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Negotiating television’s cultural potential as commercial asset. Early experimental commercial television in the Netherlands

digital Negotiating television’s cultural potential as commercial asset. Early experimental commercial television in the Netherlands
Articolo
rivista COMUNICAZIONI SOCIALI
fascicolo COMUNICAZIONI SOCIALI - 2013 - 1. Moving at different speeds. The commercialization of television systems in Europe and its consequences
titolo Negotiating television’s cultural potential as commercial asset. Early experimental commercial television in the Netherlands
autore
editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 01-2013
issn 03928667 (stampa) | 18277969 (digitale)
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€ 6,00

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SUMMARY
In the Netherlands the rise and growth of television in the 1950s was the result of a public debate in which three parties were leading; the state (government), the existing broadcasting companies, and the industry, which at the time meant the radio and television industry (Philips). One important issue that appeared in the public debate was public versus commercial broadcasting in relation to the potential role of television. This paper focuses on early experimental commercial broadcasting (1940s-1950s) in the Netherlands as a site where negotiations were played out. It discusses how commercial parties other then the radio and television industry joined the debate as well as independent individuals and to what extent all parties involved reflected the struggle over post-war modernization in the Netherlands. Drawing on Latour’s theory and discursively analysing the debates and negotiations, this paper aims to shed light on the different roles of the actors involved, the historical dynamics that shaped television broadcasting in the Netherlands and how eventually commercial forces that favored television as a cultural space were pushed back in favor of restorative powers. This paper also points to the commonalities in historical debates on commercial TV in Europe and to the unique character of Dutch television alike.

RIASSUNTO
In Olanda, la nascita e la crescita della televisione negli anni Cinquanta è stata il risultato di un dibattito pubblico guidato da tre attori: lo Stato (Governo), le società di broadcasting già esistenti e l’industria, che al tempo coincideva con l’industria radio-televisiva Philips. L’opposizione tra broadcasting pubblico e commerciale, in relazione all’importante ruolo della TV, è stata un importante tema di dibattito pubblico. Il saggio si concentra sul primo broadcasting commerciale sperimentale (1940-50) in Olanda inteso come uno spazio di negoziazione, spiegando come il dibattito ha visto la partecipazione sia di altri attori commerciali, oltre all’industria televisiva, come di singoli individui indipendenti, e fino a che punto tutti gli attori coinvolti rispecchiavano le lotte del Paese legate alla modernizzazione nel dopoguerra. Partendo dalle teorie di Latour e analizzando discorsivamente i dibattiti e le negoziazioni, questo intervento cerca di illuminare i ruoli giocati dai personaggi coinvolti, le dinamiche storiche che hanno dato forma al broadcasting televisivo in Olanda, e il modo in cui le forze commerciali che interpretavano la TV come spazio culturale siano state respinte da poteri conservatori. Il saggio sottolinea inoltre gli elementi di comunanza nei dibattiti sulla TV commerciale in Europa, così come i caratteri unici della TV olandese.

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