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Adamo, Noè, Maria, Giuda... figure in cammino

07.12.2019
Dove abita la luce?
Dove abita la luce?
autori: Teresa Bartolomei
formato: Libro
prezzo:
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La Bibbia è piena di storie e percorsi di vita, è un Grande Codice, un testo sacro da leggere e rileggere per comprendere l’uomo e le sue domande, il suo destino. Abbiamo selezionato per voi sei personaggi biblici rivisti con gli occhi di grandi teologi contemporanei: ognuno di essi racconta una storia che parla anche alla nostra.

ADAMO E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
«Adamo, dove sei?» chiede Dio all'inizio della Bibbia. Tu, con gli occhi vacui fissi sullo schermo, tu che senza consapevolezza ripercorri ogni giorno le stesse strade con lo stesso automatismo, tu che copi-incolli pensieri parole immagini desideri altrui, dove sei? Quella domanda posta all’inizio della Bibbia continua a risuonare oggi in tutta la sua attualità. Non a caso Gianfranco Ravasi la sceglie come titolo guida del suo saggio: di fronte a un panorama sorprendentemente inedito, caratterizzato da profonde mutazioni antropologiche (nel campo della genetica, delle neuroscienze, dell’intelligenza artificiale, dei social network), è necessario, ci dice Ravasi, tornare a farci interrogare. Non accettare acriticamente il pensiero dominante, considerandolo esito inevitabile e definitivo, ma neanche rigettarlo per principio rimpiangendo un passato che non esiste più. Tornare, piuttosto, a chiedersi “perché?”, ad esercitare quel pensiero critico che ci fa uomini.

NOÈ E IL DISASTRO ECOLOGICO
«La storia di Noè ci accompagna come una favola terribile e meravigliosa sin dall’infanzia. Quell’arca piena di bestie che non naviga, ma galleggia, inerme e tuttavia forte e coraggiosa, sballottata dalla furia delle acque di un diluvio in cui cielo e inferi congiurano contro la terra è una visione indelebile». L’incipit del saggio Dove abita la luce? di Teresa Bartolomei ha la forza di una profezia. L’acqua alta a Venezia, le esondazioni di Genova, le alterazioni climatiche, il consumo dissennato di risorse naturali e la riduzione della diversità biologica a cui assistiamo quotidianamente richiamano l’uomo alla sua responsabilità, quella di chi ha in mano gli strumenti per distruggere la terra. «L’arca può uscire indenne dalla grande catastrofe», scrive Teresa Bartolomei rileggendo la storia di Noè, «solo se l’uomo torna a preoccuparsi del creato come un giardino da custodire e coltivare, costruendo nuovi habitat, nuove arche, nuovi modelli di vita individuale e collettiva».

MARIA E LA LETTURA COME PREGHIERA E COMPRENSIONE DELLA STORIA
L’iconografia cristiana, ricorda Pietro Bovati nel libro I giorni di Dio, ha costantemente raffigurato Maria nell’atto di leggere un libro, anzi il Libro, le Sacre Scritture. Un libro a volte aperto tra le sue mani, a volte appoggiato a un inginocchiatoio, per dire che ne fa oggetto di preghiera. Questo modo di rappresentare l'evento è per noi l'occasione di ribadire l'importanza della lettura della Bibbia, perché senza ascoltare e meditare la Parola, non possiamo comprendere il senso della nostra storia. «Maria legge la promessa fatta ad Abramo ed entra così nella comprensione della storia come realizzazione dell’inimmaginabile, perché niente è impossibile a Dio». La lettura è preghiera, perché nasce dall’ascolto e dalla meditazione, e diventa comprensione, diventa azione e compimento.

GIUDA E IL TRADIMENTO
Il destino di colpa e di maledizione di Giuda ci porta ad interrogarci sulla perdizione massima, quella del tradimento (di un amico, di Dio) e sul suo terribile esito. È ancora Teresa Bartolomei nel suo Dove abita la luce? a guidarci in questo tenebroso terreno. La teologa di Lisbona ribalta infatti la comune percezione della figura di Giuda, convertendo il nostro sguardo alla prospettiva della speranza: «chi non si sente Giuda non comprende cos’è la misericordia di Dio, di cui nessuno è degno e che da nessuno è meritata». La vicenda di Giuda manifesta paradossalmente «la bellezza e la responsabilità della relazione di amicizia offerta da Dio all’uomo: un legame personale e insostituibile, in cui ciascuno è chiamato per nome e riconosciuto nella sua storia concreta».

SAN PAOLO E IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA
San Paolo è stato spesso accusato di essere uomo misogino che chiede alle donne sottomissione e silenzio. Una visione completamente ribaltata è quelle che emerge da San Paolo e le donne a cura di Nuria Calduch-Benages, una carrellata di ritratti tutti al femminile di amiche, sorelle, testimoni che collaborano con l'apostolo alla missione della Chiesa nascente. Donne forti che hanno combattuto per il Vangelo come Febe e Lidia, mogli che nella coppia condividono pari dignità con il marito come Priscilla, ragazze che hanno il dono della profezia. Non certo “quote rosa” ma donne indipendenti ed emancipate la cui vocazione non è il silenzio nè l’invisibilità ma che con la loro voce «diffusero ovunque il profumo del Vangelo».

LO SGUARDO DI DIO
È impossibile sottrarsi allo sguardo di Dio: è una buona notizia o una scoperta inquietante? Come spiega Pierangelo Sequeri nel Timore di Dio, ognuno di noi avverte almeno una volta nella vita un sentimento di paura nei confronti di un'immagine di Dio come faraone strapotente povero di favori e dispensatore di disgrazie. Ma questa religione della paura e dell'assoggettamento servile è dissolta da Gesù: Dio, fin dalla creazione del mondo, è passione inestinguibile e tenera cura dell'uomo. Nel volto di Gesù l'occhio di Dio, ripreso nel tondo di Bosch raffigurato in copertina, brilla del nitore delle origini, in quello sguardo che accudiva e proteggeva Adamo. Come scrive Sequeri: «L'uomo può confondere Dio con il serpente [...] ma Dio non confonde il serpente con l'uomo: Egli non tradisce la sua creatura rassegnandosi al vincolo tragico che unisce l'esperienza della libertà con quella dell'incredulità, la perdita della fede con la revoca della promessa. La vergogna provata da ciascuno per la propria debolezza deve tenere desta la memoria della tenerezza che ha consacrato il corpo dell'uomo come cosa buona. Il dolore sperimentato insieme deve ricordare l'ostinazione con la quale la benedizione della vita si rinnova: fiorendo sopra l'egoismo, la durezza del cuore e l'aridità della terra». 


 

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