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Olivier Clément, infaticabile costruttore di ponti

04.08.2020

«È come lui che bisogna essere», aveva detto Giovanni Paolo II dopo aver personalmente incontrato Olivier Clément a metà degli anni 90. Come lui, un battezzato diventato consapevole della potenza del proprio battesimo.

Olivier Clément nasce il 17 novembre 1921 ad Aniane, un paesino nel sud della Francia da una famiglia atea. Fin da piccolo dimostra grandi doti di spiritualità e riflessività, dibattuto tra l’angoscia per la morte e la meraviglia per le bellezze della natura. Nella Francia occupata, entra nella resistenza partecipando ad azioni di guerriglia e continuando ad interrogarsi sul significato della morte che ora vede da vicino. Tentato dal marxismo, si rende conto che non risponde alle sue domande più profonde.

Finita la guerra si trasferisce a Parigi dove inizia ad insegnare e a leggere gli scritti di Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev e di Vladimir Nikolaevič Losskij, scoprendo il pensiero dei Padri cristiani d’Oriente. Cerca Lossky e trova il filo della matassa del suo caos interiore. A 30 anni riceve il battesimo ortodosso nella parrocchia francofona del Patriarcato di Mosca a Parigi. «Il Vangelo e i Padri sono le bussole che hanno orientato il cammino di questo autentico “visionario” cristiano», scrive Enzo Bianchi nella Prefazione al libro Da Oriente.

La sua esperienza si è rivelata fondamentale nel promuove­re l’amicizia tra le Chiese. Lui stesso in un’intervista rilasciata nel 1999 a Piero Pisarra ammette: «Molto spesso gli occidentali che diventano ortodossi (ce ne sono, non molti, non è un movimento di massa, ma ce ne sono) sono persone che si convertono dal Cattolicesimo o dalla Riforma, soprattutto dal Cattolicesimo, all’Ortodossia. […] Per me il passaggio è stato dall’ateismo al cristianesimo… ero ateo, e sono diventato cristiano. […] L’Ortodossia mi ha permesso di amare tutte le espressioni del cristianesimo, ed è questo che ha deciso il mio destino, il mio servizio, la mia esistenza… la scelta di essere un collegamento tra questi diversi mondi spirituali».

Laico, sposato con figli, insegnate di professione, Olivier Clément è stato un infaticabile costruttore di ponti: tra ortodossi e cattolici, tra le varie anime dell’ortodossia, tra ortodossi e protestanti, tra le religioni e non solo. Nel 1959 diventa segretario di Contacts, rivista nata per favorire l’incontro con altri cristiani, le religioni e i non credenti e lo stesso anno è tra i fondatori della Fraternità Ortodossa in Europa occidentale.

«Occorre trovare la strada per raggiungere uno "stare insieme" pacifico e fruttuoso che per nessun motivo escluda il "confronto"» scrive in un articolo del 2003 sulla Rivista Vita e Pensiero, aggiungendo «da parte nostra, siamo chiamati a un cristianesimo più profondo e più lucido, capace al tempo stesso di accogliere e illuminare ogni cosa» (Dal crocifisso al velo: il difficile dialogo con l'islam, Vita e Pensiero 2003).

Questo cristianesimo "vivo" è per Clément l’unica strada per vincere il nichilismo in tempi di secolarizzazione: «si tratta di risvegliare, di destare dall'oblio spirituale, da quel sonnambulismo così spesso indotto dalla nostra cultura dell'immagine. Da qui l'importanza, per usare le parole di Kierkegaard, dell'”approfondimento nell'esistenza” attraverso la vera cultura. Che apre nell'uomo lo spazio di Dio, attraverso l'angoscia e la meraviglia. Il ruolo della religiosità è oggi quello di promuovere, in una società del potere e del denaro, ciò che “non serve” a nulla, ciò che non può inculcare, imporre, ma solamente suggerire, proporre quello che, per l'appunto, ci strappa all'indifferenza, all'avidità, all'irrisorio» (Oltre il nichilismo tre vie per il cristianesimo, Vita e Pensiero 2004). Il 15 gennaio 2009, giorno della sua morte la sua casa è piena di amici: la rete di amicizia tessuta durante la vita lo abbraccia fino all’ultimo.

Per conoscere meglio il pensiero di questo maestro del nostro tempo consigliamo la lettura del libro Da Oriente, che raccoglie gli interventi di Olivier Clément pubblicati sul quotidiano «Avvenire» dal 1990 al 2008. Un originale autoritratto del teologo che, pagina dopo pagina, tratta i temi a lui più cari, dal dialogo ecumenico, all’identità europea, alla ricerca di nuove forme di spiritualità e al legame inscindibile fra teologia e arte (di straordinario interesse le riflessioni critiche su Jean-Paul Sartre e Pablo Picasso). Una testimonianza ‘da Oriente’, illuminante oggi più che mai.

 
Da Oriente
Da Oriente
autore: Olivier Clément
collana: Pagine prime
formato: Libro | editore: Vita e Pensiero | anno: 2019 | pagine: 216
Apparsi sul quotidiano «Avvenire» nel periodo che va dal 1990 al 2008 e fi­nora inediti in volume, gli interventi ora raccolti in Da Oriente offrono un origi­nale autoritratto di Olivier Clément.
€ 15,00

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