OFF LINE: intelligenza naturale

OFF LINE: intelligenza naturale

01.08.2023
Intelligenza artificiale: quanto ne abbiamo parlato (giustamente) quest’anno? Per la pausa estiva però proviamo a concentrarci sulla bellezza dell’intelligenza naturale, quella che fino a qualche tempo fa non necessitava di aggettivi per essere distinta da altro.

 L’INTELLIGENZA: qualche definizione 
Partiamo dalla parola, elemento basilare e costitutivo dell’essere umano, come ricorda Manicardi (La passione per l’umano): la parola “intelligenza” deriva da intelligĕre «intendere», composto di inter, "fra", più legĕre, "cogliere, raccogliere, leggere”, quindi, “scegliere fra, distinguere”, “leggere tra le righe” se volete.

L’intelligenza, secondo la definizione che si trova sul dizionario Treccani, è: «quel complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento»; una facoltà propria dell’uomo, continua, che si sviluppa gradualmente a partire dall’infanzia, «accompagnata dalla consapevolezza e dall’autoconsapevolezza».
La psicanalista Anne Dufourmantelle ha scritto che l’intelligenza è anche «comprensione della relazione con l’altro» (La potenza della dolcezza). 

 LA TIRANNIA DELL’ALGORITMO 
Noi quindi non siamo solo una somma di informazioni, il nostro cervello non è un computer, anche se riusiamo a ibridarci facilmente con le nuove tecnologie. Non possiamo metterci in pausa o riavviarci per funzionare meglio, non siamo esecutori di funzioni, eppure viviamo nella “governamentalità algoritmica” scrive Miguel Benasayag, e molte decisioni vengono affidate alla capacità di misurazione della intelligenza artificiale: «la vita degli individui e della società è orientata e strutturata dalle macchine». La performance misurabile è buona o non lo è? Il risultato condiziona molte scelte apicali. Ma anche nel piccolo deleghiamo molte funzioni al cellulare, al calcolo automatico, alla mappa digitale che guida i nostri passi.
Benasayag propone un'analogia interessante: smettereste di camminare sulle vostre gambe solo perché esistono mezzi che possono farlo al posto vostro? Ci ammaleremmo presto. Eppure tendiamo a fare questo con il nostro cervello delegando molte funzioni alla macchina...



 UN PERCORSO OFF-LINE dal 1° al 31 AGOSTO 
Proviamo a de-virtualizzare la nostra vita sociale. Si, ve lo stiamo scrivendo online e sembra un controsenso. Ma l’online non è il male, è come lo si usa (se vi interessa il tema leggete La tirannia dell’algoritmo e Funzionare o esistere?). La macchina vive sempre nel presente, in noi presente e passato convivono in maniera imprevedibile, non calcolabile, verso il futuro.

Per agosto allora proveremo a raccontarvi alcune azioni fisiche – sì, perché per essere intelligenti ci vuole un corpo: «è nel corpo che si iscrivono le passioni, le pulsioni, la memoria di lunga durata» scrive sempre Benasayag – e del pensiero che possiamo goderci solo offline, un percorso dettato dalle nostre autrici e autori dai quali abbiamo sottratto alcune righe, suggestioni, suggerimenti. Abbiamo “letto tra le righe”, che è poi quel modo di leggere in profondità che rende così bella la lettura. L’intelligenza viva non è una macchina di calcolo, è un processo che articola affettività, corporeità, errore, desiderio, coscienza.

Abbiamo anche incontrato alcuni autori – Antonio Spadaro, Rita Bichi, Oliviero Ponte di Pino, Luciano Manicardi, Carlo Borgomeo, Sofia Scatena – per metterli alla prova con il nostro Questionario di Proust 2.0 e provare a leggere oltre i libri, in un confronto amicale, leggero ma anche capace di aprire altri suggerimenti di lettura, ascolto, riflessione.

Buona estate off line.

 
La tirannia dell'algoritmo
La tirannia dell'algoritmo
Autore: Miguel Benasayag
Collana: Transizioni
Formato: Libro | Editore: Vita e Pensiero | Anno: 2020 | Pagine: 112
In questo libro-intervista con Régis Meyran, il filosofo e psicanalista Miguel Benasayag ci mette in guardia dal rischio che siano gli algoritmi dei Big Data a guidare le nostre de­mocrazie.
€ 13,00

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