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Tolentino, il teologo con il mare nel cuore

02.08.2020

«È molto importante capire che i cristiani sono creati per la libertà, per amore della libertà». 
«La libertà? Ma la storia della Chiesa, e del cattolicesimo in particolare, che cos’ha mai a che vedere con la libertà?» 
«Ha tutto a che vedere con la libertà. È per la libertà che Cristo ci ha liberati, affermò uno come Paolo di Tarso.» 
«Lasci Cristo in pace!»
«È proprio questo il suo errore di base…»

È un breve estratto di un lungo e acceso dialogo avvenuto qualche anno fa su “Expresso” (tradotto su Vita e Pensiero), un quotidiano portoghese, come portoghesi sono i due protagonisti dello scambio.
Il secondo si chiama José Saramago, scrittore, ateo.
Il primo si chiama José Tolentino Mendonça, poeta e scrittore, sacerdote.

La capacità di dialogare – e far dialogare culture diverse e arti differenti - è forse la cifra di Tolentino Mendonça: classe ’65, il più giovane di cinque figli, è nato a Marchico, un paesino nella bella isola di Madeira al quale è molto legato, anche se ha vissuto i primi anni della sua infanzia in Angola, in diverse città costiere dove suo padre era pescatore. Ha lasciato l'Africa a nove anni, quando il Portogallo si è ritirato dalle sue colonie.

L’idea del mare lo accompagna spesso nei suoi scritti, come ci ha raccontato in un’intervista pubblicata in occasione del suo primo libro con Vita e Pensiero, La mistica dell’istante: «A volte penso che tutta la mia sensibilità, tutto ciò che sono oggi lo devo a quegli anni in cui guardavo il mare tutto il giorno. E lo guardavo come un portale per il silenzio, come un invito al viaggio e all'avventura, come l'apice di un incontro straordinario con il reale più puro.»

Nel 1989 si è laureato in teologia all'Università Cattolica del Portogallo e nel 1990 è stato ordinato sacerdote della diocesi di Funchal (Madeira). Nello stesso anno ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Os Dias Contados. Nel 1992 ha conseguito il Master in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma e nel 2004 ha finito il dottorato in teologia biblica sempre a Lisbona, dove ha insegnato per molti anni fino a ricoprire la carica di Vice Rettore. È stato professore ospite in Brasile presso l'Università Cattolica di Pernambuco, la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro e la Facoltà di Filosofia e Teologia di Belo Horizonte.

Quando nel 2009 papa Benedetto XVI ha riunito sotto la volta della Cappella Sistina un gran numero di artisti, José Tolentino de Mendonça ha dichiarato «nella Chiesa, nello spazio cristiano, [gli artisti] hanno una casa». L’anno dopo, nel Centro Culturale di Belem, l’estremità dell’Europa, papa Benedetto XVI ha tenuto un nuovo incontro dedicato alla cultura che Tolentino ha commentato così: «Ci ha invitato a "vivere bene", a non accontentarci di creare delle opere d’arte, ma di fare della nostra stessa vita un capolavoro. Quel suo appello finale, “Fate diventare le vostre vite luoghi di bellezza”, può diventare lo slogan di un nuovo inizio per la cultura del mio Paese e più in generale dell’Europa».

Inseguendo questo ideale cristiano l’opera di Tolentino è così piano piano approdata a nuovi paesi, con traduzioni, interventi, dibattiti, che gli sono valsi molti riconoscimenti e nuovi importanti incarichi in Vaticano. Nel 2011 Benedetto XVI lo ha nominato consulente del Pontificio Consiglio della Cultura, ruolo riconfermato nel 2016 da Papa Francesco.

Poi nel 2018, come racconta Tolentino: «Lungo gli anni ho raccolto diverso materiale sulla sete: riflessioni bibliche, testi di mistica, invocazioni liturgiche, ma anche pagine letterarie, appunti antropologici e note culturali. Non avevo un’idea concreta di come impiegarlo. Né in quale occasione. Fino al giorno in cui squillò il mio telefono, a Lisbona, e all’altro capo del filo mi parlava papa Francesco – immaginate la mia sorpresa ed emozione – per invitarmi a guidare gli esercizi spirituali suoi e della Curia romana. Quando gli domandai se avesse un tema da propormi, sorridendo mi disse che quello era affar mio. Si limitò a raccomandarmi di essere me stesso e di sentirmi libero. Quello che da un vero padre ci si aspetta».

Tolentino vola a Roma con in mente una frase di Saint-Exupéry che ci ricorda il piccolo José mentre guarda il mare della sua isola: «Se vuoi costruire una barca, non radunare i tuoi uomini e donne per dare loro degli ordini, per spiegare ogni dettaglio, per dire loro dove trovare tutto quel che serve. Se vuoi costruire una barca, fai nascere nel cuore dei tuoi uomini e donne il desiderio del mare». Da questo pensiero e dall’esperienza del ritiro quaresimale della Curia Romana nasce il libro Elogio della sete, una serie di riflessioni sulla sete che il papa ha commentato così:«Grazie per questa chiamata ad aprirci senza paure».

Quello stesso anno Roma entra nel suo destino, infatti papa Francesco lo nomina Bibliotecario di Santa Romana Chiesa e nel 2019 cardinale (è il secondo cardinale più giovane del Collegio Cardinalizio). Una curiosità: mentre nella Biblioteca Vaticana l’ordinamento dei volumi è imprescindibile e governato con rigorosità, la biblioteca personale di Tolentino segue altri criteri. La sua libreria, infatti, straripante di libri, che sembrano coprire ogni parete (vi spiccano La Bibbia e il grande poeta della sua terra, Herberto Helder), non segue nessun criterio particolare; egli ama molto il fatto che a volte libri di argomento differente o autori agli antipodi si mescolino, creando così degli accostamenti insoliti che aiutano a sviluppare nuove idee.

Nel gennaio 2020 viene nominato membro della commissione scientifica per il 700º anniversario della morte di Dante Alighieri dal Pontificio Consiglio per la Cultura, presieduta dal cardinale Ravasi. Il 13 giugno 2020 ha vinto il Premio Europeo Helena Vaz da Silva per la sua capacità di promuovere la bellezza e la poesia come parte del patrimonio culturale immateriale dell’Europa e del mondo.

Per chi vuole “immergersi” in questa bellezza immateriale, colma di riferimenti poetici, letterari, cinematografici, di viaggi, per chi vuole sollevar il proprio spirito nella quotidianità, oltre ai libri già citati, consigliamo la lettura di Il potere della speranza (ebook gratuito), Chiamate in attesa e Il piccolo libro delle grandi domande da cui peschiamo un’ultima citazione: «Credere è rischiare di credere, così come amare è rischiare di amare».

(di Velania La Mendola)

 
PdfIl piccolo libro delle grandi domande
Il piccolo libro delle grandi domande
autore: José Tolentino Mendonça
collana: Pagine prime
formato: Ebook | editore: Vita e Pensiero | anno: 2019
C’è un momento in cui ci rendiamo conto che sono le domande, non le risposte, ad avvicinarci al punto vero delle questioni
€ 9,99

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