Body-more, Murdaland. Baltimora, Maryland, fra crimine e istituzioni in The Wire - Andrea Fornasiero - Vita e Pensiero - Articolo Vita e Pensiero

Body-more, Murdaland. Baltimora, Maryland, fra crimine e istituzioni in The Wire

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Body-more, Murdaland. Baltimora, Maryland, fra crimine e istituzioni in The Wire
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
sezione Open Access
titolo Body-more, Murdaland. Baltimora, Maryland, fra crimine e istituzioni in The Wire
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 12-2009
issn 0392-8667 (stampa) | 1827-7969 (digitale)
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Il poliziesco seriale televisivo americano è da sempre attento alla città dove è ambientata la serie, facendone una sorta di personaggio e delineandone sovente i lati più oscuri. Il 2002 segna l’inizio di due produzioni di questo genere dal taglio realistico, più di quanto si fosse mai visto fino ad allora in tv: The Shield e The Wire. Se la prima è ambientata nel quartiere verosimile ma immaginario di Farmington, la seconda presenta invece una mirabile aderenza ai luoghi di Baltimora e la fedeltà della rappresentazione è supportata dalle biografie dei suoi autori: David Simon, giornalista per il Baltimore Sun, quindi scrittore di libri inchiesta e infine produttore televisivo, e Ed Burns, poliziotto per oltre vent’anni, quindi insegnante e scrittore e sodale di Simon. I due collaborano per la prima volta a The Corner. A Year in the Life of an Inner-City Neighborhood, pubblicato nel 1998 e trasposto sullo schermo da HBO nel 2000 con la miniserie docufiction The Corner. In seguito al successo critico ottenuto, l’emittente mette in cantiere la realizzazione di The Wire, che unisce all’attenta osservazione della vita nel Westside di Baltimora un impianto da moderno police procedural drama, dove ha un ruolo di primo piano l’uso delle intercettazioni nelle indagini. Le aree rappresentate di Baltimora si fanno più numerose di stagione in stagione, allargando il ritratto della città fino a catturarne le molteplici sfaccettature, come pure le specularità e i tratti ricorrenti. Il primo comune denominatore a emergere è la povertà, che unisce le aree degradate degli spacciatori del ghetto con i distretti di polizia, incapaci di trovare ambienti decenti per gli uffici o di acquisire tecnologie adeguate alle indagini. Altro elemento ricorrente è il gran numero di abitazioni abbandonate, a causa del progressivo trasferirsi della popolazione nell’area extracittadina della Contea. Rimangono in città zone che sono come terre di nessuno, popolate da tossicodipendenti e flagellate dalla guerriglia urbana per il dominio dello spaccio di droga, ma in ultima analisi impossibili da controllare sia per i criminali sia per la polizia. La città attua piani di riqualificazione, ma pare limitarsi ad abbatterle, speculando poi su progetti edilizi successivi. Ha paradossalmente maggior successo, finché non intervengono le ruspe, il piano del capitano “Bunny” Colvin di adibire una di queste zone al libero spaccio di droga, per poter “salvare” il resto della città. La serie approfondisce quindi altri temi e descrive ulteriori zone della vita cittadina, dal porto piagato dalla disoccupazione alle scuole incapaci di formare i ragazzini, fino ai piani alti dell’informazione, nella redazione del Baltimore Sun, e della politica, con la campagna elettorale di Carcetti e i suoi primi anni da sindaco della città. Dunque uno sguardo a 360° che mostra l’influenza di Baltimora sulla vita dei suoi cittadini e fa della città del Maryland la vera protagonista della serie.

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