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Donne da favola

08.03.2021
«Le favole, le fiabe, sono i nostri testi essenziali e contengono la saggezza di base della nostra esperienza umana». Così ci ha spiegato Alberto Manguel nell’intervista dedicata al suo ultimo libro Mostri favolosi. In occasione della festa della donna, abbiamo quindi scelto tre donne protagoniste delle fiabe raccontate dal grande scrittore argentino, per trovare un po’ di saggezza al femminile tra le pagine di alcuni classici della nostra infanzia: Cappuccetto Rosso, Alice nel paese delle Meraviglie e La bella addormentata. Senza dimenticare che il libro è dedicato a due bambine, le nipotine di Manguel: «Ad Amelia, che ama le principesse, e a Olivia, che preferisce i draghi».

CAPPUCETTO ROSSO
LA RIVOLUZIONARIA NELLA SELVA OSCURA
Cappuccetto rosso mi guida nella selva oscura come Dante, dice Manguel. In effetti nell’immaginario comune questa piccola bambina vaga pericolosamente nel bosco per andare a trovare la nonna, inviata dalla madre con vettovaglie al seguito, fino a quando incontra il lupo cattivo che ne farà un sol boccone. Dal punto di vista di Manguel però il lupo è solo un intermezzo.
«Il credo di Cappuccetto Rosso è lo stesso di Thoreau: la disobbedienza civile. Gli ordini dispotici della madre devono essere seguiti, certo, ma lo fa prendendosela comoda. Evitando il tragitto più breve tra la A e la Z, si allontana dalla retta via. […] A causa del suo divagare, il bosco prende vita, come pure il lupo, il boscaiolo, e l’avventura romantica della nonna. Senza questo spirito digressivo, Cappuccetto Rosso non sarebbe esistita. […] Perfino la presenza del lupo non è altro che un punto intermedio sulla strada verso la casa della nonna (che alla fine raggiungerà), perché la ragazzina disobbediente (disobbediente sia alle leggi materne sia a quelle presocratiche) sceglie i punti nei quali si fermerà di sua libera volontà. Cappuccetto Rosso è l’emblema della libertà individuale, ed è forse per questo che il cappuccio della Marianna rivoluzionaria francese è dello stesso colore.»


ALICE
EROINA DELLE PAROLE IN UN MONDO DI MATTI 
Alice è la madrina del libro: l’espressione Fabolous Monster, Mostri favolosi, è infatti tratta da questo surreale dialogo in Al di là dello Specchio:

L’Unicorno guardò Alice come in sogno e disse:
«Parla, bambina».
Alice non poté fare a meno di increspare le labbra in un sorriso nel rispondergli: «Ma lo sai che anch’io ho sempre pensato che gli Unicorni fossero mostri favolosi? Mai visto uno vivo prima d’ora!».
«Be’, ora che ci siamo visti l’un l’altro» disse l’Unicorno «se tu crederai a me, io crederò a te. Siamo d’accordo?». 

È la sigla di un patto tra realtà e immaginazione. Due piani che non sono così distanti. Il merito di Alice è quello di non scoraggiarsi davanti all’insensato e trovare la sua strada, con ironia, con razionalità, con coraggio. Il Paese delle Meraviglie altro non è infatti che il luogo folle in cui ci muoviamo ogni giorno, con tutte le sue complicazioni. Scrive Manguel: «Da bambina bene educata quale è, affronta l’irragionevolezza con la semplice logica. La convenzione (costrutto artificiale della realtà) si pone contro la fantasia (la realtà naturale). Alice sa istintivamente che la logica è il nostro modo per dare un senso al nonsenso e per scoprirne le regole segrete, e la applica spietatamente, anche con anziani e superiori, che si confronti con la Duchessa o con il Cappellaio Matto. E quando i suoi argomenti si mostrano vani, insiste per mettere almeno in chiaro quanto sia iniqua e assurda la situazione. Quando la Regina di Cuori domanda che la giuria dia “Prima la sentenza… poi il verdetto”, Alice risponde giustamente “Che stupidaggine!”. Questa è la sola risposta che merita la maggior parte delle assurdità del nostro mondo.»
Alice usa le parole e non smette di fare e farsi domande pur in un mondo capovolto e anche di fronte a un tribunale ingiusto. «Alice, alla fine del primo libro, si alza (letteralmente) in piedi per difendere le proprie convinzioni e rifiutarsi di tenere a freno la lingua. Grazie a questo supremo atto di disobbedienza civile, ad Alice viene concesso di svegliarsi dal proprio sogno. A noi, naturalmente, questo non è concesso.» Ma continuiamo a usare parole e a fare domande.

 
LA BELLA ADDORMENTATA
DONNA CONSAPEVOLE DEL TEMPO CHE PASSA
«Il nostro atteggiamento in questa epidemia è già stato raccontato in I vestiti nuovi dell’imperatore di Andersen (per coloro che si rifiutano di riconoscere la realtà scientifica), così come quello di coloro che accettano che saremo rinchiusi per almeno un altro anno (vedi La bella addormentata).» Come spiega Manguel, questa principessa delle fiabe è di grande attualità di questi tempi: con lei dorme infatti l’intero regno che cade sotto lo stesso incantesimo, il mondo attorno si ferma. «La sua è una storia sul tempo: tempo perduto, tempo posticipato, tempo d’attesa, di sogno, di inesperienza».
È anche la storia del tempo che passa. E di come vivere il tempo che passa, il corpo che invecchia. Come porsi di fronte a una certa idea di bellezza. Da addormentata, congelata, è bella, dopo? «Forse il vero maleficio della fata che il re dimenticò di invitare consisteva proprio in questo: non invecchiare serenamente, non progredire gradualmente nella conoscenza e nell’esperienza, non godere del volgere della ruota delle stagioni.
Ma essere condannata (per rimanere la donna addormentata vista dal Principe) a chirurgie plastiche, al botox, a protesi al seno, a iniezioni di siero estratto dalle ghiandole delle scimmie. Le rimane, però, un’altra scelta. Può rifiutare la maledizione, le benedizioni, i cortigiani addormentati, l’etichetta infranta dai suoi genitori, il Principe Costante. E, imitando Nora di Ibsen e Andrea di Carmen Laforet (due figlie odierne della Bella Addormentata), può sbattere la porta del Castello Incantato e affrontare il mondo a occhi spalancati».

(a cura di Velania La Mendola)
 
Mostri favolosi
Mostri favolosi
autore: Alberto Manguel
collana: Varia. Saggistica
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2020 | pagine: 328
«L’esperienza che ho del mondo l’ho imparata dai personaggi immaginari delle mie letture». A queste figure Alberto Manguel dedica un tributo incantevole e magico, impreziosito dalle sue illustrazioni.
€ 20,00

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