La via italiana al modello processuale ‘adversarial’ - Paolo Sommaggio - Vita e Pensiero - Articolo Vita e Pensiero

La via italiana al modello processuale ‘adversarial’

digital La via italiana al modello processuale ‘adversarial’
Articolo
rivista JUS
fascicolo JUS - 2015 - 3
titolo La via italiana al modello processuale ‘adversarial’
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 03-2016
issn 0022-6955 (stampa)
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L’Italia è un osservatorio privilegiato per confrontare il modello processuale accusatorio e quello inquisitorio poiché ha adottato un modello processuale del tutto originale. Dal 1989, infatti, è stato progressivamente introdotto nell’ordinamento italiano un modello processuale ispirato al modello adversarial: prima nella sola procedura penale e poi, nel 1999, in tutti i tipi di processo (grazie alla riforma dell’art. 111 della Costituzione). Tuttavia questo modello è stato adattato, attraverso una serie di aggiustamenti, ad una realtà per molto tempo legata ad un modello inquisitorio. Questa novità ha inciso moltissimo nella cultura giuridica ma anche nella cultura diffusa dell’Italia di questi anni poiché l’opposizione tra le parti (in Italia chiamata “contraddittorio”) viene presentata come un bene da tutelare e custodire e non più come un problema da evitare. Purtroppo, nell’ambito della esperienza giuridica concreta, il valore ad oggi attribuito al confronto tra le parti è ancora una sterile drammaturgia della controversia. Con questa ricerca si intende spiegare le ragioni che fondano la razionalità intrinseca e la forza aletica della relazione di scontro tra le parti. Essa rappresenta il cuore socratico della procedura adversary poiché genera un legame che consente il dispiegarsi di ciò che supera le pretese particolari delle parti stesse ed è comune ad ambedue: questo perché l’opposizione rappresenta non solo uno strumento logico di accertamento/espunzione della contraddizione dai loro ragionamenti, ma è la condizione affinché le tesi esposte ‘abbiano a che fare’ con la verità.

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