L'atto politico della contemplazione

L'atto politico della contemplazione

12.08.2021
C'è bisogno di guardare oltre: l'occhio della contemplazione
C'è bisogno di guardare oltre: l'occhio della contemplazione
autori: Maria Ignazia Angelini
formato: Articolo
prezzo:
vai alla scheda »

Contemplare è un guardare che vede “oltre”, è la percezione di una dimensione trascendente che nel particolare e nel finito coglie il legame con il senso totale, il disegno unitario, l’armonia delle diversità.

Nel contesto della pandemia, che ha sostituito lo spazio reale con uno spazio virtuale fatto di riunioni e DAD, sembra ancora più attuale l’analisi che Maria Ignazia Angelini, già badessa di Viboldone e una delle voci più lucide del monachesimo italiano (clicca qui per leggere la storia della sua vocazione), affidava alle pagine della Rivista Vita e Pensiero nel 2018. Un invito a riscoprire la pratica della “contemplazione”, un “atto di lettura” simbolica della realtà che, ben lungi dall'essere avulso dalla storia, è altamente politico.

Al solo nominare la parola “contemplazione” si accendono sentimenti opposti e comunque vivaci risonanze, sovrapposte nostalgie: per lo più idealizzanti. La sola parola evoca note antiche, che si perdono nei secoli e nei millenni. Si richiamano e si contrappongono, con infinite variazioni. Dalla letteratura spiritualistica da banco fino ai dizionari filosofici, teologici, spirituali, o delle religioni, infinite vibrazioni, dall’Oriente all’Occidente, entrano in movimento. In opposizione polare.

L’uso indiscriminato, e anche l’abuso del lessico della contemplazione, spinge ad andare a cercarne il significato primitivo. E attraverso questo, il senso originario. Che poi potrà essere detto in molti modi (penso ai paradossi dei detti dei Padri del deserto, che interpretano il capovolgimento della prospettiva religiosa impersonato da Gesù: contemplare è «quando vedrai ogni tuo prossimo, come te stesso», «quando gioirai di riconoscerti l’infimo»): oggi probabilmente in modo nuovo.

Se pensiamo agli inizi, nella cultura classica, alle variazioni di senso nel passaggio dalla theoria greca (il termine ϑεωρία indicava la delegazione inviata a consultare un oracolo o ad assistere a una festa religiosa; per estensione indicò l’atto di chi assisteva ai sacrifici degli dèi o ai detti degli oracoli. Siccome, d’altronde, questa azione consiste essenzialmente nel “contemplare” con riverenza la celebrazione d’una festa o cerimonia religiosa, il termine passò a designare la considerazione conoscitiva in genere) alla contemplatio latina (dal latino contemplāri, propriamente: “attrarre qualcosa nel proprio orizzonte, osservare”, derivato di tĕmplum che originariamente è lo “spazio circoscritto per l’osservazione da parte dell’aruspice del volo degli uccelli”), intuiamo le costanti e le variazioni. In ogni caso, nel contemplare si tratta di quel guardare che vede “oltre”, la percezione di una dimensione trascendente che nel particolare e nel finito coglie il legame con il senso totale, il disegno unitario, l’armonia delle diversità. “Contemplava” il sacerdote che a Roma interrogava gli dèi per conoscere il loro volere attraverso il volo degli uccelli; l’àugure, sollevava il lituo, il suo scettro, e con un gesto ampio, ieratico, circoscriveva la porzione di cielo che avrebbe osservato. Attraverso questa contemplazione giungeva a stabilire se le divinità gradivano o meno una scelta presa dagli uomini.

E oggi, in una vita post religiosa, che ci usura con la sua attività tesa al limite, alternata solo da ozi cerebralmente offline, con la frammentazione all’insegna dell’individuo, e l’imperversare della cultura di uno sguardo da “grande fratello” che pretende di controllare tutto – a tempo zero e a spazio zero – pur restando a distanza: oggi, tendenzialmente, l’atteggiamento contemplativo si atrofizza. È la cultura del virtuale che insidia l’occhio contemplativo. Occhio che vede l’Invisibile senza immaginarlo, senza dargli figura mentale né corporea. Senza desiderio. Vede semplicemente “staticamente”.

Si avverte immediatamente la densità della questione. Che mai può essere ridotta al livello di un banale spiritualismo. E si rimane pertanto doppiamente disorientati di fronte al compito di parlare di contemplazione, oggi: per la complessità della questione; e per l’estraneità dell’epoca alla dimensione propria di questo sguardo che vede, per sola grazia, “altrimenti”. […]
Oggi, agli albori di un’epoca ulteriore, contraddistinta, in negativo, dal “post”, quale risonanza può avere questa “dimensione” che in realtà ridisegna il mondo? L’oggi post moderno per sé, se non disprezza la contemplazione, sembra piuttosto confinarla nello spazio rarefatto del privato. Tra le pratiche della cura di sé. Confusa spesso con il virtuale, anche la contemplazione appare espressione dell’io solitario, senza mondo. Avulso dalla storia, depauperato della sua intima vis profetica.

In realtà contemplare – inteso alla luce della rivelazione cristiana, quale “atto di lettura” simbolica della realtà – è evento spirituale altamente “politico”. E l’epoca che viviamo ai suoi albori è condizione propizia per riscoprire e gustare la nuda essenzialità elaborata dalla pratica della lotta spirituale contro ogni doppiezza.

 

Array
(
    [codice_fiscale_obbligatorio] => 1
    [coming_soon] => 0
    [disabilita_inserimento_ordini_backend] => 0
    [fattura_obbligatoria] => 1
    [fuori_servizio] => 0
    [homepage_genere] => 0
    [insert_partecipanti_corso] => 0
    [moderazione_commenti] => 1
    [mostra_commenti_articoli] => 1
    [mostra_commenti_libri] => 1
    [multispedizione] => 0
    [pagamento_disattivo] => 0
    [reminder_carrello] => 0
    [sconto_tipologia_utente] => prodotto
)

Articolo letto 493 volte.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Pagine prime
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Scopri le altre Collane

Inserire il codice per attivare il servizio.