Fondate e fondati sul lavoro

Fondate e fondati sul lavoro

29.04.2022

In occasione del 1° maggio, Festa dei lavoratori vi proponiamo una selezione speciale di titoli che trattano il tema del lavoro secondo varie declinazioni. Un percorso multidisciplinare che ci ricorda quanto sia importante il lavoro per la nostra vita. Perché il lavoro non solo «fonda la Repubblica italiana, ma fonda tutti noi, che siamo veramente cittadini perché lavoriamo, lavoreremo, abbiamo lavorato (o perché non possiamo lavorare pur volendolo fare)» come scrive Luigino Bruni.


IL LAVORO IN FESTA
Merito, efficienza, competizione, leadership, innovazione… queste parole che appartengono al lessico economico oggi hanno messo le loro radici anche in altri ambiti, diventando una sorta di grammatica universale, la formula magica per ‘vincere’ nella competizione della vita. In La foresta e l’albero Luigino Bruni invita invece a tornare ad altre parole come mitezza, lealtà, umiltà, misericordia, generosità, ospitalità. Virtù ‘preeconomiche’ che si rivelano essenziali alla piena fioritura umana e che quando sono presenti consentono anche alle virtù economiche di funzionare. La dimensione più autentica del lavoro secondo Bruni è la ‘festa’, vale a dire «la produzione all’interno della dimensione relazionale e simbolica, della fraternità e del dono reciproco», un tema che l’economista tratta ampiamente nel libro Fondati sul lavoro.

SOSTENERE E AUMENTARE L'OCCUPAZIONE FEMMINILE PER IL BENE DI TUTTI
Se fino a qualche decennio fa famiglia e lavoro costituivano due ambiti contrapposti, considerati come compartimenti stagni nella vita delle persone, le trasformazioni tecnologiche, della famiglia e dell’organizzazione del lavoro hanno mutato profondamente questo scenario, lasciando il posto a una concezione più dinamica. Nonostante questo, i passi in avanti da fare sono ancora molti: non bisogna dimenticare – ce lo ricorda Alessandro Rosina in Crisi demografica. Politiche per una paese che ha smesso di crescere – che  «l’Italia ha uno dei tassi di occupazione femminile più bassi d’Europa: tra i 25 e i 49 anni, a essere occupate sono circa il 72% delle donne senza figli contro meno del 55% delle donne con figli piccoli».

Eppure – scrive l'autore – «una più ampia partecipazione delle donne al mondo del lavoro, in combinazione positiva con una realizzazione ampia nelle varie sfere della vita, migliori e più solidi percorsi formativi e professionali delle nuove generazioni, tende a generare ricadute positive anche sulle nascite». Questo può avvenire grazie a politiche che permettano di conciliare la libera scelta di avere figli e di lavorare: perché «è il valore generato dalle persone nella vita e nel lavoro che consente un adeguato equilibrio nel rinnovo delle generazioni, una solida crescita economica e un sistema sociale sostenibile».

SMART WORKER
Agli autori dell'aggiornata guida Smart Working Reloaded, Luca Pesenti e Giovanni Scansani, abbiamo chiesto quali dovrebbero essere gli obiettivi di una riorganizzazione aziendale in chiave smart. Ci hanno risposto: «Sul piano aziendale, una accresciuta efficienza; dal punto di vista dello smart worker, la sua piena “fioritura” come lavoratore in quanto persona e come persona in quanto lavoratore. Questo chiama ad una sfida molto impegnativa, ma crediamo sia stimolante per tutti gli attori del lavoro: imprenditori, manager, lavoratori e ovviamente anche il sindacato. A sua volta, poi, la diffusione dello smart working allarga la sfida ad altri contesti e protagonisti: basta pensare alla necessaria ridefinizione della funzione di altri luoghi (oltre all’impresa e alla casa) che sono e saranno sempre più coinvolti dal fenomeno, come ad esempio taluni spazi urbani e alcuni servizi come i trasporti. Come si comprende si tratta, ad un tempo, di un grande progetto tecnico, ma anche (e forse soprattutto) sociale». Un progetto in itinere e che speriamo porti a un giusto equilibrio tra lavoro in presenza e non, come auspicano i due docenti dell'Università Cattolica (intervista completa qui). 

I LEADER CHE CI SERVONO? GENTILI E IN ASCOLTO
La pandemia ha devastato l’economia e distrutto vecchi schemi di lavoro e ci ha fatti scoprire – leader compresi – fragili e vulnerabili. È dunque necessario ripensare alla società, al lavoro, alle gerarchie, affinché chi ricopre posizioni di potere crei nuove scale di valori che rendano le proprie organizzazioni sostenibili per tuttiOra è il momento di praticare una nuova forma di leadership, «capace di convertire la cultura organizzativa del sacrificio alla soddisfazione condivisa, dall’autoritarismo all’ascolto dei reali bisogni delle persone».

«In altre parole bisogna» – spiega Valeria Cantoni Mamiani nel libro Leadership di cura. Dal controllo alle relazioni – «sviluppare una “leadership di cura”, presente, coinvolgente, in ascolto», la cui caratteristica fondamentale è la sua capacità di prendersi cura delle persone lasciando spazio alla loro autonomia: questa nuova forma di leadership preferisce la collaborazione alla competizione e si concentra sui bisogni reali, coinvolgendo nella loro definizione i destinatari dei benefici, per poter prendere decisioni finalizzate al bene dell’impresa e al contempo alla sostenibilità delle persone che vi lavorano.


 
Leadership di cura
Leadership di cura
Autore: Valeria Cantoni Mamiani
Collana: Strumenti. Economia
Formato: Libro | Editore: Vita e Pensiero | Anno: 2021 | Pagine: 200
Oggi è possibile praticare una nuova forma di leadership di cura, attenta, presente, coinvolgente e in ascolto. Come e perché è necessaria è il soggetto di questo libro.
€ 18,00

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