Il tuo browser non supporta JavaScript!

Clemente Rebora e Carlo Borromeo: inediti su Aevum

09.03.2016
L’attesa di Rebora. Fonti dei
Canti anonimi e frammenti inediti a cavallo della Grande
Guerra (con un nuovo documento per la lettura di Dall’imagine
tesa)
L’attesa di Rebora. Fonti dei Canti anonimi e frammenti inediti a cavallo della Grande Guerra (con un nuovo documento per la lettura di Dall’imagine tesa)
autori: Roberto Cicala, Valerio Rossi
formato: Articolo
prezzo:
vai alla scheda »

Sull’ultimo numero della rivista “Aevum”, curata dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica e diretta da Gian Luca Potestà, è stato pubblicato un inedito di Clemente Rebora, scoperto da Roberto Cicala che ne ha scritto, insieme a Valerio Rossi, nel saggio L’attesa di Rebora. Fonti dei Canti anonimi e frammenti inediti a cavallo della Grande Guerra. La scoperta del cartiglio datato 25 ottobre 1930 svela un mistero sulla poesia più celebre e più controversa del poeta rosminiano, Dall’imagine tesa, dove proprio “l’imagine tesa” del primo verso è stata variamente interpretata in questi anni.

Nel manoscritto ritrovato, anticipato da Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera, Rebora stesso spiega a cosa si riferisce e, si legge nel saggio: «l’inedito dimostra ancora una volta che la scrittura di Rebora nascerebbe da un dato di realtà (la tenda su cui la luce proietta un’immagine), che non viene eluso o dimenticato ma trasfigurato».

Nello stesso numero (3/2015) altri due saggi commentano documenti rinvenuti per la prima volta.
In particolare Ada Grossi si sofferma su un carteggio inedito di san Carlo Borromeo nel saggio La Sindone e l’esorcismo di una calvinista, che svela un episodio datato 1578: a Chambéry, nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire, per liberare una donna di fede calvinista posseduta da una legione di demoni, fu compiuto un esorcismo facendo ricorso fisicamente alla Sindone, che le fu messa sulla testa dal vescovo di St-Jean-de-Maurienne. La vicenda emerge proprio dall'inedito carteggio tra l’inquisitore di Vercelli, Cipriano Uberti, e l’arcivescovo di Milano, cardinale Carlo Borromeo, custodito negli archivi della Biblioteca ambrosiana, portato alla luce dalla ricercatrice Ada Grossi. Di questa scoperta se ne è occupata anche La Stampa su VaticanInsider.

Infine Maria Chiara Tarsi è l’autrice di Per il carteggio Beccadelli-Gualteruzzi: manoscritti e stampe, con un’appendice di lettere inedite.

L’indice completo di questo denso numero è disponibile online sul sito della rivista http://aevum.vitaepensiero.it/


 

Array
(
    [codice_fiscale_obbligatorio] => 1
    [coming_soon] => 0
    [fattura_obbligatoria] => 1
    [fuori_servizio] => 0
    [homepage_genere] => 0
    [insert_partecipanti_corso] => 0
    [moderazione_commenti] => 1
    [mostra_commenti_articoli] => 1
    [mostra_commenti_libri] => 1
    [multispedizione] => 0
    [pagamento_disattivo] => 0
    [reminder_carrello] => 0
    [sconto_tipologia_utente] => prodotto
)

Articolo letto 2242 volte.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*
Captcha errato

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Pagine prime
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Scopri le altre Collane