PRENDIAMOCI IL TEMPO

PRENDIAMOCI IL TEMPO

19.07.2021


Per l'estate 2021 abbiamo selezionato alcuni dei nostri titoli più amati del catalogo: letture che in modi diversi fanno riflettere sul tempo e le cose importanti ed essenziali della vita; un percorso in compagnia di Byung Chul-Han, Benasayag, Dufourmantelle, Wolf, Tolentino e Pablo d'Ors. Allora questa estate prendiamoci il tempo di…

INDUGIARE SULLE COSE
È la filosofia di vita del noto filosofo sud-coreano Byung Chul-Han, un’arte spiegata nel libro Il profumo del tempo (qui il booktrailer). L’assunto base del libro è che non sia tanto l’accelerazione della vita a incidere negativamente sulle nostre esistenze, quanto l'eccessiva frammentazione del tempo, che «non viene più articolato attraverso tagli, conclusioni, soglie e transizioni, ci si affretta piuttosto da un presente a un altro. Così si invecchia, senza diventare vecchi. E infine si perisce intem­pestivamente. […] Le soglie provocano certo sofferenza e passione, ma rendono anche felici». Percorrendo in modo originale il pensiero filosofico sul tempo, da Aristotele e Tommaso a Heidegger e Arendt, passando per Hegel, Marx e Nietzsche, e non poteva mancare Proust, L’arte di indugiare sulle cose è un prezioso aiuto a percepire la qualità del tempo e sentirne il profumo.

SPEGNERE I CELLULARI
Vacanze, tempo di viaggi. Ma siamo ancora in grado di orientarci senza attivare un gps? «Si sono posti sotto osservazione dei conducenti di taxi a Parigi e a Londra. Mentre quelli londinesi si orientavano da soli, quelli parigini usavano sistematicamente il Gps. Dopo un anno, le misurazioni operate attraverso le tecniche di neuroimaging hanno rilevato che nei conducenti parigini i nodi sottocorticali che si occupano di cartografare il tempo e lo spazio risultavano atrofizzati. Si tratta di atrofie certamente reversibili se la persona abbandona questa pratica… ma, comunque, i tassisti parigini risultavano affetti da una specie di dislessia che diminuiva la loro capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo. Questo esempio illustra una delle conseguenze neurologiche della delega delle funzioni cerebrali alle macchine.» Lo racconta il filosofo di origine argentina Miguel Benasayag nel libro-intervista La tirannia dell’algoritmo. La prospettiva del libro ovviamente non è quella di tornare a un mondo senza tecnologia, ma di sapere come esistere in quanto umani, di fare in modo che, sia pure avvalendoci dell’intelli­genza artificiale, non vengano meno le specificità del vivente, il suo essere imprevedibile e libero, irriducibile a una somma di informazioni, ai parametri della pura efficienza e della perfor­mance. Un libro che nella vivace formula del dialogo ci invita a essere più coscienti delle nostre virtù fuori dai big-data.

ASCOLTARCI
In attesa del nuovo libro di Pablo d’Ors, Biografia della luce (in libreria da ottobre), vi consigliamo il suo best seller Biografia del silenzio (tradotto in varie lingue, in Spagna ha superato le 100mila copie). Se non l’avete ancora letto, l’estate è forse il periodo migliore per farlo. Si tratta di un libro piccolo e prezioso che con ironia e grazia invita alla meditazione e alla scoperta di sé. Un cammino per ascoltarsi e fare spazio: «la vera gioia è qualcosa di molto semplice e alla portata di tutti. Basta fermarsi, tacere, ascoltare e guardare; benché fermarsi, tacere, ascoltare e guardare – cioè meditare – ci risulti oggi così difficile e abbiamo dovuto inventare un metodo per qualcosa di tanto elementare. Meditare non è difficile, il difficile è voler meditare». Se volete mettervi alla prova, basta sfogliare queste pagine, che trasmettono positività e sciolgono le preoccupazioni: perché – come si legge ancora nel libro - «qualsiasi iceberg, per quanto grande, è solo acqua».

RISCHIARE
Siamo all’interno di una cultura che non riesce più a pensare il rischio senza farne un atto eroico, o – ancor peggio – una pura follia o una condotta deviante. La piscanalista francese Anne Duformantelle recupera il significato autentico del rischiare, che è il decidere e affrontare le proprie paure, aprendosi: il rischio apre al caso, ma è anche un kairos, l'istante decisivo, quello che può rivelare una riserva di insospettata (e benedetta) libertà. «L’istante della decisione», si legge in Elogio del rischio, «quello in cui il rischio è preso, inaugura un tempo altro […] il contrario della nevrosi, il cui marchio di fabbrica è prendere al laccio l’avvenire in modo tale da plasmare il nostro presente secondo la matrice delle esperienze passate, non lasciando alcun posto all’effrazione dell’inedito, allo spostamento, anche infimo, che apre una linea di orizzonte.»
Allora prendiamoci il tempo (e il rischio) di:
«partire in auto per andare a pranzare in città e finire a Roma, l’indomani, dopo aver viaggiato tutta la notte, perché si è cambiato idea. [...]
vedere il vostro uomo per la cinquantesima volta declinare l’offerta del piccolo venditore di rose (rattrappite) pakistane, e comprargli l’intero mazzo per offrirlo a tutti quelli che sono là in sala. […]
raccogliere sulla spiaggia sassolini di vetro levigati dal mare e gettarli poi, la sera.»

LEGGERE UN LIBRO SENZA INTERRUZIONI
Ammettiamolo, leggere un libro senza interruzioni, sprofondati su una poltrona o una sdraio, è ormai una rarità. Circondati da input di tutti i generi, senza rendercene conto la lettura sulla pagina di carta stampata sta diventando sempre più difficile e richiede impegno e tenacia anche da parte dei “lettori forti”. Eppure è una di quelle piccole battaglie della vita quotidiana da non perdere, perché a rischio c’è qualcosa di più: il nostro modo di percepire la realtà, di empatizzare con il prossimo, di saper interpretare e collegare gli eventi. Lo spiega, con passione e con una scrittura coinvolgente, la neuroscienziata Maryanne Wolf nel libro Lettore, vieni a casa. Il cervello che legge in un mondo digitale. Il saggio ha la forma di una raccolta di lettere dedicate a ognuno di noi: la Wolf inizia infatti ogni capitolo con la formula “Caro lettore, …” e spiega, in maniera chiara, cosa è la lettura e perché dobbiamo preservarla.

RIPOSARE
«Imparare a riposare è anche imparare a liberarsi dall’urgenza delle nostre aspettative e dei nostri desideri eccessivamente idealizzati. Riposare è dirsi, nel fondo del cuore: "Io sto qui, in attesa di niente"». È una delle fulminanti riflessioni di José Tolentino Mendonça raccolte nel libro Una grammatica semplice dell'umano. Un abbecedario di spiritualità e umanità da sfogliare con calma; una pagina al giorno. 

Un caro augurio di buone e serene vacanze!

 

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