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Conrad e il mare: la scrittura tra navi, naufragi e natura

27.02.2015
Joseph Conrad: la figura del mare
Joseph Conrad: la figura del mare
autori: Giuliana Bendelli
formato: Libro
prezzo:
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Conrad e il mare. La scrittura tra navi, naufragi e natura è il titolo del dibattito che sarà ospitato giovedì 5 marzo alle ore 12.30 dall'Acquario Civico di Milano, promotore della mostra dedicata alla figura del celebre scrittore. Un'occasione per riscoprire il pensiero dello scrittore che si scagliò contro i “Leviatani del mare”, le grandi navi che minacciavano la scomparsa dei velieri, come il Titanic, e che dimostrò una sensibilità ecologica, attualissima, nel delineare il rapporto tra uomo e natura. 

Protagonisti dell'incontro: Giuliana Bendelli, Giovanni Gobber (Università Cattolica del Sacro Cuore), Fausto Ciompi (Università degli Studi di Pisa), John Meddemmen (Università degli Studi di Pavia), Bruno Sacella (Museo Marinaro “Gio Bono Ferrari” di Camogli), Richard Ambrosini (Università di Roma 3)

Giuliana Bendelli ha dedicato a Conrad il libro Joseph Conrad: la figura del mare (Vita e Pensiero) che indaga le modalità di rappresentazione del mare con particolare riferimento ad alcuni suoi testi cruciali, gli unici veri e propri “racconti di mare”: Il Negro del "Narcissus", romanzo assurto a emble­ma­tico manifesto dell'impressionismo letterario, che evidenzia, ac­canto alla pregnanza simbolica delle immagini, la forte valenza pittorica e visiva della sua (il volume della Bendelli, non a caso, affianca all'analisi stilistico-letteraria della scrittura conradiana, un apparato icono­gra­fico, fotografico e figurativo volto a illustrarne la vivida descrizione delle navi e del mare insieme alla rigorosa attenzione all'utilizzo del gergo nautico); Tifone, un romanzo breve caratterizzato da descrizioni incisive del titanismo degli eventi naturali in cui il tifone irrompe sugli esseri umani, li scuote e mette a nudo costringendoli a specchiarsi con la loro intima natura; Lo Specchio del Mare, un'autobiografia in chiave saggistica, roman­zata, scritta nel 1906 e ripresa nel 1919 con una prefazione che ne spiegava il senso: «... questo libro, scritto in perfetta sincerità, non lascia celato nulla – se non la mera presenza fisica dello scrittore. In queste pagine io faccio una piena confessione, non dei miei peccati, ma delle mie emozioni.È il miglior tributo che la mia devozione può offrire a tutto ciò che ha definitivamente formato il mio carattere, le mie convinzioni, e, in certo senso, il mio destino - al mare imperituro, alle navi che non ci sono più, e agli uomini semplici che hanno vissuto il loro momento».

Le navi che non ci sono più sono i velieri e gli uomini semplici il loro equipaggio. Questo era stato il mondo di Conrad, un mondo destinato a scomparire a causa di un progresso dissennato che portava a concepire mostri marini, veri e propri leviatani del mare. Così Conrad anni prima aveva definito il Titanic in occasione del suo affondamento, nell'aprile 1912.

Joseph Conrad: la figura del mare riporta alla fine i due articoli che Conrad aveva scritto su questo disastro. Qui lo scrittore si interroga sulle cause dell'incidente denunciando l'intento commerciale dell'operazione mentre riflette sul senso del progresso umano: «Esiste un punto in cui lo sviluppo smette di essere vero progresso [...]. Esiste un punto in cui il progresso, per essere un vero avanzamento, deve variare leggermente la sua linea di direzione....».
 
Il profondo messaggio di Conrad riguarda il rapporto tra l'uomo e la natura e la sua osservazione dello "spettacolo dell'universo", lungi dall'essere puramente estatica e/o estetica, tradisce un'acuta visione storica. Le sue riflessioni hanno dimostrato lungimiranza e rivelato una sensibilità che oggi, senza alcuna esitazione, definiremmo ecologica.

Per delineare appieno lo spessore di una tale figura di uomo e letterato, insieme a Giuliana Bendelli interverranno: Fausto Ciompi, autore di un approfondito studio critico sull'autore, Conrad. Nichilismo e alterità; John Meddemmen, che farà riferimento al celebre naufragio del Deutschland, avvenuto nel 1875, che ispirò al grande poeta Gerardo Manley Hopkins un originalissimo poema religioso, Il Naufragio del Deutschland edelqualeMeddemmenharecentemente curato una pregevole edizione commentata; Giovanni Gobber che rifletterà sull'eventuale influsso della lingua madre polacca sull'inglese di Conrad; il Comandante Bruno Sacella che, oltre a portare la testimonianza personale dell'uomo di mare, in qualità di Direttore del Museo Marinaro di Camogli, illustrerà il materiale riconducibile ai velieri del XIX secolo conservato nel museo, con un'attenzione particolare ad alcuni oggetti e strumenti appartenuti al veliero Narcissus che a fine Ottocento fu acquistato dalla Capitaneria di Camogli; Richard Ambrosini, in qualità di coordinatore italiano di un progetto sullo studio conradiano in Europa, riferirà dello stato dell'arte degli studi italiani su questo autore.

CONRAD E IL MARE. LA SCRITTURA TRA NAVI, NAUFRAGI E NATURA
giovedì 5 marzo ore 12.30 - Acquario Civico di Milano
Viale Gadio, 2 – M2 Lanza | ingresso gratuito
L'incontro è promosso dall'Acquario Civico di Milano, dal Comune di Milano e dalla casa editrice Vita e Pensiero.



Download:
Conrad_invito.pdf
 

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