Il tuo browser non supporta JavaScript!

Carceri invisibili. Il giornalismo carcerario italiano tra informazione e formazione

digital Carceri invisibili. Il giornalismo carcerario italiano tra informazione e formazione
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
sezione Open Access
titolo Carceri invisibili. Il giornalismo carcerario italiano tra informazione e formazione
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 12-2011
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
Scrivi un commento per questo prodotto
Scarica

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Online, cartacei, informativi, narrativi, provocatori, di denuncia: sono solo alcune caratteristiche dei giornali dal e sul carcere italiano. Non viaggiano nei canali tradizionali, come le edicole, e vengono distribuiti con tirature piuttosto basse, con una media di 12.000 copie per numero. Raggiungono soprattutto gli “addetti ai lavori”, che a vari livelli si occupano delle istituzioni carcerarie, ma hanno generalmente difficoltà a entrare in contatto con il lettore comune, sebbene sia esso il vero target da raggiungere. I giornali carcerari non sono vincolati a un editore noto che li spinge a impostare stile di scrittura e selezione dei contenuti secondo le logiche del marketing e delle vendite: sono fonti indipendenti. Nascono per svolgere funzioni di controinformazione, con l'obiettivo di smentire i media mainstream, che troppo spesso tendono a penalizzare la veridicità delle notizie, a tutto vantaggio della loro spettacolarizzazione. Svolgono inoltre funzioni di informazione alternativa, facendosi promotori di nuove forme culturali. L'innovazione culturale risiede soprattutto nella modalità di utilizzo dello strumento, che ha certamente fini di protesta politica, ma anche di educazione, di formazione e di sostegno ai detenuti. Strumenti di educazione e di distrazione, questi giornali ospitano spesso forme di scrittura creativa, come poesie e racconti, ibridando linguaggi specificamente letterari con il linguaggio della cronaca e dell'editoriale. Per tutte queste ragioni i giornali carcerari possono essere considerati veri e propri esempi di media non mainstream: mezzi di comunicazione dal basso che penetrano circuiti profondamente diversi da quelli tradizionali. Per la loro eterogeneità e varietà, i media non mainstream sono un oggetto di difficile definizione, attorno a cui è tuttora aperto un ampio dibattito.


News

30.11.2020
SalTo 2020: Leggere in un mondo digitale
Giovedì 3 dicembre Maryanne Wolf ospite al Salone del Libro 2020 per una lezione su cambiamenti della lettura nel mondo digitale.
05.11.2020
La propria vita/la vita
Anteprima di un capitolo del libro "Elogio del rischio" della filosofa e psicanalista Anne Dufourmantelle.
05.10.2020
I "Mostri favolosi" hanno trovato casa
Manguel ha donato la sua collezione di 40mila volumi alla città di Lisbona: un evento culturale straordinario come racconta nell'intervista...
30.11.2020
Paolo Colombo: non è la solita Storia
Un libro su come raccontare la Storia e 6 storie da non perdere, come quella di Kennedy, sul podcast del Sole 24ore.

Newsletter

* campi obbligatori

Collane

  • Cultura e storia
  • Filosofia morale
  • Grani di senape
  • Le nuove bussole
  • Metafisica e storia della metafisica
  • Pagine prime
  • Punti
  • Relazioni internazionali e scienza politica.ASERI
  • Sestante
  • Studi interdisciplinari sulla famiglia
  • Temi metafisici e problemi del pensiero antico
  • Transizioni
  • Varia. Saggistica
  • Scopri le altre Collane