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Maryanne Wolf, la scienziata laureata in letteratura

15.08.2020

C’era una volta una bambina che amava leggere.

Questo amore per i libri cresce con il tempo, man mano che i romanzi e i personaggi conosciuti aumentano: «diventavo», racconta «a seconda dell’occasione, Elizabeth Bennett, Dorothea Brooke e Isabel Archer, e qualche volta mi trasformavo in uomini come Alëša Karamazov, Hans Castorp e Holden Caulfield. Ma sempre venivo trasportata in luoghi molto lontani dalla mia cittadina di Eldorado, nell’Illinois, e sempre ardevo di emozioni che altrimenti non avrei mai potuto immaginare». Laureanda in letteratura la sua capacità di leggere si perfeziona e specializza: «mi concentravo su ogni parola, su ogni messaggio criptato nelle Elegie Duinesi di Rilke e nei romanzi di George Eliot e John Steinbeck».

Da giovane insegnante comincia un periodo di volontariato in una zona rurale delle Hawaii: «Là mi trovavo ogni giorno davanti ventiquattro bambini bellissimi che mi guardavano fiduciosi, con cui all’inizio mi scambiavo sguardi di totale e reciproco affetto, del tutto ignari, sia io sia questi bambini, del fatto che avrei potuto cambiare le circostanze della loro vita se fossi riuscita ad aiutarli a imparare a leggere e scrivere, diversamente da molti nelle loro famiglie. A quel punto – e solo a quel punto – cominciai a pensare seriamente a ciò che significa leggere, e questo cambiò la direzione della mia vita».

Si, perché questo racconto è di Maryanne Wolf, che sarebbe diventata la più importante neuroscienziata che studia il cervello che legge, e lì, tra quei bambini, comincia a pensare a cosa vuol dire non essere capaci di leggere: «Non sarebbero mai caduti nella tana del coniglio e non avrebbero mai provato la gioia squisita di immergersi nella vita della lettura. Non avrebbero mai scoperto luoghi come Dinotopia, Hogwarts, la Terra di Mezzo o Pemberley, e durante la notte non sarebbero mai stati alle prese con idee troppo grandi per trovare posto nel loro piccolo mondo. Non avrebbero mai sperimentato il grande passaggio dal leggere di personaggi come Matilda o il Ladro di fulmini al credere di riuscire a diventare loro stessi eroi ed eroine. E, ancora più importante, avrebbero anche potuto non vivere mai le infinite possibilità del loro pensiero che sarebbero emerse come frutto della fantasia da ogni nuovo incontro con i mondi al di fuori del loro. In un lampo d’illuminazione mi resi conto che quei bambini, miei per un anno, potevano anche non raggiungere il pieno potenziale di esseri umani se non avessero imparato a leggere».

Così il suo progetto di vita cambia, passando dall’amore per la parola scritta alla scienza che le è sottesa: “Non mi sono più voltata indietro. Sono passati decenni da quando insegnavo ai bambini di Waialua, che ormai saranno cresciuti e genitori a loro volta. Grazie a quell’incontro sono diventata una neuroscienziata cognitivista e una studiosa del processo della lettura.”

La Wolf ha completato il suo dottorato ad Harvard, nel dipartimento di Sviluppo umano e Psicologia della Graduate School of Education, dove inizia il suo lavoro in neuroscienze cognitive e psicolinguistica su cervello, linguaggio e dislessia da lettura. È autrice di oltre 160 articoli scientifici e ha ottenuto moltissimi riconoscimenti per i suoi studi, come la Fulbright Fellowship, la Chapman University Presidential Fellow, il Norman Geschwind e Samuel Orton Awards (i più alti riconoscimenti dell'International Dyslexia Association), il Distinguished Teacher of the Year Award della National American Psychological Association, l'Eminent Premio Researcher of the Year per le difficoltà di apprendimento (Australia) e i premi Alice Ansara e Windward Researcher of the Year per le sue ricerche sulla dislessia. Ha ricevuto il premio Christopher Columbus per il suo lavoro come co-fondatrice di Curious Learning, un'iniziativa di alfabetizzazione globale in Africa, India, Australia e Stati Uniti e il premio Einstein dalla Fondazione Dislessia.

Un rendiconto scientifico sul contributo della lettura allo sviluppo umano Maryanne Wolf lo fa nel libro Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge, che descrivere il grande arco evolutivo dell’alfabetizzazione e fornisce una nuova concettualizzazione della dislessia.

Ma accadde qualcosa d’inaspettato mentre scrive quel libro: cambia la lettura stessa. «Nei sette anni che erano stati necessari per descrivere come il cervello abbia imparato a leggere nei suoi quasi seimila anni di storia, la nostra cultura basata sull’alfabetizzazione aveva iniziato il passaggio a una cultura molto diversa, basata sulla digitalizzazione. Rimasi esterrefatta. Riscrissi i primi sei capitoli del mio libro, quelli storici, in modo da rispecchiare le sorprendenti somiglianze fra i cambiamenti del nostro tempo verso una cultura digitale e la transizione simile dalla cultura greca orale alla straordinaria cultura scritta».

Sulla soglia di quella ricerca si ferma. Nel 2007 non c’era quasi nessuno studio in atto sulla formazione di un cervello ‘digitale’ che legge. Non esistevano studi significativi su ciò che stava accadendo nel cervello dei bambini (o degli adulti) che imparavano a leggere mentre stavano immersi nella tecnologia digitale per sei o sette ore al giorno (tempo che da allora è quasi raddoppiato per molti dei nostri giovani). La Wolf ricomincia allora la sua ricerca e si interroga su nuove questioni: ad esempio, la combinazione della lettura su mezzi digitali e l’immersione quotidiana in una varietà di altre esperienze digitali – dai social media ai giochi virtuali – impedirà la formazione di processi cognitivi più lenti, quali il pensiero critico, la riflessione personale, l’immaginazione e l’empatia, che fanno tutti parte della lettura profonda?

«Le questioni implicate non possono essere ridotte semplicemente a differenze fra i mezzi cartacei o digitali. […] ci sono scelte da compiere nella nostra evoluzione che saranno dettate più dall’essere umano che dalla natura». Nasce così Lettore, vieni a casa, una ricerca in forma di epistolario - da cui sono tratte le citazioni che avete letto - dedicata al “Lettore”, in cui la Wolf spiega le questioni e le scelte che oggi ci troviamo davanti; ce le spiega prima che i cambiamenti al cervello che legge divengano radicati a tal punto da rendere impossibile tornare indietro.

«Le lettere» scrive «invitano a una sorta di pausa cerebrale in cui possiamo pensare insieme e, se siamo molto fortunati, sperimentare una modalità speciale di incontro, chiamato da Proust il "miracolo fecondo d’una comunicazione in seno alla solitudine"».

Per scoprire questo miracolo vi invitiamo alla lettura. Così necessaria.

(a cura di Velania La Mendola)

 
PdfLettore, vieni a casa
Lettore, vieni a casa
autore: Maryanne Wolf
collana: Varia. Saggistica
formato: Ebook | editore: Vita e Pensiero | anno: 2018
Siamo sulla soglia di una transizione senza precedenti, che riguarda quell’incredibile conquista umana che è il cervello che l
€ 13,99

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