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Il mondo senza immagini dei giuristi

digital Il mondo senza immagini dei giuristi
Capitolo
libro Giustizia e letteratura II
titolo del capitolo Il mondo senza immagini dei giuristi
autore
editore Vita e Pensiero
formato Capitolo
formato Pdf
pubblicazione 2014
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€ 6,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Grazie allo spunto fornito da alcuni testi di critica cinematografica inclusi nel volume, la cinematografia di Stanley Kubrick è presentata come un campo di battaglia in cui continuamente si scontrano la parola e l’immagine. Con l’immancabile vittoria dell’immagine sulla parola. A partire da questa prospettiva, il saggio dipana una riflessione sull’intreccio tra immagine e diritto, tra immagine e mondo della parola, per scoprirvi i nessi che conducono a una teoria della giustizia. Kubrick è quindi un pre-testo per porre una domanda scomoda: che cosa hanno da dire e da insegnare il ‘mondo dell’immagine’, la ‘letteratura visiva’, l’arte visuale, al ‘mondo senza immagini’ del diritto? Quali ardite (ri)congiunzioni sono possibili? Il saggio non si ferma alla questione dell’iconografia della giustizia, tema su cui molto si è scritto, ma si spinge oltre in un’analisi di come il contributo delle immagini possa nutrire di realtà l’universo giuridico dall’immaginario oggi desertificato: un nutrimento che va a vantaggio della qualità delle norme e della formazione del giurista. D’alto canto, lo scritto si spinge oltre l’‘immaginario unico’ a cui il diritto è abituato – la bilancia, la spada, la benda sugli occhi della Giustizia – e propone due immagini di luoghi in cui si amministra la giustizia, capaci di dare all’immaginazione un’idea nuova della giustizia stessa. La Corte suprema di Israele con le sue linee rette e tonde, le sue trasparenze e luminosità, parla di un’idea di giustizia capace di avvicinare il ‘diritto’ alle linee curve, e talvolta storte, delle vicende umane. La Corte costituzionale sudafricana con il suo logo “Justice under a tree” parla di un’idea di giustizia mossa da istanze e scopi di protezione e cura, anziché di controllo e punizione. Da simili riflessioni, solo apparentemente lontane dal tecnicismo giuridico, si traggono alcuni indizi per una riprogettazione del modo di fare e di rendere giustizia.

Biografia dell'autore

Claudia Mazzucato è ricercatore di Diritto penale, Facoltà di Sociologia, Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Milano) e Docente incaricato di Diritto penale I, Facoltà di Giurisprudenza, Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza).

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