L'opera e la nascita della televisione in Italia - Emanuele Senici - Vita e Pensiero - Articolo Vita e Pensiero

L'opera e la nascita della televisione in Italia

digital L'opera e la nascita della televisione in Italia
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2011 - 1. Cinema e sonoro in Italia (1945-1970)
titolo L'opera e la nascita della televisione in Italia
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 02-2011
issn 0392-8667 (stampa) | 1827-7969 (digitale)
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Tra il 1954 e il 1957, nelle prime tre stagioni di trasmissioni regolari, la RAI mandò in onda quasi un’opera al mese, in diretta dagli studi di Milano. Poi le produzioni in studio divennero progressivamente più saltuarie, fino quasi a scomparire dopo il 1960. Nonostante un parziale ritorno d’interesse tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, l’opera non ritrovò mai più la posizione preminente che aveva avuto agli inizi della televisione italiana. Le produzioni in studio degli anni Cinquanta si configurano quindi come il momento forte dell’opera in televisione, e come tale hanno ricevuto l’attenzione di alcuni storici e critici del mezzo televisivo, mentre la musicologia le ha invece finora quasi ignorate. L’articolo si propone di osservare il fenomeno con gli occhi dello storico del melodramma, investigando le conseguenze dell’incontro tra opera e televisione sull’opera stessa, soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra musica e immagine.

Between 1954 and 1957, in the first three seasons of regular broadcasting, RAI aired almost one opera a month, live from Milan television studios. Then these studio productions became progressively rarer, almost disappearing after 1960. Despite a partial revival of interest between the mid-seventies and early eighties, opera never regained the leading position that it had enjoyed in the early days of the Italian television. The studio productions of the fifties, therefore, represent the high point of opera on television in Italy, and as such have received some attention from television historians and critics, while musicologists have almost completely ignored them. In this article I consider these broadcasts from the point of view of the opera historian, investigating the impact of the encounter between opera and television on opera itself, and focusing especially on the relationship between music and image.

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