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Qual era il volto di Sant’Ambrogio? E il padre?

02.12.2015

Il 7 dicembre è Sant’Ambrogio. Festa amatissima, per celebrare il grande vescovo milanese.
 
Noi per ricordarlo offriamo un percorso “giallo” su due punti oscuri del santo: qual era il vero volto di Sant’Ambrogio? E chi era suo padre?


Al primo quesito tenta di rispondere Ivan Foletti, che su «Arte Lombarda», 3 (2012) in Del vero volto di Ambrogio. Riflessioni sul mosaico absidale di Sant’Ambrogio a Milano in epoca carolingia si dedica a un'appassionante ricostruzione storica e iconografica. Foletti indaga infatti la sorprendente metamorfosi che subì il volto di Ambrogio nel mosaico della basilica, radicalmente diverso dalla fisionomia tradizionale. Questo cambiamento in parte è sicuramente dovuto alle traversie che subì il mosaico stesso, che è il risultato di un lungo processo storico: concepito probabilmente già in epoca ambrosiana, modificato in epoca carolingia e danneggiato tra il 1190 e il 1198, fu parzialmente ricostruito all’inizio del Duecento prima di subire un radicale restauro nel corso dell’Ottocento e una tragica devastazione nel 1943, durante i bombardamenti di Milano. Dopo la guerra, l’abside fu ricostruita rispettando l’iconografia precedente mantenendo, inoltre, alcuni elementi d’origine. Del mosaico medievale restano perciò soltanto alcuni brani molto danneggiati, mentre il resto è dovuto ai rifacimenti degli ultimi due secoli.

Luigi F. Pizzolato invece nell'articolo L’enigma del padre di Sant'Ambrogio uscito su «Aevum», 88 (2014), fasc. 1, formula un’ipotesi sul vero padre di Sant’Ambrogio. Constatata la povertà d’informazioni su questo tema sia negli scritti del Santo, come nelle Epistulae e nelle opere sulla verginità, o nei due discorsi – funebre il primo e consolatorio il secondo – per il fratello Satiro, sia nelle altre fonti letterarie e agiografiche, come nella Vita Ambrosii, scritta dal suo diacono e segretario Paolino, si chiede la motivazione di questa reticenza. Certo, gli scrittori romani antichi, per riservatezza e per una specie di aristocratico decoro, erano restii a parlare nelle loro opere ufficiali del loro mondo famigliare. Ma non c’è solo questo. Pizzolato infatti, tramite gli indizi offerti dagli studi sulla data, il luogo di nascita e le opinioni di Ambrogio sul mondo politico a lui contemporaneo, avanza l’ipotesi che il padre di Ambrogio fosse un certo Marcellino, uomo politico fatto oggetto di una vera e propria vituperatio e di una damnatio memoriae per la sua condotta politica. Da qui il sospetto che il silenzio sia voluto e magari tacitamente concordato. Non solo dunque, a giustificare la reticenza, l’aristocratico decoro ma anche ragioni di opportunità: per Ambrogio Marcellino era una presenza scomoda, e ingombrante.

 

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