Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

28.09.2022

Quello che mangiamo, come lo mangiamo e con chi lo mangiamo dice molto di noi, e ogni giorno veniamo influenzati da diversi fattori nelle nostre scelte alimentari, che a loro volta sono guidate da molteplici dimensioni psicologiche: cognitive, emotive, valoriali, sociali e comportamentali. Patrizia Catellani e Valentina Carfora lo spiegano bene in Psicologia sociale dell'alimentazione, volume che ci aiuta a comprendere queste dinamiche e a capire come promuovere un'alimentazione sana e sostenibile, che contribuisca al benessere delle persone.

Com’è nata l’idea di realizzare questo volume?
È nata dal desiderio di organizzare in modo sistematico un’ampia ma troppo frammentata letteratura su come applicare la psicologia sociale alla promozione di una alimentazione sana e sostenibile. Nello scrivere il volume abbiamo tenuto conto, per quanto possibile, delle possibili disparate provenienze dei nostri lettori, in tema di competenze e interessi. Abbiamo quindi illustrato come i principali concetti e strumenti della psicologia sociale possono contribuire a spiegare i comportamenti alimentari e a realizzare campagne di comunicazione alimentare più efficaci perché in sintonia con le caratteristiche psicosociali dei loro destinatari.

In che modo la comunicazione offline influenza la nostra alimentazione?
Per comunicazione offline intendiamo la comunicazione verbale, ma anche, e soprattutto, quella non verbale, che influenza le nostre scelte alimentari. Quando acquistiamo, prepariamo o consumiamo il cibo ci capita spesso di essere con altre persone. La presenza e i discorsi degli altri ci influenzano nel senso che spesso variamo i nostri comportamenti in funzione di questi. Quello che mangiamo dipende infatti in larga misura anche dal nostro desiderio di aderire o meno a norme sociali condivise e ad attese stereotipiche che gli altri ci comunicano in modo più o meno esplicito. Facendo leva proprio su questi processi di influenza sociale è possibile anche costruire una comunicazione alimentare volta a promuovere l’adozione di scelte alimentari sane e sostenibili.

E quella online?
I social media pullulano di pagine, post, blog e influencer che parlano di alimentazione. Sempre più app per cellulari propongono informazioni e strategie per la perdita di peso o l’adozione di stili di vita più sani e sostenibili. Anche in questo ambito, una comunicazione pubblica appropriata può contribuire ad aumentare i comportamenti alimentari sani e sostenibili. Perché questo sia possibile è importante tuttavia tenere conto del modo in cui gli individui elaborano le informazioni e le raccomandazioni ricevute. Va inoltre considerato che una serie di caratteristiche della fonte dei messaggi influenzano l’esito della comunicazione. In quest’ottica possono essere comprese anche le dinamiche persuasive connesse all’attività sui social media dei food influencer.

Qual è il rapporto tra l’umore, la gratificazione e il cibo?
Mangiare può svolgere una funzione di regolazione delle emozioni negative, come la tristezza, o incrementare le emozioni positive legate al piacere alimentare. L’emblema del rapporto tra alimentazione ed emozioni è il cosiddetto “comfort food”, ossia un cibo il cui consumo fornisce consolazione o in generale una sensazione di benessere. Parliamo dunque di alimenti che offrono una sorta di conforto psicologico, soprattutto emotivo.

E per le emozioni negative?
A partire dagli effetti del “comfort food” o di altri processi, come la “fame nervosa” e la “dipendenza da cibo”, il piacere legato all’alimentazione è stato spesso studiato in chiave negativa, equiparandolo alla soddisfazione degli impulsi viscerali innescati dalle emozioni negative o dall’ambiente. In questo caso il piacere è definito come un desiderio cui resistere, per esempio cercando di distogliere l’attenzione dagli stati corporei che segnalano il desiderio di cibo (fame, eccitazione, salivazione ecc.). Tuttavia, il piacere alimentare può essere visto anche in una chiave più positiva, centrata sulle dimensioni sociali, culturali ed estetiche del mangiare. In questa chiave, il piacere alimentare è inteso come percorso positivo verso il benessere. Soprattutto, viene valorizzata la positività che deriva dall’avere consapevolezza di stati sensoriali e corporei piacevoli mentre si mangia.

