneo. In tal senso la ricerca si propone come un'analisi unitaria e completa delle forme in cui la cultura attuale, generata soprattutto dallo sviluppo tecnico, si esplica nella scienza, nell'economia e nell'arte. Filosofia, teorie sociali, pluralismo, tecnica e problemi dei diritti umani si intrecciano in una nuova coscienza culturale che si rivela in un rafforzato e diffuso interesse per l'arte e la religione come pure in una attenzione rinnovata per la dimensione più interiore dell'uomo.
€ 15,49
Chiesa e democrazia. Da Leone XIII al Vaticano II Chiesa e democrazia - Da Leone XIII al Vaticano II
Anno: 1991
Alcuni momenti del tormentato rapporto fra la Chiesa e la democrazia liberale: Leone XIII, Sturzo, Maritain, Pio XII, il concilio Vaticano II sono assunti come i rappresentanti maggiori di un processo ideale, fatto di consensi e di dissensi, in cui gli eventi storici e la volontà degli uomini rimettono continuamente in discussione un rapporto, che non è mai riducibile ad una formula.
€ 22,00
I grandi amici I grandi amici
Anno: 1991
Un’autobiografia non è soltanto la testimonianza di un vissuto personale, ma anche un documento storico che analizza le multiformi relazioni sociali e culturali del protagonista. In quest’opera Raissa Maritan fa la storia della sua vita con Jacques attraverso gli anni inquieti dell’impegno sociale nel mondo. Basta scorrere l’indice dei nomi citati per accorgersi che questo diario si estende su tutti gli aspetti della cultura contemporanea, dalla filosofia alla politica, dalla teologia alla letteratura, dalle arti figurative alla musica. Si può non solo cogliere il significato dell’amicizia spirituale dei maritain con i loro maestri, da Henry Bergson a Léon Bloy, da Charles Péguy a Georges Roualt, ma anche verificare l’estensione della loro influenza culturale sui protagonisti della cultura europea: da Paul Claudel a Julien Green, da Gino Severini a Marc Chagall, da Erik Satie ad Artur Lourié, senza dimenticare alcune conversioni clamorose come quelle di Ernest Psicari e Jean Cocteau. Questo diario è anche la narrazione sincera ed appassionata di un amore coniugale e di un apostolato familiare, perché l’intuizione creativa di Raissa e la riflessione filosofica di Jacques si condizionano reciprocamente. La nuova edizione de I Grandi Amici è integrata da un appendice con testi inediti e con due poesie di Raissa riguardanti la musica e la pittura che dimostrano la profonda unità della creazione artistica qualunque sia la forma poetica, musicale, figurativa nella quale si esprime.
€ 22,00
La drammaturgia della Settimana Santa in Italia La drammaturgia della Settimana Santa in Italia
Anno: 1991
Pasqua, celebrazione dell'evento fondante del cristianesimo e come tale madre delle feste, della liturgia e del calendario, presenta una delle più complesse drammaturgie del tempo. Il termine drammaturgia cerca di cogliere l'articolata messa in scena di un fatto simbolico che si estrinseca in forme rituali, liturgiche, paraliturgiche, teatrali, parateatrali folcloriche, ecc., affrontate in maniera separata dagli studiosi di liturgia, di etnologia, di teatro, che non riescono così a rendere conto dell'intreccio costitutivo di rito e teatro insito in ogni memoria attualizzante della morte, passione e resurrezione di Cristo. L'interesse per la drammaturgia della settimana santa è motivato dalla ricchezza di forme drammatiche e drammatizzate che vanno dalle invenzioni proprie del periodo pasquale (come il Quem quaeritis, la Visitatio sepulchri, le Passioni, il Pianto della Madonna, gli apparati scenografici per i sepolcri del giovedì santo la deposizione dalla croce, la processione del Cristo morto, quella dell'incontro tra Cristo risorto e la Madre, ecc.) alle molteplici attività rituali, spettacolari e artistiche che l'attraversano (danza, fuochi d'artificio, riso pasquale, oratorio musicale, melodramma, canti narrativi processionali, laude, pupi e giganti di cartapesta, mascherate riti del sangue, questue, trionfi gastronomici, sacre rappresentazioni, “sfilate” di moda, ecc. Lo studio della ritualità e della teatralità della settimana santa nell'area italiana smentisce l'opinione comune di un teatro sacro e d'argomento religioso limitato, come vuole la storiografia tradizionale, al Medioevo. L'ampia documentazione esistente rivela al contrario una espansione del fenomeno lungo i secoli e pone in questione non pochi assunti teorici del sapere teatrale. Viene in evidenza infatti una drammaturgia diversa, ancora oggi più diffusa e praticata della forma chiusa ed elitaria del teatro classico. E dove sembra ripetersi l'antica contrapposizione tra Chiesa e teatro, ovvero tra due sistemi competitivi di comunicazione, si fa strada invece lo stretto rapporto che esiste tra i due, dal momento che nelle innumerevoli rappresentazioni della passione, morte e resurrezione di Cristo si afferma il mistero dell'incarnazione: I'invisibile che si veste di corruzione. Dio che si fa uomo. L'apparenza del teatro.
€ 32,00
Educazione familiare e società complessa Educazione familiare e società complessa
Anno: 1991
Le difficoltà dell'educazione familiare, come pure quelle della scuola, della chiesa, delle organizzazioni giovanili, si comprendono se collocate nel quadro generale della complessità, la quale rende molteplici le decisioni da prendere, talvolta massima la difformità circa i fini intermedi da conseguire, numerosi i mezzi e gli strumenti da impiegare. Nei vari tentativi di educazione dei genitori e dei figli bisogna quindi preoccuparsi di rielaboraTe le linee generali apportatrici di senso ai diversi interventi parziali, evitando che si disperdano nell'aprogettualità e nell'insignificanza. Ci si può domandare se ora sia più arduo di ieri il vivere nello stato sponsale e l'educare i figli con una certa prospettiva di felice riuscita. La risposta è senza dubbio affermativa, ma conviene pure aggiungere che le gioie di essere coniugi e genitori sono forse maggiori adesso che un tempo. Quanto più la società si specializza e la democrazia attinge forme mature tanto più i valori vissuti dagli adulti e di conseguenza dai minori sono da riscoprire e da giustificare, ove s'intenda prevenire l'eventualità che ognuno di essi si relativizzi con il passare del tempo. Spetta infatti ai primi insegnare ai secondi che alcuni mutano con il trasformarsi dei contesti culturale, sociopolitico, antropologico, ma che altri, più strettamente collegati con l'intimo della persona, si modificano sì quanto alle forme ma non alla sostanza. Tutte le istituzioni educative sono chiamate ad assolvere questo compito, cooperando con la famiglia a distogliere i giovani da una visione sin troppo facile, di carattere relativistico e immanentistico.
€ 19,63

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