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Dal reading apocalittico all'abbraccio con Dante

31.03.2021

In occasione del Dantedì del 25 marzo abbiamo condiviso diverse iniziative, articoli, libri che potete ripercorrere qui con noi: buona visione e buone letture!

READING CON POTESTÀ: DANTE TRA INFERNO E APOCALISSE
In Dante in conclave Gian Luca Potestà ci invita alla lettura storica e filologica di alcuni testi danteschi che sono rimasti a lungo ostaggio di un’interpretazione ristretta al campo letterario. Un esempio è la lettera scritta da Dante ai cardinali riuniti in conclave per scegliere il successore di Clemente V, conservata in un solo manoscritto redatto da Boccaccio. La ricerca dello storico permette di accedere al pensiero politico del poeta e alle sue speranze per la Chiesa del XIV secolo. Il reading Dante in conclave tra Inferno e Apocalisse, a cura del gruppo I giusti continuano a leggere, parte dalla lettura di questa enigmatica lettera per addentrarsi nei brani a cui Dante si ispira scrivendola, dall’Apocalisse dal Libro della Lamentazioni. A farci da guida in questa “immensa foresta” i commenti dell’autore, Gian Luca Potestà, che cha guidato i lettore nel decifrare riferimenti a testi biblici, a individuare personaggi, vicende e scritti dell’epoca. Sul nostro canale Youtube il video completo dell’evento condotto da Velania La Mendola, responsabile della comunicazione Vita e Pensiero.

L'ARTICOLO DI TOLENTINO: ABBRACCIARE DANTE IN PURGATORIO
Perché rileggere oggi Dante? Lo spiega bene José Tolentino Mendonça, in un articolo intitolato Abbracciare Dante e non perdere la "speranza dell'altezza" che con queste parole ha aperto, lo scorso 13 settembre 2020 a Ravenna, le celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante Alighieri: «I classici sono coloro che non riusciamo a considerare morti, con cui cerchiamo incessantemente il dialogo, interrogandoli prima che su di loro su noi stessi e sul nostro cammino, e soprattutto lasciandoci interrogare da loro». Per questo rileggere Dante, massimo poeta del popolo italiano e insieme poeta dell'umanità tutta, non è il lusso di una cultura separata dalla realtà, spesso tragica, della storia umana, ma un aiuto prezioso a riconoscere il senso del nostro cammino verso la promessa del bene e della bellezza.

IL LIBRO DI FRASSO E FALDI SU DANTE E I PAPI
Non a caso Dante ha avuto illustri lettori. ll volume ...non fa scïenza, sanza lo ritenere, avere inteso. Dante nei testi degli ultimi Pontefici. A cinquant’anni dall’Altissimi cantus a cura di Giuseppe Frasso e Michele Faldi, raccoglie gli interventi dei Papi che, negli ultimi cento anni, hanno citato i versi del poeta fiorentino, da quello di Benedetto XV nel 1914, passando per Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, fino ai più recenti discorsi di Papa Francesco. Su Secondo Tempo Agostino Picicco firma una bella recensione del libro soffermandosi sull’apporto che l’Università Cattolica ha dato allo studio dantesco con l’istituzione della prima cattedra di Filologia dantesca nel 1965.

LA LEZIONE VIDEO DI OSSOLA SU DANTE E IL LETTORE

Nella scrittura del suo poema Dante tiene ben presente il lettore che ne fruirà. Carlo Ossola, accademico dei Lincei e presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dei 700 anni della morte di Dante, lo racconta nella bellissima lezione tenuta in occasione del Centenario dell’editrice dal titolo "Amico lettore, l'incontro nella distanza". Sono tredici gli appelli del poeta al lettore contati da Ossola: Dante lo invita a reagire alla lettura, lo interroga, ne attende la meraviglia e le perplessità, gli spiega i passi difficili, ne anticipa le reazioni invitandolo a reagire con phatos alle scene («Pensa, lettor, se io mi sconfortai / nel suon de le parole maladette/ ché non credetti ritornarci mai»). E forse sono proprio questi appelli che rendono il poema così recitabile e popolare anche oggi. Di Dante «poeta del sacro ma non dell’astrazione» scrive Carlo Ossola nell’articolo Dante, l’infinito goccia a goccia pubblicato sulla rivista Vita e Pensiero. 

L'INTERVISTA A GIRARDI SULLA COMMEDIA 
Dante è stato determinante per la formazione dell’identità nazionale, come mette in luce Enzo Noé Girardi: «La Commedia è un’opera di poesia ‘totale’, capace di collegare tutto, potrei definirla la prima enciclopedia italiana. Dante mette per la prima volta in volgare tutta la cultura e il sapere del suo tempo fino ad allora accessibili solo al clero e a pochi laici conoscitori del latino». Nell'ultima intervista prima della sua scomparsa, È la letteratura italiana... bellezza!, racconta a Velania La Mendola il suo saggio Ultimi studi su Dante una raccolta che comprende tutti i saggi danteschi scritti dall’italianista dagli anni '90.

PETROSINO E IL DESIDERIO DANTESCO
Gli fa eco il filosofo Silvano Petrosino autore del libro Il desiderio che, in occasione del Dantedì scrive su Famiglia Cristiana: «In Dante, come ogni vero artista, c’è sempre la dimensione umana. La sua Commedia non è soltanto divina ma è anche un’umana commedia. L’uomo certamente guarda verso il cielo ma lo fa dalla terra. È la fedeltà alla terra che apre al cielo, al desiderio come apertura verso Dio».

 

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