“Tu cum lacrymis scribe”. Il pianto di Maria e la ‘rivoluzione drammaturgica’ della scena passionista nel Medioevo - Carla Bino - Vita e Pensiero - Capitolo Vita e Pensiero

“Tu cum lacrymis scribe”. Il pianto di Maria e la ‘rivoluzione drammaturgica’ della scena passionista nel Medioevo

digital “Tu cum lacrymis scribe”. Il pianto di Maria e la ‘rivoluzione drammaturgica’ della scena passionista nel Medioevo
Capitolo
Libro Scena madre
Titolo del capitolo “Tu cum lacrymis scribe”. Il pianto di Maria e la ‘rivoluzione drammaturgica’ della scena passionista nel Medioevo
Autore
Editore Vita e Pensiero
Formato Capitolo
Formato Pdf
Genere Religione e spiritualità
Società, media, famiglia, lavoro Media spettacolo e processi culturali
Pubblicazione 2014
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Quando cerchiamo di immaginare la crocifissione di Cristo, nella nostra mente componiamo una scena con degli attori principali e immancabili. Innanzitutto Gesù, centrale, appeso alla croce, agonizzante o morto. Il suo corpo è pieno di ferite, dalle sue mani e dai suoi piedi inchiodati gronda sangue. Sulla testa la corona di spine. Sopra a lui il cielo che si rabbuia. Ai piedi della croce i soldati e gli aguzzini che urlano, lo insultano, si spartiscono le vesti. Hanno volti incattiviti, dai tratti deturpati: il loro non è più un viso, è un ghigno. Non sono soli. In mezzo a loro, c’è un gruppo di persone strette le une alle altre. Sono gli amici dell’uomo crocefisso; sono quelli che lo amano. E tra loro c’è sua madre. Tutti soffrono. Ma la madre soffre in un modo diverso. Si vede dal corpo e dagli occhi. È un dolore immenso e indicibile il suo, che non fa rumore e che la schianta al suolo, la immobilizza, le toglie il respiro. È un fiume quel dolore, un fiume che esce dagli occhi, goccia a goccia. Ecco: componendo la scena della crocifissione, tratteggiamo relazioni e sensazioni. Al centro della visione mettiamo un uomo nudo, massacrato e sofferente; attorno, le azioni di chi gli ha fatto violenza. Automaticamente, dunque, rappresentiamo atteggiamenti e punti di vista verso un fatto – una spettacolare esecuzione capitale – e li coloriamo affettivamente.

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