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La televisione del crimine

La televisione del crimine
titolo La televisione del crimine
curatori ,
argomenti Diritto
collana Ricerche. Diritto
formato Libro
pagine 792
pubblicazione 2005
ISBN 9788834311745
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€ 40,00
Spedito in 3 giorni
I mass media esercitano un formidabile impatto sui modi di pensare anche delle persone meno propense a lasciarsi suggestionare. I fatturati del mercato pubblicitario sarebbero del resto inspiegabili se coloro che vi investono non pensassero di poter orientare le scelte di lettori e telespettatori. In campo criminale, giornali e televisioni, più che essere causa diretta di comportamenti delittuosi (cosa non facile da dimostrare), influenzano le modalità con cui il pubblico percepisce e interpreta i fatti e, indirettamente, condizionano la pressante, e spesso irrazionale, domanda di sicurezza rivolta alla politica.
La monetizzazione del tempo televisivo e dello spazio giornalistico (sempre più forte da quando anche i media sono diventati attori della new economy) rimuove o contrae il tempo del pensiero e del discorso. «L’informazione è come il caffè: è buona quando è calda e forte». così i ‘messaggi’ si appiattiscono sul dominio del senso comune, sul registro del curioso, del divertente, del sensazionale e del pruriginoso. Di qui l’interesse dei media per i crimini, in particolare i più violenti ed efferati. Nelle rare occasioni in cui si occupano anche del crimine economico, essi vanno subito alla ricerca di un ‘capro espiatorio’, invece di aiutare lettori e spettatori a comprendere l’accaduto. La ‘torcia fiammeggiante’ che giornali e televisioni brandiscono quando si occupano del crimine è spesso impugnata, più che per chiarire e approfondire gli eventi, per far presa sul pubblico attraverso il ‘delitto di turno’, in grado di ripagare con migliori indici di ascolto il prezioso tempo mediatico investito.
Alla luce di tali considerazioni, questo libro presenta e discute un’imponente ricerca criminologica, psicologica e mediologica sulla rappresentazione televisiva e giornalistica del crimine in Italia, raccogliendo le voci di alcuni tra i massimi esperti mondiali della materia, oltre che di autorevoli giornalisti, chiamati a commentare i risultati dell’analisi svolta sulle loro testate.

Contributi di: Giulio Ubertis, Carlo Castronovo, Gabrio Forti, Roberto Redaelli, Marta Bertolino, Ruggero Eugeni, Andrea Bellavita, Assunto Quadrio, Elena Zucchi, David L. Altheide, Melissa Hickman Barlow, Helmut Kury, Harald Kania, Paola Di Blasio, Rossella Procaccia, Adolfo Ceretti, Alfredo Carlo Moro, John P. Murray, Mario Liotti, Steven Chermak, Steve Rosoff, Michael Levi, Martin Innes, Paul Mason, Frank Leishman, Aaron Doyle, Michela Bani, Andrea Bienati, Daniela Bramati, Paola Cattorini, Stefania Crema, Michele Galasso, Ezio A. Giacalone, Teresa Ottolini, Roberto Oliver Zubani, 

Tavola rotonda coordinata da Giorgio Simonelli con i giornalisti: Dario Cresto-Dina, Maurizio Losa, Monica Maggioni, Gian Luca Mazzini, Vito Oliva, Giangiacomo Schiavi.

Biografia dell'autore

Gabrio Forti è ordinario di Criminologia e Diritto penale presso l’Università Cattolica di Milano. è autore di vari saggi e monografie, tra cui: Colpa ed evento nel diritto penale (Milano 1990); La corruzione del pubblico amministratore. Linee di un’indagine interdisciplinare (Milano 1992); L’immane concretezza. Metamorfosi del crimine e controllo penale (Milano 2000). Per Vita e Pensiero ha curato il volume: Il prezzo della tangente. La corruzione come sistema a dieci anni da ‘mani pulite’ (Milano 2004).

Marta Bertolino è ordinario di Diritto penale presso l’Università di Milano-Bicocca. Titolare di un diploma di specializzazione in psicologia, ha fatto parte, in qualità di esperto, della Corte di Appello, sez. minori e del Tribunale di sorveglianza di Milano. è autrice di vari saggi di diritto penale e di opere monografiche, tra le quali: L’imputabilità e il vizio di mente nel sistema penale (Milano 1990); Libertà sessuale e tutela penale (Milano 1993).

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