L’intelligenza emotiva e la comunicazione d’impresa - Intervista a Manuela Franco

L’intelligenza emotiva e la comunicazione d’impresa - Intervista a Manuela Franco

01.08.2022
Comunicazione d'impresa
Comunicazione d'impresa
autori: Annalisa Galardi
formato: Libro
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Cos'è l'Intelligenza Emotiva e perché è importante parlarne a proposito delle imprese? Annalisa Galardi, autrice del manuale Comunicazione d'impresa, intervista Manuela Franco*, che a questo tema ha anche dedicato (con Laura Tappatà) un agile volume già nel 2007 e nel 2009 ha lavorato alla validazione italiana dell’Emotional Quotient Inventory di BarOn.

Che cos'è l'Intelligenza Emotiva?
Tra i diversi modelli teorici, uno di quelli che ho trovato più interessante nell’attività di ricerca universitaria è l’Intelligenza socio-emotiva di BarOn. Questo studio ha coinvolto 85.000 persone di quattro continenti diversi e ha delineato cinque dimensioni principali che permettono di misurare il Quoziente Emotivo Totale di un individuo o di un gruppo. Le aree di indagine possono essere così elencateIntrapersonale (considerazione di sé, autoconsapevolezza emotiva, assertività, indipendenza, realizzazione di sé), Interpersonale (empatia, responsabilità sociale, relazioni interpersonali), Adattabilità (esame di realtà, flessibilità, problem solving), Gestione dello Stress (tolleranza dello stress e controllo degli impulsi) e Umore Generale (felicità e ottimismo). È evidente come queste dimensioni siano un insieme di abilità emotive e cognitive, determinanti in campo lavorativo ma non solo.

Perché è importante parlare di Intelligenza Emotiva nelle imprese?
Attualmente le Imprese si trovano ad affrontare continui cambiamenti di mercato che comportano, anche a livello organizzativo, un adeguamento dei processi interni; ciò rende necessario un nuovo modello di business e alte prestazioni. Nel famoso testo “Working with Emotional Intelligence” Goleman riporta i risultati delle ricerche, condotte all’interno di più di cento organizzazioni, che individuano nelle competenze emotive le abilità maggiormente rilevanti per avere una best performance lavorativa.

Le soft skills collegate all’Intelligenza emotiva più ricercate ancora oggi sono:

  • Comunicare efficacemente e ascoltare in modo empatico;
  • Adattarsi e affrontare le situazioni problematiche in modo creativo – pensiero flessibile;
  • Mantenere la stabilità emotiva in situazioni problematiche e di stress;
  • Lavorare per obiettivi con forte motivazione personale;
  • Essere aperti allo sviluppo professionale;
  • Essere in grado di lavorare in team con un orientamento alle relazioni interpersonali e alla cooperazione;
  • Predisposizione alla leadership collaborativa.

Le organizzazioni, inoltre, hanno importanti obiettivi relativi alla sostenibilità sociale e ambientale. I principi morali ed etici del lavoro richiedono un mutamento dei valori su cui si basa la cultura organizzativa e si intersecano nuovamente con il modello dell’Intelligenza emotiva. In un’ottica di sostenibilità ricercare il benessere organizzativo diventa fondamentale e strettamente connesso al benessere individuale/sociale.

Nell'era digitale dove si colloca l'Intelligenza Emotiva?
Kotler enfatizza la responsabilità sociale ed ecologica del Marketing nel business, includendo anche l’ambiente online, per migliorare e mantenere il benessere dei consumatori e della società. In generale l’ambiente digitale, l'essere connessi ai social network, la socializzazione virtuale e il far parte di una comunità, può portare a sperimentare un sentimento positivo di appartenenza online, di contro creare uno squilibrio personale nella vita reale. Centrale anche in questo caso è la promozione di principi e valori connessi alla responsabilità sociale, dove nuovamente l’intelligenza emotiva può essere considerata il perno per migliorare il rapporto tra individui e le nuove tecnologie.


Per approfondire >> Comunicazione d'impresa


*Manuela Franco è Psicologa del lavoro e delle organizzazioni, consulente nell’ambito della Ricerca e Selezione, Bilancio delle Competenze,Valutazione del Potenziale, Sviluppo di Carriere, Coaching e Formazione. Nell’ambito dell’Intelligenza socio-emotiva, ha svolto attività di ricerca per la cattedra di Psicologia della Personalità all’Università Cattolica di Milano e attività didattica presso l’Università di Chieti e l’Alta Scuola di Formazione Pedagogica di Locarno, Svizzera. Oggi collabora con la cattedra di Comunicazione d’impresa dell’Università Cattolica di Milano.

 

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