Cusano e il volto di Dio

La viva immagine di Dio in Cusano

30.08.2021
Il cardinale inquieto
Il cardinale inquieto
autori: Sergio Massironi
formato: Libro
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L’immagine di Dio è quella impressa nel sudario. Il volto che offre la rappresentazione di un’umanità lesa nel suo profondo.

Nikolaus Kryfftz (Niccolò da Cusa) nasce nel 1401 a Kues am Mosel in Germania da una ricca famiglia di battellieri, mercanti di vino e armatori, figlio di Johann Kryffs Schiffer e Catherina Roemer, quest'ultima di origini ebraiche. La sua prima formazione è a Deventer, alla scuola dei Fratelli della vita comune.

Studia lettere all'Università di Heidelberg, nel 1423 si laurea in diritto a Padova, «scenario di una giovinezza in cui si intrecciarono contatti fondamentali che ne avrebbero orientato la riflessione e caratterizzato l’esistenza: un nuovo mondo, in cui non si indugiava in verbose discussioni di scuola». Sergio Massironi nel saggio Il cardinale inquieto fotografa bene la frenesia di quegli anni padovani «Tutto doveva essere rinnovato, non solo la scienza, ma la stessa convivenza umana».

L’autore ne parla anche durante l’incontro online di presentazione del libro «L’inquietudine di Cusano è pensiero vivo di un uomo che dice che la vita è ben più complessa dei teoremi»

Nel 1425 si reca a Colonia per intraprendere, in quella università, lo studio della filosofia e della teologia. Grazie ad Ugo Benci, famoso grecista senese, intraprende anche studi sulla cultura islamica e su Averroè.


«Sospeso tra Occidente e Oriente, tra mondo germanico e mondo mediterraneo, tra crisi e riforma», scrive Giovanni Cerro nella sua recensione al libro su L’Osservatore Romano, «Cusano può dirci molto su quel nodo apparentemente inestricabile che è il moderno».

I suoi interessi eclettici lo portano ad assimilare tutto il sapere del suo tempo: le correnti della filosofia e della teologia del Medioevo, la tradizione mistica, la nominalistica, la neoplatonica, l'averroistica. Senza impegnarsi con nessuna scuola, trasse elementi da tutte (in particolare da Agostino, Proclo, Teodorico di Chartres, Raimondo Lullo) e li unì in un'ultima grande sintesi della sapienza medievale, che nello stesso tempo costituisce l'inizio del patrimonio ideale dell'età moderna.

Ordinato sacerdote, partecipò nel 1432 al Concilio di Basilea, durante il quale finì per schierarsi per la tesi della supremazia papale.

Creato cardinale nel 1448, nel 1450 diventa vescovo di Bressanone, cerniera tra nord e sud del­le Alpi, e qui promosse la riforma disciplinare e la cultura religiosa nel clero, in Germania e nella sua diocesi, entrando in urto con Sigismondo duca del Tirolo.

Nel 1459 venne chiamato a Roma da Pio II come suo vicario generale partecipando all'elaborazione di riforme amministrative oltre che ecclesiali. Dedicò gli ultimi anni di vita a raccogliere le sue numerosissime opere di politica civile ed ecclesiastica, filosofia, teologia.

«Nei suoi scritti» dice Massironi in un’intervista a Letture.org «appare chiaro come lo specifico della capacità umana consista per l’individuo nel poter plasmare sé stesso. Tale chiamata all’auto-trasformazione, intesa come purificazione e maturazione delle proprie facoltà conoscitive, sensitive e morali, rivolte al vero, al bene e al bello, rappresenta il proprium humanum. Rispetto alle altre creature – che del Creatore sono solo un “dispiegamento”, senza alcuna capacità autonoma di sviluppo – l’essere umano è per Cusano proprio in tal senso una “viva immagine di Dio”».

Come può avvenire questa trasformazione? Cusano ne parla nel De visione Dei, che Massironi tratta nel libro «La faccia in cui Dio stesso si offre e cui ogni singolo uomo è attratto, per­ché vi riconosca la propria verità e ne desideri la somiglianza, è quella la­sciata da Cristo nel proprio sudario: un volto, dunque, che offre la rappresentazione di un’umanità lesa nel suo profondo, “unta di sangue e di innocenza”. Sicché conformarsi a quel volto significa per Cusano con-patirlo (“assomigliare a lui in questa passione”) e la manuductio che può condurre alla cognizione mistica di Dio si configura come una memoria passionis Iesu».

 

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