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«Women Without Men»: Shirin Neshat e la spazializzazione del femminile

digital «Women Without Men»: Shirin Neshat e la spazializzazione del femminile
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2012 - 1. Il teatro al femminile: declinazioni e intersezioni di due differenze
titolo «Women Without Men»: Shirin Neshat e la spazializzazione del femminile
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2012
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
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€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

RIASSUNTO
L’ultima opera di Shirin Neshat, Women Without Men, si basa sull’omonimo romanzo di Shahnush Parsipur e riprende la fitta trama del lungometraggio realizzato dall’artista, già premiato con il Leone d’argento a Venezia nel 2009. Recentemente presentato come videoinstallazione, il lavoro dell’autrice guadagna una dimensione evocativa fortissima, emanata attraverso lo spazio e riorganizzata nella forma di un lungo nastro di schermi che segna un percorso filmico tutto al femminile. Prendono così forma le sfaccettature di una quotidianità ora sofferta, ora apertamente vissuta; delicatamente potenti per un verso e al contempo sommesse, le immagini delle cinque donne che appaiono vanno a costituire un’unica, complessa, profonda figura femminile che inevitabilmente va a sovrapporsi con quella dell’autrice. L’installazione diviene il luogo di un’intimità così intensa da sfociare nella necessità di estroflettersi, contenitore di un’identità ricca, di una resa vivida che si mischia con l’autorappresentazione e che finisce per coinvolgere lo spazio e le immagini che in esso prendono forma. L'opera di Shirin Neshat dà così luogo a un allestimento, che non si riduce a semplice gendered space, bensì esteriorizza una condizione esistenziale, identitaria e di genere. Evidenziando una dinamica nella quale il dato spaziale fa da contraltare a quello rappresentativo, l’analisi dà conto delle strategie visuali e sceniche messe in atto dall’artista, riconoscendo nei concetti di differenza e dis-posizione i meccanismi di una femminilità performata tramite la spazializzazione.

SUMMARY
Based on Shahnush Parsipur’s novel, the latest work by Shirin Neshat, Women Without Men, takes up the multifaceted plot of the feature film released by the artist, awarded with the Venice Silver Lion in 2009. Recently presented as a video installation, Women Without Men gains a strong evocative dimension, due to an emana¬tion of the image through space, and the organization of the screens as in a long visual ribbon. The result is a filmic itinerary, shaped onto the presence of five feminine characters, resembling a unique, deep and complex woman figure, which inevitably overlaps that of the author herself. The installation becomes a place of intimacy, expressing the urge to trigger an eversion of the self. It is the visual manifestation of a rich identity and a vivid artistic performance, which becomes a self-representation involving the spatial element and those images harboured in it. Therefore, Neshat’s work designs a stage that doesn’t simply represent a gendered space, rather an existential, identitary, and gender condition. The analysis emphasizes the role of the spatial element as the counterpart to the representational one, highlighting the visual and staging strategies adopted by the artist. The notion of difference and dis-position will underscore the very mechanisms of a femininity, which is performed by means of spatialization.

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