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Per chi cerca luce

29.04.2020



In questo periodo, tra lockdown e prossime riaperture delle attività, vi proponiamo un percorso di luce e speranza composto attraverso testi di spiritualità e filosofia, un invito che decliniamo con una serie di azioni all’infinito, da meditare ad amare.

MEDITARE

«Il desiderio di luce produce luce»: è una frase di Simone Weil in esergo a un vero manifesto della meditazione, come lo ha definito “La Repubblica”, Biografia del silenzio di Pablo d'Ors, un testo ideale per sciogliere iceberg dell’anima, per guardare con occhi diversi ai problemi e alle paure. Dello stesso autore è il romanzo di formazione Entusiasmo, un divertente e appassionato racconto sulla vocazione e sulla ricerca dell'entusiasmo appunto, che non è una virtù o una qualità: entusiasmo vuol dire “essere abitati”, è quindi un frutto di chi coltiva l'interiorità.

COLTIVARE LA BONTÀ

Josep Maria Esquirol, nel saggio La penultima bontà, ci invita ad un gesto semplice, “coltivare il giardino”, ossia «non essere il centro di un movimento, non essere la “maiuscola delle cose”, ma stare ai margini e lì prendersi cura delle cose che sono da sempre». È il cuore della filosofia della prossimità, di cui il filosofo catalano parla nel suo libro La resistenza intima, vincitore nel 2016 del prestigioso "Premio Nacional de Ensayo": la capacità di «opporsi agli ostacoli della vita» riscoprendo lo straordinario potere della gentilezza e della bontà, unici strumenti efficaci per contrastare le forze disgreganti di questi tempi.

INDUGIARE

Nell’antica Cina era in uso l’orologio ‘a profumo’, che misurava il tempo col bruciare di un profumato sigillo d’incenso e che alla fine lasciava nell’aria un’eccedenza speciale, un aroma che riempiva lo spazio, che indugiava nell’aria. Da qui prende spunto Il profumo del tempo del filosofo coreano Byung-Chul Han, un saggio che sembra invitarci a fare tesoro di questo momento di sospensione, imparando nuovamente ad “indugiare” per restituire al tempo il suo ‘profumo’, «che è lento e permanente, che sa di ricordo e di memoria».

PRENDERSI CURA DELLA TERRA

«Meritiamo il diluvio?» si chiede Massimo Recalcati su "Robinson" leggendo il saggio Dove abita la luce? di Teresa Barolomei che proprio dalla storia di Noè prende avvio. In questo tempo in cui l'uomo è in condizione di distruggere la terra, la vicenda biblica del diluvio «rivela tutta la sua sconcertante attualità». Ma, ne è convinta Teresa Bartolomei, per l'uomo una salvezza è possibile. Noè infatti «sa trarre lezione dal trauma e ristabilire un rapporto di ospitalità e di amicizia con la terra, laddove la tendenza dell'uomo (lo dimostra la storia parallela di Giuda raccontata nel libro) si rivela scabrosamente più fedele al male che non al bene, alle tenebre che non alla luce». 

GUSTARE, VEDERE, TOCCARE DIO

«Esiste una mistica da praticare nel qui e ora della vita» scrive José Tolentino Mendonça in La mistica dell’istante, un saggio che ci invita, con i nostri sensi, a gustare, vedere, annusare, ascoltare e toccare Dio nella nostra quotidianità. Dello stesso autore Chiamate in attesa, una miniera di spunti per «riscoprire la grazia dell’istante accolto per quello che è»: l’esperienza della casa, l’arte di perdere tempo giocando, la capacità di condividere il silenzio, la libertà di abitare il presente e incontrare le sue voci. Consigliamo anche Il piccolo libro delle grandi domande che raccoglie gli articoli scritti dal cardinale portoghese su Avvenire e Elogio della sete, gli esercizi spirituali quaresimali scritti lo scorso anno per Papa Francesco, oltre al più recente Il potere della speranza (scaricabile gratuitamente) che, scritto durante la pandemia, ci invita a riflettere su quello che nutre la nostra quotidianità e a ritrovare il senso di parole perdute come cura, legami, ascolto.

SPERARE

La situazione di emergenza globale innescata dal Coronavirus ci ha colti tutti impreparati. Viviamo tra parentesi, in un tempo sospeso, congelati nel presente, temendo il domani incerto. Ma, dice don Bruno Maggioni in Il terreno della speranza è proprio nel momento della crisi che può riaccendersi la speranza. Guidandoci abilmente tra le pagine della Scrittura, Maggioni ci invita a riconoscere tra le macerie i germi di rinascita. Perché la speranza «è affidata a un terreno la cui vitalità è nascosta» e «chiede lo sguardo lungo, cioè il coraggio della pazienza, quello del contadino dopo la semina». Del teologo e biblista consigliamo anche Perché stata a guardare il cielo?, un invito a cercare Dio in terra, nella concretezza delle relazioni umane.

AMARE

«Dio è amore umile e discreto» scrive Tomáš Halík nell’ebook gratuito Il segno delle chiese vuote, è «la fonte di forza operante in coloro che in tali situazioni danno prova di solidarietà e sacrificio, compresi coloro le cui azioni non hanno una ‘motivazione religiosa’». È questo il cuore dell'«amo volo ut sis» agostiniano scelto dal filosofo ceco come titolo al suo libro Voglio che tu sia, un poetico inno all’amore vero umano, quello che «chiede di cambiare prospettiva, di avere il coraggio di dimenticare sé stessi in forza degli altri».

 

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