Expo, la città fertile: nutrire il pianeta affinché non manchi il pane e la dignità del lavoro: intervista a Pierluigi Malavasi

Expo, la città fertile: nutrire il pianeta

20.05.2015
Expo Education Milano 2015. La città fertile
Expo Education Milano 2015. La città fertile
autori: Pierluigi Malavasi
formato: Ebook
prezzo:
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Il cibo, simbolo dell'eccellenza italiana e viaggio nelle culture del mondo, tra piacere dei sensi e bisogno di sopravvivenza. È questo il tema centrale dell'Expo 2015 che ha, come finalità principale, l'educazione al rispetto del cibo e delle culture. Abbiamo rivolto qualche domanda al prof. Pierluigi Malavasi, docente di pedagogia, che nel suo volume Expo Education Milano 2015. La città fertile, spiega l'importanza di questa manifestazione.

Come pensa che l'Expo possa cambiare lo scenario alimentare mondiale?
Expo indica che una nuova sensibilità “verde” sta mutando concezioni produttive e consumi, influendo sugli stili di vita e, a cascata, sul lavoro e sull'organizzazione dei servizi, sul cibo e sulle filiere agroalimentari, sull'urbanizzazione e sui criteri costruttivi, sui trasporti e sulle infrastrutture.

Expo è un’occasione bellissima per globalizzare la solidarietà. La scelta di un tema così importante, Nutrire il pianeta. Energia per la vita, non deve restare solo “un tema”. È l’augurio di Papa Francesco nel giorno dell’inaugurazione: è essenziale vivere Expo attraverso la “coscienza” dei volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano e persino muoiono, per una alimentazione carente o nociva. In questo Expo può aiutare a cambiare e cambiarci: che non manchi il pane e la dignità del lavoro ad ogni uomo e donna.

Il titolo del suo libro è Expo Education Milano 2015. La città fertile, che messaggio vuole dare?
L’esposizione ha uno scopo principalmente educativo, coniugando bisogni emergenti dalle attività umane, progressi realizzati e prospettive per il futuro. Il volume offre l’opportunità di riflettere sulle principali questioni legate al tema di Expo: le culture del cibo, la sostenibilità degli stili di vita, la scoperta di identità in dialogo.

Nuove relazioni potranno instaurarsi tra persone e mondi a patto di cogliere con responsabilità l’intelligenza della realtà, la vera protagonista dell’evento, la percezione dei volti, i volti di tutti i lavoratori che hanno faticato per Expo “specialmente dei più anonimi, dei più nascosti” e di tutti coloro che lo visiteranno per comprendere ed educarsi a custodire le risorse di tutti: la città fertile è questo grande progetto di solidarietà, nutrire il pianeta nel rispetto dell’umano, della piena dignità delle culture. Expo education significa che le nostre azioni quotidiane, ad ogni grado di responsabilità, hanno un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame.     

L'Italia è al centro del mondo per quanto riguarda l'alimentazione. Ma cosa possiamo dire quando incontriamo tra i padiglioni aziende e brand tra i più diversi, come McDonalds e Coca Cola?

Il tema dell’esposizione rappresenta un appello etico-morale a farsi carico del crescente divario tra le popolazioni del mondo. Può diventare espressivo della coscienza internazionale di fronte agli orrori della denutrizione e concreta prospettiva di cooperazione. Expo chiama in causa responsabilità sociale, valori d'impresa e sistema istituzionale per sollecitare l'azione sui temi della formazione, dell'energia e della nutrizione.

 Nutrire il pianeta, energia per la vita è la sfida per costruire uno sviluppo umano integrale che coinvolge le persone e le organizzazioni, politica e  mondo imprenditoriale, senza eccezioni. Affinché questo accada è essenziale convenire su una cultura della vita e dei beni comuni: persone e istituzioni sono chiamate ad offrire un contributo autentico alla gestione integrata delle risorse naturali, prestando attenzione alle effettive condizioni di vita dell'umanità, prima che alle possibilità di consumo individuali o all'ostentazione del progresso.

L’Università Cattolica ha dedicato un’attenzione sistemica a Expo. Cosa ne pensa?
Nel lavoro svolto da un gran numero di docenti e ricercatori coordinati da ExpoLab sono stati trattati temi relativi al concetto di Food Security e Food Safety, (disponibilità/sicurezza), con un particolare focus sulle popolazioni vulnerabili nei Paesi Emergenti e in Via di Sviluppo (PVS). Si è approfondito il ruolo e la visione della Commissione europea sul tema delle azioni da implementare per la promozione di sistemi agroalimentari più sicuri e quindi più sostenibili. Considerevole l’approfondimento sui temi del convivio, cibo e alimentazione tra bisogni e culture, educazione alimentare ect.. E’ un frutto rilevante, quanto realizzato dal centro diretto dal professore Pier Sandro Cocconcelli, che favorisce l’attiva collaborazione di discipline e studiosi, sensibilità e professioni.

Quali sono le principali finalità di Expo Milano 2015?
Prendere coscienza, educare e trasformare la cultura dello spreco, dello scarto in sviluppo eco e sostenibile. E quindi si tratta di accrescere la qualità e la sicurezza dell'alimentazione, vale a dire la sicurezza di avere cibo a sufficienza per vivere e la certezza di consumare cibo sano e acqua potabile. Prevenire le nuove grandi malattie sociali della nostra epoca, dall'obesità alle patologie cardiovascolari, dai tumori alle epidemie più diffuse; valorizzando le pratiche che permettono la soluzione di queste malattie; innovare con la ricerca e l'impresa l'intera filiera alimentare per migliorare le caratteristiche nutritive dei prodotti, la loro conservazione e distribuzione; formare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita in particolare per i bambini, gli adolescenti, i diversamente abili e gli anziani; valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali ed etnici. 

Ritiene che l'Expo possa aiutare a risollevare il Paese dalla crisi?
Invocare un cambiamento di mentalità politico-istituzionale richiede una coscienza e una mobilitazione collettiva. Non si supera una crisi senza una profonda svolta comune, ed è questo che l'Expo sta promuovendo, ma poi dovrà anche fare concretamente. Al momento possiamo vivere questa esperienza globale come un’occasione unica per le generazioni e cercare di portare anche il nostro contributo a una riflessione che confluisce nella fattiva operatività dei principi della Carta di Milano, la vera eredità di Expo. Nella consegna il 16 ottobre, nelle mani del segretario generale dell’Onu, Ban Ki moon, è sintetizzato il compito di trasmetterla al mondo. Forse, solo allora. potremo capire e fare le prime valutazioni sull’utilità dell’esposizione universale in corso.


Intervista a cura di Stefania Cannea

 

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