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Sul futuro della parrocchia nella città. Attualità dei modelli della Chiesa apostolica

digital Sul futuro della parrocchia nella città.
Attualità dei modelli della Chiesa apostolica
Articolo
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2015 - 10
titolo Sul futuro della parrocchia nella città. Attualità dei modelli della Chiesa apostolica
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 10-2015
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€ 3,60

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

L’articolo di A. Join-Lambert, Verso parrocchie ‘liquide’? Nuovi sentieri di un cristianesimo ‘per tutti’, apparso sul numero di marzo della Rivista e rilanciato da una pagina di «Avvenire» del 27 maggio, ha toccato un argomento di grande rilevanza per chi vive il ministero in un contesto urbano ed è alle prese con le problematiche ecclesiali poste in luce da quelle riflessioni. Don Augusto Bonora, sacerdote milanese e parroco ‘di periferia’, provocato dalle tesi di quell’intervento sul futuro della parrocchia, interloquisce con esse, apprezzandone i guadagni, ma proponendo anche dei correttivi alla luce di una ripresa del magistero pastorale degli ultimi tre vescovi milanesi, caratterizzato dal riferimento ai diversi modelli della Chiesa apostolica. Pubblichiamo volentieri questo suo dialogo-approfondimento con il testo di A. Join-Lambert che anzitutto richiama in modo chiaro la vocazione originaria della rivista: essere uno strumento di formazione dentro la Chiesa italiana, attraverso il dibattito e la riflessione condivisa. Tutti gli articoli pubblicati sono un invito al pensiero, uno stimolo all’approfondimento, all’immersione nella realtà, per leggerla oltre la superficie, in modo libero. In secondo luogo, la riflessione di don Augusto consente di fare passi avanti nella messa a fuoco delle trasformazioni dello strumento che più di ogni altro ha contribuito (e contribuisce ancora) a costruire il volto del cattolicesimo italiano: la parrocchia. La rivista si è dedicata nel corso dei decenni al monitoraggio e allo studio di questi cambiamenti. Vediamo perciò nelle
rifl essioni di don Augusto l’invito ad allargare il numero delle vociche intendono assumersi il compito di osservare, studiare e raccontare la trasformazione in atto. Il prof. Join-Lambert, teologo pratico, si è mostrato molto interessato al dibattito che si apre, convinto che solo facendo marciare il più possibile unite osservazione e riflessione si possono cogliere veramente le trasformazioni che stanno toccando in modo radicale le forme istituite del cristianesimo nel mondo occidentale. Le riflessioni di Join-Lambert e di don Bonora ci confermano che è la Chiesa cattolica nel suo insieme a essere impegnata in un forte lavoro di trasformazione della propria presenza tra la gente e dentro la società: le Chiese più giovani lavorano per dare contenuto a parrocchie spesso molto vaste ed estese, animandole con lo strumento che, a seconda dei contesti, assume il  me di ‘comunità ecclesiali di base’ oppure di ‘piccole comunità cristiane’, con lo scopo dichiarato di favorire la costruzione di luoghi di vita cristiana capaci di sostenere meglio la fede di chi ne fa parte e di irradiare con la loro testimonianza lo spazio sociale. Le nostre Chiese con radici più antiche lavorano alla revisione dei loro reticoli parrocchiali, gestiti con sempre maggior fatica a seguito della diminuzione del clero e della pratica cristiana. L’intenzione dichiarata è di evitare che simili operazioni si trasformino in procedure amministrative e burocratiche e abbiano un effetto indotto non voluto: che le Chiese locali alla fine si chiudano su loro stesse, troppo occupate da problemi di carattere gestionale. Ci si attende ancora molto dalla parrocchia, e da una sua riconfigurazione: restare la più capillare porta d’ingresso alla fede cristiana e all’esperienza ecclesiale; diventare centri di irradiazione e di testimonianza dell’esperienza cristiana, sentinelle capaci di ascoltare le persone e i loro bisogni, luoghi in cui poter nutrire e rafforzare la propria fede. Pur ormai in contesti di minoranza (come il nord Europa) o di forte trasformazione culturale oltre che sociale (come a Milano), la Chiesa non può perdere la sua capacità di restare accanto alla vita quotidiana delle persone, per annunciare da quel luogo il messaggio vivificante del Vangelo. La Chiesa ha bisogno anche oggi, dentro la varietà delle sue figure, di non perdere il volto di Chiesa ‘domestica, popolare’. Lasciamo che sia la riflessione di don Augusto ad accendere le nostre domande.

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