Nel volume scrivete: «il cibo parla di noi e del nostro stile di vita». Qual è il rapporto tra identità sociale e scelte alimentari?
«Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei». Attraverso le nostre scelte alimentari definiamo la nostra identità, raccontiamo chi siamo, così come la nostra appartenenza a un gruppo o le differenze rispetto ad altri. Basti pensare a come la pasta, la pizza e il caffè espresso siano simbolo di italianità. Preferire certi cibi o rifiutarne altri spesso significa marcare un confine tra noi e gli altri, facendo distinzioni che non sono solo di tipo gastronomico, ma anche (e a volte soprattutto) di tipo culturale o ideologico. In sostanza, le scelte alimentari difficilmente riguardano solo la sfera privata dell’individuo; al contrario avvengono in contesti sociali, influenzano gli altri e ne sono influenzate.

Cos’è il marketing dello scaffale? È davvero efficace?
Molti avranno notato che quasi tutti i supermercati hanno una disposizione simile dei prodotti alimentari in vendita. Ad esempio, nella maggior parte di casi frutta e verdura sono esposti all’ingresso del supermercato. E spesso viviamo invece l’esperienza di cercare un prodotto di base, come farina o zucchero, senza trovarlo con facilità. Tutto questo non è casuale, ma accuratamente studiato dagli esperti di marketing. Il marketing dello scaffale (shelf marketing) è quindi una strategia di vendita volta ad attirare l’attenzione dei consumatori verso un determinato prodotto. L’obiettivo è indurre il consumatore, attraverso un’attenta selezione di colori, profumi e disposizione dei prodotti, a trascorrere quanto più tempo possibile nel supermercato, aumentando la probabilità che sia indotto ad acquistare anche prodotti che inizialmente non aveva programmato di acquistare. Queste strategie sono spesso efficaci perché ne siamo inconsapevolmente influenzati. È evidente come sia importante diffondere sempre più conoscenze e competenze che ci rendano più consapevoli dei prodotti che mettiamo via via nel carrello.

Quali sono le opportunità di una comunicazione digitale integrata con la psicologia sociale dell’alimentazione?
Una collaborazione tra psicologia sociale dell’alimentazione e intelligenza artificiale può essere fruttuosa per sviluppare una comunicazione alimentare che sia davvero in sintonia con le esigenze degli interlocutori. Tra le opportunità principali vi è quella di promuovere il cambiamento alimentare su larga scala, raggiungendo un ampio numero di persone in breve tempo e con costi ridotti. Questo diviene possibile perché si arricchisce e si velocizza la profilazione delle persone, si modulano gli interventi comunicativi in base ai profili e si offrono alle persone dati che consentono di monitorare in tempo reale il raggiungimento dei propri obiettivi. Tutto questo è possibile trasformando i modelli di spiegazione psicosociale del comportamento alimentare e del suo cambiamento in modelli di intelligenza artificiale che facilitano la gestione automatica di una comunicazione personalizzata sulla base delle caratteristiche dei destinatari.

Alcuni esempi?
Nel libro vengono presentati esempi di come l’integrazione tra modelli di psicologia sociale dell’alimentazione e modelli di intelligenza artificiale si sia già avviata. L’analisi prende anche in esame i rischi e le opportunità collegate all’utilizzo di sistemi automatici di comunicazione in supporto alle scelte alimentari. L’obiettivo è sviluppare una comunicazione digitale che, grazie all’utilizzo dei chatbot, possa rivolgersi a un pubblico di persone anche molto vasto e variegato, sempre nel pieno rispetto dei bisogni e delle risorse di ciascuno.

(a cura di Chiara Ascoli)

 
Psicologia sociale dell'alimentazione
Autore: Valentina Carfora, Patrizia Catellani
Collana: Trattati e manuali. Psicologia
Formato: Libro | Editore: Vita e Pensiero | Anno: 2022 | Pagine: 240
Il volume aiuta a comprendere le dimensioni cognitive, emotive, valoriali, sociali e comportamentali coinvolte nelle nostre scelte alimentari con riferimenti rigorosi e aggiornati alla letteratura scientifica.
€ 28,00

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