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LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 10

digital LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 10
Fascicolo digitale
rivista LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO
fascicolo 10 - 2011
titolo LA RIVISTA DEL CLERO ITALIANO - 2011 - 10
editore Vita e Pensiero
formato Fascicolo digitale | Pdf
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Sommario

L'invenzione della prossimità
di Luciano Manicardi pagine: 17 € 4,00
Abstract
Farsi prossimo è il titolo di uno dei più noti e incisivi piani pastorali del card. C.M. Martini, i cui effetti sono ancor oggi vivi nella diocesi milanese. Luciano Manicardi, monaco di Bose, ne rilegge il messaggio di fondo, prendendolo a spunto per un approfondimento del tema della carità nella situazione attuale. Oggi infatti è sempre più chiaro che «la questione del prossimo è la questione dell’umano» e che, di fronte all’inumano che si manifesta in mille forme, la carità vuole anzitutto custodire la dignità di ogni singolo uomo. Si tratta di una convinzione che la Bibbia conosce da sempre e che rilancia alla coscienza credente impegnandola a riconoscere e a ‘vedere’ le tante situazioni nelle quali la dignità dell’uomo è vilipesa, umiliata, costretta alla vergogna. Prossimità è infatti disponibilità a farsi vicino, a muoversi da dove si è, è un’azione, non uno stato. Ricordava il card. Martini nella sua lettera: «Il prossimo non esiste già. Prossimo si diventa. Prossimo non è colui che ha già con me dei rapporti di sangue, di razza, di affari, di affinità psicologica. Prossimo divento io stesso nell’atto in cui, davanti a un uomo, anche davanti al forestiero e al nemico, decido di fare un passo che mi avvicina, mi approssima».
Parrocchie, luoghi di speranza. Uno spazio per la Parola, l'eucarestia e il discernimento
di Alphonse Borras pagine: 23 € 4,00
Abstract
Le gravi difficoltà che le nostre società europee stanno attraversando e gli sconvolgimenti sociali, economici e culturali loro connessi generano paura anche all’interno delle comunità cristiane, che vengono così sospinte a vivere la fede su un piano prevalentemente privato e individualista. Di riflesso il cristianesimo corre il rischio di sottostimare le sue risorse di senso e assumere il profilo di una religione devozionale, oggi peraltro gradito rifugio di un crescente numero di cristiani. Alphonse Borras, professore all’Università Cattolica di Lovanio, ritiene invece che si possa parlare di cattolicesimo e, più concretamente, della parrocchia come «luogo di speranza», dove possono trovare vita istanze alternative rispetto alla cultura diffusa. La sua riflessione è un invito a guardare in faccia alle difficoltà delle nostre comunità e a pensare con coraggio ad atteggiamenti evangelici e a uno stile di vita ecclesiale che siano portatori di speranza, non soltanto per i nostri contemporanei ma anche e soprattutto per gli stessi credenti. Le parrocchie sono chiamate a compiere un vero e proprio cammino di libertà che le porti a superare l’affanno per il domani: «La parrocchia potrà dunque diventare “luogo di speranza” solo se si preoccupa non di perpetuarsi ma di attestare il Vangelo».
Il coraggio di annunciare il Vangelo (ITs 2,2). Qualità e risorse di chi annuncia: l'esempio di Paolo a Tessalonica
di Guido Benzi pagine: 12 € 4,00
Abstract
Le parole di Paolo alla comunità di Tessalonica offrono preziosi spunti per riflettere sulle dinamiche educative legate all’evangelizzazione. Questa volta è la parte iniziale del secondo capitolo della Prima lettera a illuminare il profilo soggettivo dell’azione dell’evangelizzatore/ educatore. Don Guido Benzi, sacerdote della diocesi di Rimini, biblista e direttore dell’Ufficio Catechistico Nazionale, prosegue così la sua riflessione (si vedano i suoi precedenti interventi sui fascicoli 1 e 6 della presente annata) mostrando come la capacità missionaria di Paolo sia inscindibilmente legata alle sue qualità e risorse personali: saper prendere le distanze dai propri schemi mentali; coraggio, libertà e franchezza nel parlare; resistenza nei conflitti e disponibilità all’azione di Dio; capacità di giocarsi pienamente nelle relazioni sapendo usare una pluralità di codici al fine di prendersi cura di ciascuno dei membri della propria comunità. In particolare, l’impiego paolino del codice materno suggerisce che l’evangelizzatore non può non condividere lo stesso amore di Dio, «il suo stesso desiderio di donarsi totalmente come una madre, per potere salvare tutti, per poter tutti far giungere a quella pienezza, fino all’estremo, fino a dare la vita».
Hans Urs von Balthasar: il dramma della bellezza
di Michael Paul Gallagher pagine: 10 € 4,00
Abstract
Pubblichiamo qui il capitolo che p. Michael Paul Gallagher (gesuita irlandese, docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana di Roma) dedica al grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar nel suo libro Mappe della fede, appena pubblicato da Vita e Pensiero. L’idea del volume è quella di offrire attraverso il pensiero di dieci grandi pensatori cristiani (Newman, Blondel, Rahner, Lonergan, O’Connor, Soelle, Taylor, Sequeri e Benedetto XVI) una riflessione che parli la lingua dell’uomo contemporaneo e ne tocchi il cuore. Dieci autori che, ciascuno con le sue sottolineature specifiche, hanno assunto la sfida della modernità e della postmodernità, rispondendole nell’orizzonte dell’umano, aiutando a riappropriarsi di quel desiderio di senso che i modi comuni di vita oggi tendono a spegnere.
La famiglia: il lavoro e la festa. Uno sguardo al prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie
di Aristide Fumagalli pagine: 11 € 4,00
Abstract
In vista del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, convocato a Milano nei giorni dal 30 maggio al 3 giugno 2012, don Aristide Fumagalli, docente di Teologia morale nel Seminario Arcivescovile di Milano, propone le coordinate culturali ed evangeliche in cui comprenderne il significato. Il suo contributo appare quanto mai opportuno per accostare il testo delle 10 Catechesi preparatorie, anima del più ampio «cammino verso ‘Milano 2012’», raccomandato da Benedetto XVI quale condizione per dare consistenza all’evento, prima e oltre le cinque giornate della sua celebrazione. Il senso dell’evento, sottolinea don Fumagalli, «è l’effettivo incontro delle famiglie con la parola del Signore. Subissata com’è dalle parole che si spendono a riguardo per diagnosticarne la crisi, decretarne il superamento, imputarle responsabilità, la famiglia attende una buona notizia che, sfuggendo all’alternativa dell’idealismo e del disfattismo, le indichi la speranza possibile».

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