Politica e spazi urbani. Il manifesto nella campagna elettorale del 2008 - Paolo Carelli, Claudia Giocondo, Maria Francesca Murru - Vita e Pensiero - Articolo Vita e Pensiero

Politica e spazi urbani. Il manifesto nella campagna elettorale del 2008

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Politica e spazi urbani. Il manifesto nella campagna elettorale del 2008
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
sezione Open Access
titolo Politica e spazi urbani. Il manifesto nella campagna elettorale del 2008
autori

editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 12-2009
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
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C’è un momento, nel lento scorrere delle città e dei paesi di provincia, così come in quello frenetico e disseminato della metropoli, in cui lo spazio urbano assume i connotati di un grande palcoscenico adibito alla messa in scena di un particolare tipo di rappresentazione. È il momento elettorale, quello in cui la politica, elevata a piena identificazione con la sua manifestazione democratica più alta, ossia il voto, entra in contatto diretto con la città, sia nella forma del comizio nelle piazze che in quella del manifesto elettorale. In questi frangenti, e con particolare riferimento al secondo caso, le superfici esteriori, mobili o fisse, messe a disposizione dalle aree urbane, diventano luoghi deputati alla competizione politica, vere e proprie arene in cui si depositano e prendono forma il confronto tra i partiti e i rispettivi tentativi di legittimazione, negoziazione, riproduzione di contenuti e universi simbolici. Il periodo che precede un’elezione, di qualsiasi tipologia essa sia, si contraddistingue, quindi, per l’utilizzo di uno strumento comunicativo supplementare a quelli (i media vecchi e nuovi) che accompagnano e rappresentano la battaglia politica in momenti lontani dal suffragio. L’occupazione simbolica dello spazio pubblico effettuata in occasione della campagna elettorale rimanda a un’esigenza, che è propria della pubblicità, oltre che della comunicazione politica, di semplificare attorno a un selezionato nucleo di concetti e tematiche un complesso universo di valori, identità, credenze ideologiche e, finanche, appartenenze subculturali. Nei manifesti della campagna elettorale italiana per le politiche dell’aprile 2008, di cui in questo lavoro abbiamo analizzato alcuni esempi, il ruolo di chiarificatori e rivelatori del profondo sistema valoriale di riferimento è stato particolarmente palese, soprattutto in considerazione dei rilevanti mutamenti di denominazioni, simboli, alleanze che hanno interessato la maggior parte dei partiti italiani. L’approccio socio-semiotico, attento alla dimensione sintattica dei testi e ispirato alla distinzione di Landowski tra due modelli paradigmatici di intersoggettività, quello del “contratto” e quello dell’“acquisto”, ci ha permesso di leggere le scelte espressive dei partiti come segnali, non esaustivi ma certamente significativi, delle più ampie dinamiche di rappresentanza e rappresentazione immanenti all’agire e al comunicare politico. L’analisi ha evidenziato come le scelte di posizionamento fatte dai partiti nell’ultima campagna elettorale siano state dettate primariamente dall’esigenza di ridefinirsi rispetto ai valori e alle ideologie tradizionali di riferimento. In particolare, per quelle forze presentatesi agli elettori sulla base di universi simbolici consolidati nel tempo, la modalità del “contratto” ha prevalso come forma di capitalizzazione di un’adesione fiduciaria già conquistata; per i soggetti politici di nuova composizione, la logica del “contratto” si è invece combinata con quella dell’“acquisto”, facendo leva tanto sulla delega fiduciaria quanto sull’enunciazione puntuale di valori-prodotto da conquistare.

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