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I giovani e la fede: tre punti di vista

14.03.2016
Dio a modo mio
Dio a modo mio
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formato: Libro
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La ricerca dell'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori sui giovani e la fede in Italia, Dio a modo mio, fotografa identità e problemi attuali degli under 30 credenti (molti, ma non tutti legati all'istituzione) e non, e il loro percorso formativo, che spesso si interrompe dopo la Cresima. Una ricerca che apre quindi ancor di più la riflessione sul futuro delle nostre generazioni e il dialogo con le precedenti. 
Tre recenti libri Vita e Pensiero, con interventi di esperti credenti e laici, mostrano quanto sia importante scommettere su questo futuro e come farlo.

Dio a modo mio, a cura di Rita Bichi e Paola Bignardi
Che rapporto hanno i giovani con la fede? Quali sono le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione?  Come hanno vissuto l’esperienza dell’Iniziazione cristiana, quali ricordi hanno del ‘catechismo’? Sappiamo che molti di loro, dopo la Cresima, si allontanano dalla Chiesa: quali ne sono i motivi? E quali esperienze e cammini possono portare a un riavvicinamento? A queste e ad altre domande hanno risposto 150 giovani, ragazze e ragazzi tra i diciannove e i ventinove anni, tutti battezzati, residenti in piccole e grandi località del Nord, Centro e Sud di Italia, con diverso titolo di studio.

Cinquanta tra coloro che si sono dichiarati credenti nella prima fase della ricerca, promossa dall’ente fondatore dell’Università Cattolica Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, sono stati di nuovo intervistati e hanno raccontato – per la prima volta nel nostro Paese con tale estensione e profondità di indagine – la loro esperienza di fede e il loro vissuto religioso, rivelando un interessante spaccato di questa intima dimensione della vita, delle sue luci e delle sue ombre. 
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Gli oratori ambrosiani nel Novecento, a cura di Paolo Alfieri e Simonetta Polenghi

L’oratorio, nel corso del Novecento, è stato senza dubbio uno dei più importanti luoghi di ritrovo e di formazione per intere generazioni di italiani, soprattutto nelle regioni del Nord. In particolare, nella diocesi di Milano, queste istituzioni hanno segnato non solo la vita religiosa delle terre ambrosiane, ma anche il loro tessuto sociale, economico e politico, accompagnando e orientando la crescita umana e cristiana di molti ragazzi e giovani. Il libro curato da Paolo Alfieri e da Simonetta Polenghi, Gli oratori ambrosiani nel Novecento, ricostruisce le vicende degli oratori milanesi lungo il XX secolo, secondo una prospettiva storico-educativa, che ha privilegiato soprattutto l’analisi della progettualità formativa assunta dall’organismo centrale diocesano, la FOM, dapprima organizzata in forma federativa e successivamente come fondazione.

Il volume, che ha la prefazione di monsignor Pierantonio Tremolada (Vicario episcopale dell'Arcidiocesi di Milano), dedica ampio spazio al passato degli oratori, ma propone interessanti spunti di riflessione sul loro presente e sul loro futuro. >> Leggi la rassegna stampa


Ho ricevuto, ho trasmesso
, a cura di Vincenzo Paglia

Che cosa passano i genitori ai figli? E più radicalmente: i genitori passano ancora qualcosa ai figli? In un’epoca come la nostra di vertiginoso cambiamento sociale, economico, valoriale, la generazione adulta rischia di vivere come inutile o irrealizzabile la consegna ai giovani degli ‘attrezzi’ per vivere. Eppure è in momenti come questi che il patto generazionale della trasmissione consapevole e del ricevimento critico si rivela indispensabile per la crescita e il futuro degli uomini e delle civiltà.

I contributi raccolti in questo volume, firmati da studiosi di discipline e orientamenti diversi, cattolici e laici -  tra i quali Magatti, Botturi, Recalcati, Sequeri, Scaraffia - riflettono sulla fragilità che caratterizza oggi il rapporto genitori-figli, ricostruendo il percorso che ha portato alla smarrita autoreferenzialità odierna, con la generazione adulta ripiegata su se stessa e quella giovane sempre più a disagio per una sedicente autonomia che ha piuttosto il sapore dell’abbandono. I padri (e le madri) non più generativi, ma persi nell’individualismo dell’iperconsumo anche affettivo. I figli che sopravanzano i genitori nella capacità tecnologica, ma poi si fermano ad aspettare, come Telemaco, il ritorno di un padre che metta ordine e indichi la strada. In una singolare convergenza di punti di vista – antropologico, filosofico, psicoanalitico, teologico – gli autori danno forma alla problematica generazionale, guidando alla consapevolezza delle radici ultime di quella che è senza dubbio una delle questioni cruciali del nostro presente. E del futuro dell’umano. >> Leggi la rassegna stampa

 

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