Johnny Dotti, l’entusiasmo di vivere ho incontrato

Johnny Dotti, l’entusiasmo di vivere ho incontrato

09.08.2022

«Spesso il male di vivere ho incontrato» scriveva Montale in uno dei suoi celebri versi. Ora, senza fare un torto al poeta, vorremmo cambiare il male in entusiasmo per descrivere il pedagogista Johnny Dotti. Attenzione però a non banalizzare la parola entusiasmo in felicità o altro.

«Sono soprattutto un entusiasta: c’è qualcosa – Qualcuno – che preme dentro di me, e tutto quanto faccio nella vita, assolutamente tutto, obbedisce soltanto al desiderio di farlo uscire»: così scrive il protagonista del romanzo di Pablo d’Ors Entusiasmo, appunto. Essere entusiasti significa letteralmente essere abitati da un’entità, essere invasi da una forza divina, da cui deriva il significato attuale di “viva agitazione dell’animo, onde proviene l’impeto dell’azione”, come si legge sul dizionario etimologico.  

Citiamo questo modo d’essere così particolare perché è quello che più si avvicina a Johnny Dotti, bergamasco, classe 1963, pedagogista come dicevamo, ma anche imprenditore sociale, amministratore delegato di ON impresa sociale e presidente di È-one abitare generativo. Dotti è stato presidente anche di CGM e di Welfare Italia servizi. In Università Cattolica dirige il Laboratorio di Analisi e gestione di fenomeni sociali complessi, attivo presso la cattedra di Sociologia. Nel Questionario di Proust 2.0 che gli abbiamo sottoposto non è certo un caso che ricorra spesso la parola vita con tutte le sue sfumature.

A Monica, sua moglie, ha dedicato l’ultimo libro pubblicato con Vita e Pensiero, Che cosa cercate? Dialoghi e Vangelo, scritto a quattro mani con l’amico don Mario Aldegani dopo Venite a mangiare con me. Una nuova convivialità per tornare umani. Sì, perché “l’essere abitati da Dio”, lo porta anche a confrontarsi attivamente con la parola del Vangelo, cercando le risonanze con l’oggi, con «la vita di tutti i giorni con i suoi problemi, affanni e desideri».  

Generare, condividere, dialogare, sono tutti verbi all’infinito che appartengono all’universo di Dotti e ai suoi molti libri, che non si fermano a essere parola scritta ma diventano azione. La sua stessa quotidianità è una scelta di condivisione, con altre famiglie, «accomunate da uno stile di vita che si ispira a quattro parole fondamentali: terra, essenzialità, ospitalità e preghiera» (dall’intervista su Credere). E su dialogo e vita non possiamo fare a meno di citare Papa Francesco, una frase che lo stesso Dotti ha inserito nel suo libro: «Il dialogo perseverante e coraggioso non fa notizia come gli scontri e i conflitti, eppure aiuta discretamente il mondo a vivere meglio, molto più di quanto possiamo rendercene conto» (Fratelli tutti).

  1. Il tratto principale del mio carattere Generoso e permaloso
  2. A 20 anni ero… Impulsivo  
  3. Oggi sono… Un po’ meno impulsivo   
  4. Quel che apprezzo di più nei miei amici La franchezza e la compassione, messe insieme  
  5. La più grande felicità Vivere la vita   
  6. Il dolore più profondo La morte di un amico e di un figlio  
  7. La mia occupazione preferita Seguire il ritmo della vita  
  8. Quel che detesto più di tutto L’ipocrisia  
  9. L’amore è… Vita  
  10. La città ideale è… Sul mare, direi Napoli in Italia. Anche se la città che mi ha colpito di più al mondo è stata Katmandù più di trent’anni fa
  11. Il colore che preferisco In questo momento il Blu  
  12. Il fiore che amo Peonia  
  13. I miei poeti preferiti Rainer Maria Rilke, David Maria Turoldo, Mario Luzi, Emily Dickinson, Alda Merini  
  14. Un verso di una poesia che mi è caro La notte lava la mente. // Poco dopo si è qui come sai bene, / file d’anime lungo la cornice, / chi pronto al balzo, chi quasi in catene. // Qualcuno sulla pagina del mare / traccia un segno di vita, figge un punto. / Raramente qualche gabbiano appare. (Mario Luzi)  
  15. La bevanda che prediligo… Acqua e vino bianco 
  16. Il libro sul comodino Purtroppo ne ho sempre più di uno…tra i vari in lettura e studio: Dalla fede antica all’uomo tecnologico di Hans Jonas e La rivelazione indiana di Simone Weil 
  17. Il mio personaggio letterario preferito (in questo momento) è Don Abbondio nei Promessi sposi, perché tutti siamo stati, almeno un po’, don Abbondio  
  18. Un’opera d’arte che bisogna vedere di persona almeno una volta nella vita… La pietà Rondanini di Michelangelo  
  19. I pittori che amo di più In Occidente: Giotto, Caravaggio, J. Vermeer, M. Chagall, D. Scazzosi  
  20. Il genere musicale che preferisco Tutti i generi  
  21. Un brano musicale che ascolto sempre volentieri Un aviatore irlandese prevede la sua morte di Angelo Branduardi  
  22. Un film che mi ha commosso… Francesco di Liliana Cavani 
  23. Il periodo storico in cui avrei voluto vivere… Benedico l’oggi, se avessi potuto avrei cercato di evitare la Riforma e la Controriforma nel XVI secolo, un vero disastro.   
  24. Un personaggio storico che ammiro Gandhi 
  25. Un personaggio storico che detesto Stando nel Novecento Stalin e Bill Clinton  
  26. Il luogo in cui mi piace scrivere A Cascina Caselle, dove abito  
  27. Il romanzo che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita La Storia di Elsa Morante 
  28. La scrittrice o lo scrittore del passato che avrei voluto conoscere Elsa Morante e Fedor Dostoevskij 
  29. La mia biblioteca è ordinata per… ordine alfabetico per autori, distinguendo letteratura, saggistica e filosofia. Hanno una libreria a parte i testi di Raimon Panikkar, C.G. Jung, Mircea Eliade e Thomas Merton 
  30. Un sogno per il presente Il coraggio di osare 
  31. Il futuro che vorrei per le prossime generazioni Una vita consapevole 
  32. Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza L’orgoglio 
  33. Il mio motto In questo momento: “fermati, arriverai prima” 

(a cura di Velania La Mendola)

 

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