Il tuo browser non supporta JavaScript!

Fare della vita una cosa buona

10.09.2020
MelArete. Volume I
MelArete. Volume I
autori: Luigina Mortari
formato: Libro
prezzo:
€ 13,30
invece di € 14,00
vai alla scheda »

Di seguito trovate la premessa a Melarete Volume I. Cura etica virtù di Luigina Mortari (in promozione sul nostro sito fino al 30 settembre 2020), il primo volume della serie Melarete (qui trovate tutti gli altri testi pubblicati), nel quale viene teorizzata la Filosofia di educazione all'etica.

La ricerca ha la sua fonte generativa nelle perplessità. Ci sono «perplessità passeggere», non sostanziali, altre «meditate con cura», sostanziali. Le une, in genere, portano a ricerche dal valore laterale e il cui esito rappresenta un contributo dal valore limitato sia nel tempo sia nello spazio della comunità di ricercatori; le altre, oltre a fornire dati rilevanti, aprono terre nuove di ricerca e portano a esiti che chiedono un ulteriore domandare. La ricerca del sapere per essere di valore, deve tenersi legata ai temi fondamentali, alle questioni di fondo, quelle che possono essere colte coltivando l’attenzione radicale per ciò che accade nel presente. Le questioni di fondo sono quelle che hanno a che fare con l’essenza del nostro esserci. Un pensiero che si affranca dalle domande di significato che la realtà vissuta pone è sterile e non produce se non teorie inerti.
In certi momenti della storia ci sono questioni di fondo che assumono un’urgenza non dilazionabile.

A costituire una domanda allo stesso tempo essenziale e urgente in ambito educativo è l’educazione all’etica, perché all’etica si attribuisce il compito di coltivare la passione e la dedizione a cercare ciò che è necessario per fare della vita una cosa buona.

La mancanza di etica nel tempo presente è evidente nella scarsa considerazione dell’altro, dei suoi bisogni essenziali, dei suoi diritti, del suo necessitare rispetto e considerazione chiunque esso sia, nell’indifferenza dilagante che evidenzia la carenza del senso di responsabilità. Si manifesta anche nella dilagante avidità, nel gusto del potere per il potere, nel disinteresse per il degrado ambientale, nella distrazione rispetto a chi ha meno di quanto sia sufficiente, nell’incapacità di affrontare i dilemmi che appaiono indecidibili, provocati dall’applicazione dei processi tecnologici al tessuto fragile della vita umana, nel dilagare della logica dell’esibizione e di una spettacolarizzazione che non conosce limiti, che rischia di fare della vita uno spettacolo senza che si avverta l’urgenza di sapere cosa e quando mettere in luce e cosa tenere al riparo dalla piena esposizione; nel prevalere dell’ethos del consumo, che mentre consuma le riserve naturali depotenzia di senso il tempo della vita; nella capacità di stare con indifferenza anche di fronte a eventi che chiedono la massima attenzione e l’assunzione di responsabilità.

Queste linee di tendenza tradiscono un’implosione della coscienza etica e una moralità impoverita se non del tutto assente
sullo sfondo di una pensosità ridotta al minimo. E quando manca l’esercizio del pensare profondo e radica le si finisce per agire sulla base di automatismi. A essere drammatica non è solo la mancanza di pensiero, ma il dileguarsi della capacità di pensiero sensibile: quello che ci impedisce di restare indifferenti all’altro, quello che obbliga a prestare persistente attenzione alle conseguenze del nostro agire sugli altri e sulle cose del mondo che abitiamo.

La crisi etica è evidente non solo negli accadimenti fattuali, ma anche nella perdita di certi vocabolari, di certe parole. Se solo pensiamo ai discorsi che orientano l’agire quotidiano, ci rendiamo conto di un impoverimento di concetti, quelli che tengono il pensare legato alle questioni etiche. Come afferma Iris Murdoch, non abbiamo più a nostra disposizione certi concetti con la conseguenza che il paesaggio di significati si è impoverito. Sul deserto di significati le visioni politiche diventano povere. Oggi i discorsi tecnici e aridi di senso sono rassicuranti, perché non scomodano la coscienza. Ma il nostro linguaggio semplificato ha impoverito la vita della mente e di conseguenza il processo di elaborazione del significato dell’esperienza che orienta il nostro esserci nel mondo.

In un tempo di linguaggio opinionale, di una reverenza data per scontata nei confronti di ogni discorso tecnico, è necessario il coraggio, che può sembrare azzardato, di ripensare a certe parole dell’etica dimenticate, come sono quelle che parlano delle virtù. È necessario ogni giorno rinnovare la passione per l’etica che tiene lontani dalla lassitudine e rende estranei alle pericolose forme di indifferenza, per trovare istante dopo istante un impegno sempre rinnovato per cercare le forme buone dell’esperienza. Il più delle volte si scivola nel divenire delle cose così come accade, si patisce l’imperfezione o più semplicemente ci si stanca di cercare. Senza un’etica viva, che si costruisce con pazienza e persistenza, attraverso un’interrogazione radicale e profondamente meditata delle questioni essenziali per l’esistere, restano solo inerti reazioni emotive, indignazioni tanto altisonanti quanto inutili, che mentre illudono il soggetto lo distraggono dalla sua vera responsabilità. La responsabilità della cura per l’esserci proprio, degli altri, del mondo.

Questo studio presenta una teoria della cura secondo virtù, che ispira una precisa filosofia dell’educazione all’etica; tale teoria costituisce la base per la messa a punto di un progetto educativo che disegna un modo di realizzare l’educazione all’etica. Il senso di questo lavoro teoretico e progettuale prende il nome di MelArete, che coniuga le due parole dell’antico greco che indicano il nucleo concettuale della teoria elaborata: melete, che significa ‘cura’ e arete che significa ‘virtù’.

Presentare una teoria senza metterla alla prova dell’esperienza significa mancare di una parte essenziale del lavoro scientifico. Per saggiare il valore della teoria il progetto educativo MelArete è stato messo in atto nel corso degli anni in molte scuole e le esperienze attivate sono state oggetto di una serie di ricerche qualitative al fine di comprendere quali esiti può avere la teoria educativa elaborata. A partire dalle ricerche che nel tempo hanno accompagnato la realizzazione del progetto è stata messa a punto un’ultima versione di esso, che è stata realizzata contemporaneamente in molte scuole dell’infanzia e primarie; questa fase è stata supportata da una ricerca analitica che ha avuto per oggetto ogni fase del progetto. La seconda parte di questo studio presenta la ricerca realizzata, esplicitando la filosofia epistemica che la ispira, il disegno della ricerca e i dati ottenuti, con l’obiettivo di mettere a disposizione degli insegnanti i dati educativi che emergono dalla realizzazione di MelArete.

Luigina Mortari

 

Array
(
    [codice_fiscale_obbligatorio] => 1
    [coming_soon] => 0
    [fattura_obbligatoria] => 1
    [fuori_servizio] => 0
    [homepage_genere] => 0
    [insert_partecipanti_corso] => 0
    [moderazione_commenti] => 1
    [mostra_commenti_articoli] => 1
    [mostra_commenti_libri] => 1
    [multispedizione] => 0
    [pagamento_disattivo] => 0
    [reminder_carrello] => 0
    [sconto_tipologia_utente] => prodotto
)

Articolo letto 121 volte.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*
Captcha errato

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Pagine prime
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Scopri le altre Collane