Il tuo browser non supporta JavaScript!

La legge di Forti che educa e cura

15.01.2019
La cura delle norme
La cura delle norme
autori: Gabrio Forti
formato: Libro
prezzo:
vai alla scheda »
«Una questione di giustizia è una questione che riguarda tutti gli uomini». Non tanto perché tutti gli uomini prima o poi si trovano impelagati in una vertenza giudiziaria. “La campana” della giustizia suona per tutti, scrive Gabrio Forti citando Hemingway, semplicemente in quanto «partecipi dell’umanità»: ed è a questa umanità ancora interessata alle radici profonde dei problemi di convivenza che il docente di diritto penale dell'Università Cattolica dedica il suo ultimo libro, La cura delle norme.
 
Un saggio che difende in modo appassionato un valore forse fuori moda, quello dell’'educazione alla legalità'. Prendendo le distanze dalla retorica mainstream di luoghi comuni che spesso accompagnano questo concetto, Forti colloca l’origine della corruzione nel nostro paese laddove nasce non solo l’erosione delle norme ma soprattutto della conoscenza.

Come in ogni campo, anche in quello giuridico è necessario conoscere per poter curare, e prima ancora, essere consapevoli della malattia. In un habitat dove la «violenza, che nasce dal disprezzo, sembra non essere mai stata così universale e acuta», Gabrio Forti ci invita ad educare il nostro sguardo diversamente, ‘alla ricerca della bellezza’. E lo fa scrivendo un saggio da cui traspare tutto il suo amore per la cultura, e per la letteratura in particolare.

Nel volume Forti si lascia accompagnare dalla figura e dalle opere di J.W. Goethe, dalla sua idea di “nobiltà di spirito”, capace di sbarrare il passo al maligno perché «mentre il diavolo è sempre portato a vedere il male nel bene, sa riconoscere il bene anche nel male». Goethe “fugge dal diritto” come professione dopo il processo e l’esecuzione capitale di Susanna Margaretha Brandt, accusata di infanticidio e decapitata nel 1772, e rinnega un diritto che ha abdicato ai propri compiti ricercando il proprio senso nella violenza istantanea. Tuttavia la sete di giustizia non lo abbandonerà mai. Come testimonia uno dei suoi drammi più noti, l’Ifigenia: dall'invocazione di Ifigenia a liberare le leggi dalle brame di chi se ne serve come «un'arma» alla scelta di Toante di abbracciare un altro diritto, che «può essere anche, se non soprattutto, già un umanesimo cristiano»

Secondo Forti è da qui che dovremmo partire per tornare ad avere leggi che plachino la nostra ‘domanda di giustizia’ e una legalità che sia innanzitutto «interiorizzazione di valori condivisi»: riportando al centro della giustizia l’etica della cura, il valore dell’attenzione, «attenzione innanzitutto alle storie che ci circondano, ognuna delle quali merita di essere narrata e ascoltata, e, come tale» sottolinea Forti, «entra a comporre una molteplicità verso la quale volgersi con spirito di discoperta come a un giacimento di tesori inesausti, enormemente interessanti per lo spirito creativo e curioso».
 

Array
(
    [codice_fiscale_obbligatorio] => 1
    [coming_soon] => 0
    [fattura_obbligatoria] => 1
    [fuori_servizio] => 0
    [homepage_genere] => 0
    [insert_partecipanti_corso] => 0
    [moderazione_commenti] => 1
    [mostra_commenti_articoli] => 1
    [mostra_commenti_libri] => 1
    [multispedizione] => 0
    [pagamento_disattivo] => 0
    [reminder_carrello] => 0
    [sconto_tipologia_utente] => prodotto
)

Articolo letto 784 volte.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*
Captcha errato

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Tutte le Collane